Cagliari, con Spal prova del 9

L’analisi tattica di Matteo Zizola della gara tra Cagliari e Juventus.

Sulla partita fra Cagliari e Juventus si è detto tanto, forse troppo, riguardo quanto accaduto fra spalti e campo, mentre si è detto e scritto poco della prestazione dei rossoblù di Maran, non in linea con quanto messo in mostra nelle precedenti uscite casalinghe. La Juventus, squadra superiore sotto ogni punto di vista, ha trovato un Cagliari sotto tono che è mancato anche in quegli aspetti normalmente punti di forza della squadra.

Maran ha migliorato con il passare dei mesi la fase difensiva sui calci piazzati, risultando una delle squadre meno battute del campionato in questa situazione di gioco, rasentando quasi la perfezione. Il primo gol subito martedì sera, il terzo tempo di Bonucci su angolo di Alex Sandro, è la cartina di tornasole di una serata storta soprattutto alla voce attenzione. La linea troppo bassa, la poca reattività conseguenza di un atteggiamento passivo ben prima che la palla partisse dalla bandierina, la solitudine del numero 19 bianconero nello stacco: tutti elementi che fino alla gara con la Juventus non erano mai apparsi nell’area rossoblù e che si sono improvvisamente palesati al 22′ del primo tempo.

Un altro punto di forza del Cagliari formato Sardegna Arena è sempre stato il pressing alto, l’attacco delle seconde palle e il non far uscire facilmente gli avversari palla a terra. Anche in questo caso, fra la qualità dei bianconeri e una certa disorganizzazione delle squadra, i rossoblù hanno mostrato la faccia peggiore di se stessi. L’occasione capitata sulla testa di Matuidi ne è un esempio per come si è sviluppata l’azione che l’ha prodotta.

La Juventus non solo ha dominato senza troppi sforzi, ma non è mai stata sottoposta a una vera e propria pressione che potesse metterle un minimo di paura. L’unica occasione del primo tempo, peraltro unica della gara non arrivata da palla inattiva per i rossoblù, dimostra quanto l’isolamento di Pavoletti e la distanza dei compagni con il centravanti abbia favorito spesso e volentieri la difesa bianconera.

Dopo quasi dieci minuti di apparente pressione per provare a raggiungere il pareggio, è incredibile la facilità con la quale la Juventus arriva al raddoppio. Un contrasto aereo vinto a metà campo, Emre Can che palla al piede può pensare la giocata, Bernardeschi che si inserisce fra Pisacane e uno statico Lykogiannis e infine Kean che prende alle spalle Srna capendo ben prima del croato come si sarebbe sviluppata la manovra. Difesa schierata, ma ferma, sulle gambe, senza protezione della mediana e lenta negli esterni.

Come scritto su queste colonne, il Cagliari di Maran, troppo spesso uguale a se stesso, soffre avversari che si schierano con il 3-5-2: la gara di martedì ne è stata la dimostrazione. Contro la Spal la prova del nove, primo match point salvezza da giocare senza l’incubo Lazzari di fronte, colui che all’andata sorprese i rossoblù nonostante sia da sempre il punto di forza della squadra di Semplici. Un cambio tattico non appare all’orizzonte, per quanto sarebbe auspicabile. Sicuramente sarà doveroso un cambio di passo e di attenzione: la Spal non è la Juventus, ma il Cagliari ha spesso sofferto più contro le dirette concorrenti che contro squadre più quotate.

Matteo Zizola

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