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Cagliari, con la Juventus una sfida impossibile per provare a svoltare

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Una sfida che alla luce dell’ultima partita contro l’Udinese sembra essere una di quelle impossibili da affrontare. Contro la Juventus, il Cagliari cerca un risultato insperato e che porterebbe una piccola ventata di positività dopo la burrasca iniziata sabato 18 e che ha portato alle esclusioni di Godin e Caceres dalla squadra in partenza per Torino. Una partita che anche i dati OPTA definiscono complessa.

I precedenti

I rossoblù hanno perso nove delle ultime dieci gare contro i bianconeri. L’unico squillo isolano è stato in Sardegna, nella stagione 2019-2020, quando Gagliano e Simeone batterono i piemontesi in piena estate. Era un Cagliari diverso, sperimentale, con i giovani che potevano trovare spazi importanti anche negli undici titolari. Nell’ultima stagione la sconfitta è arrivata sia all’andata che al ritorno: nella partita dello Stadium la Juventus chiuse la pratica con un sonoro 4-0 sulla squadra allora guidata da Di Francesco, con Cristiano Ronaldo protagonista. È a Torino che la Juve ha avuto più facilità nel trovare risultati. Nel bilancio degli scontri in Piemonte, quaranta in totale, gli isolani hanno vinto solo due volte e segnato ventinove gol, hanno raggiunto il pareggio per quattordici volte e perso invece in ventiquattro diverse occasioni. Un quadro reso ancora più chiaro dalle ultime cinque sfide interne, in cui la Juventus ha conquistato sempre i tre punti con un punteggio aggregato di 16-1; in generale, i bianconeri sono andati a segno in tutte le ultime 22 partite casalinghe contro i rossoblù giocate in Serie A.

Destini incrociati

Massimiliano Allegri e Walter Mazzarri non hanno avuto un inizio semplice dopo essere rimasti lontano entrambi dalla panchina per un tempo più lungo del previsto. Il tecnico che ha iniziato la sua carriera in Serie A proprio con i rossoblù però sta provando a rimettere gli ingranaggi al loro posto dopo aver lasciato tanti punti per strada e la Juventus arriva così da tre vittorie e un pareggio nelle ultime quattro gare. Altri tre punti significherebbero tenere il passo di Roma e Fiorentina che continuano a inseguire l’Atalanta ma soprattutto consentirebbero ad Allegri di raggiungere Fabio Capello come numero di vittorie da allenatore in Serie A (252, spareggi esclusi), anche se con quaranta panchine in meno. Dall’altra parte, Mazzarri non ha saputo dare la svolta al campionato del Cagliari da quando arrivato in Sardegna nonostante gli sforzi. Nelle prime diciotto giornate di campionato gli isolani hanno trovato solo una volta la vittoria: un dato che non fa presagire nulla di buono se si pensa che l’unica squadra che riuscì a salvarsi dopo aver ottenuto meno di due vittorie nei primi diciotto turni di campionato fu il Bologna nel 1978-1979. Il punto però più critico, in vista della trasferta, è quello sui gol. Perché il Cagliari non è andato a segno in cinque delle sette trasferte di Serie A giocate con Walter Mazzarri in panchina e in questo parziale ha ottenuto tre pareggi e quattro sconfitte, subendo lontano dalla Unipol Domus 19 gol su 38 totali e segnandone solo 5.

Cuadrado e non solo

La fase difensiva sarà quella su cui il tecnico ex Napoli e Torino dovrà mettere più attenzione, soprattutto dopo gli ultimi due pesanti risultati contro Inter e Udinese. Osservati speciali saranno senz’altro Alvaro Morata, in gol da due giornate consecutive – reti contro Venezia e Bologna – e alla ricerca di una striscia positiva di tre gare che manca da quando vestiva la maglia dell’Atletico Madrid, ma soprattutto Juan Cuadrado: il colombiano, leader dello spogliatoio e pedina cruciale in campo, ha un conto aperto con i rossoblù a cui ha segnato in carriera 4 volte su 15 incontri disputati. Solo una volta però l’ha fatto in maglia Juve, nel novembre 2018, in un successo per 3-1. Dall’altra parte invece, sarebbe stato Martin Caceres l’osservato speciale della Juventus: El Pelado ha messo a segno in carriera 2 gol in 4 incontri contro la Vecchia Signora ma non sarà della gara. La rivoluzione in casa Cagliari è iniziata e l’uruguaiano ne è una delle prime vittime. Per la vera rivolta però servirebbero anche punti difficili su campi da sempre ostici: al Cagliari il dovere di provarci comunque, anche se appare impossibile.

Matteo Cardia

 

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