Giovanni Simeone [foto Emanuele Perrone]

CAGLIARI, CHE BEFFA!

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I rossoblù perdono un match incredibile con la Lazio nel posticipo della 16^ giornata di Serie A. Le due reti nel recupero

Una partita difficile. Rolando Maran era stato facile profeta alla vigilia, nel descrivere la sfida tra il suo Cagliari e la Lazio. Ma il bel gioco proposto da Simone Inzaghi quest’oggi si è scontrato con il cinismo e con l’intensità di rossoblù che, al termine di un match dalle mille emozioni, interrompono la serie di risultati utili consecutivi, grazie all’uno-due arrivato in pieno recupero, con le reti di Luis Alberto e Caicedo. Poteva essere un successo meritato, ma la mancanza di concretezza è stata decisiva. Nel giorno in cui anche sua maestà Nainggolan non ha spaccato la gara come da par suo, il Cagliari porta via un punto e resta al quinto posto in classifica, impattando nel primo scontro diretto per la Champions di questa stagione.

LA CRONACA – Maran, dopo averlo difeso in conferenza stampa dalle critiche dei cronisti presenti, sceglie di non schierare Pellegrini dal primo minuto, preferendogli Lykogiannis. Per il resto nessuna sorpresa, con il solito tridente a spaventare la Lazio. E l’inizio del Cagliari è quello che ci si aspetta: passano solo 8 minuti e Simeone si inventa il vantaggio, girando di prima con il mancino sotto l’incrocio, dopo la torre di Joao Pedro. La rete subita stordisce gli ospiti, che all’11’ rischiano di subire il raddoppio con Nainggolan, il cui tiro da fuori area finisce a lato. La Lazio recupera spazio via via, alzando il baricentro e avvicinandosi sempre più all’area di Rafael, che non rischia mai in modo serio. Anzi, in chiusura di primo tempo è il Cagliari a divorarsi il raddoppio con Nainggolan che, servito sulla corsa da Simeone, una volta al limite dell’area preferisce il tiro con il sinistro, su pressione di Acerbi, piuttosto che servire il Cholito, tutto solo: Strakosha ipnotizza il Ninja, mettendo in corner, sui cui sviluppi è Joao Pedro a sfiorare ancora la rete.

Nella ripresa gli ospiti partono a spron battuto e al 50′ vanno vicinissimi al pareggio con Immobile, con un doppio colpo di testa. Ma prima Joao Pedro, poi Nandez salvano Rafael dalle zuccate del capocannoniere. Maresca non arbitra certo all’inglese, tirando fuori cartellini gialli a ripetizione: Luis Alberto, Nandez, Klavan, Ionita e Pisacane finiscono nella lista dei cattivi. Al 59′ è Leiva sugli sviluppi di un calcio d’angolo a sfiorare il secondo palo, a Rafael battuto, ma il pallone finisce fuori. Il brasiliano è sicuro tre minuti dopo, quando il solito Immobile controlla un’ottima palla al centro dell’area, su errore di Pisacane, ma il destro è centrale. Il Cagliari prova a reagire al 73′ con il Cholito che si divora il 2-0 dopo un contropiede originato da un’azione difensiva risolta da Cacciatore: il numero 99 davanti a Strakosha spara alto col sinistro, nella disperazione della Sardegna Arena. E al 77′ Acerbi è miracoloso in scivolata a intervenire alla disperata sul classico destro sul secondo palo di Joao Pedro. All’80’ fuori Cigarini per Oliva, con l’uruguagio dentro per garantire filtro negli ultimi minuti. Dall’altra parte Caicedo rileva Radu, con Inzaghi che passa al doppio centravanti, mentre Faragò rende il posto di un ottimo Ionita all’83’. Maran si copre in previsione dell’assalto biancoceleste, ma è Immobile che si divora il pareggio all’84’, con un colpo di testa da centro area che finisce largo sul secondo palo. I 7 minuti di recupero di un mediocre Maresca fanno imbufalire la Sardegna Arena, che troppe volte stasera ha dovuto ricacciare in gola l’urlo per il raddoppio. Ed è tanta la delusione per il pareggio di Luis Alberto al 92′, dopo un rimbalzo sfortunato in area di rigore sulla schiena di Faragò. E al 95′ è decisivo Rafael, a togliere dalla porta un pallone complicatissimo, ma al 97′ arriva la beffa, con il colpo di testa di Caicedo in piena area. Al triplice fischio c’è spazio per tanti rimpianti, per un successo mancato che sarebbe stato meritato, ma la spietata legge del calcio ancora una volta non lascia scampo.

Francesco Aresu

 

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