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Cagliari, ecco cosa manca davanti (VIDEO)

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Problemi realizzativi del Cagliari: un parallelo con la stagione 2016/2017.

Il Cagliari targato Maran, così come quello della passata stagione, ha come problema gravoso la fase offensiva: 19 gol in 23 partite, meno di 1 uno a partita; pochissime occasioni create, come dimostra il posto numero 17 nella classifica dei tiri. La memoria torna così al Cagliari neopromosso guidato da Rastelli. Furono 55 i gol totali in Serie A, ben 32 alla giornata numero 23. Un Cagliari reso famoso dalle imbarcate (record di gol subiti) ma che era capace comunque di creare (e segnare) con estrema regolarità.

Se da un lato la verve di Borriello aveva aiutato parecchio, dall’altra fu importante il supporto di tutta la squadra alla fase offensiva: difficilmente meno di 5 giocatori arrivavano nella trequarti avversaria, sia grazie alla spinta degli esterni sia grazie a un centrocampo per nulla statico, con il regista pronto ad accorciare e le mezzali a inserirsi. Borriello, dunque, fu favorito dall’aiuto di una fase offensiva che non dava come unico riferimento il centravanti, ma che anzi portava nell’area avversaria tanti uomini “distraendo” così la difesa.

GUARDA IL VIDEO CON I GOL REALIZZATI NELLA STAGIONE 2016/2017

La divisione delle reti fra quella stagione e quella attuale è, in percentuale, più o meno identica fra reti su azione, su rigore, su punizione e su palla inattiva, pertanto è proprio la quantità a fare la differenza, più che la tipologia. Parlare poi di meriti solo delle individualità è abbastanza ingeneroso, sia per quanto scritto sopra, sia perché le stesse individualità sono state messe in condizione di esprimersi al meglio: ciò che manca al Cagliari attuale, insomma, è una maggiore presenza offensiva, a costo di essere colpiti alle spalle dagli avversari come accadeva in quella stagione. Nel video che trovato al centro di questo articolo, vi proponiamo l’analisi della maggior parte dei gol realizzati su azione due stagioni fa. E, come si vedrà, le individualità non furono tutto, anzi, e anche le famose imbarcate arrivarono per una ragione ben specifica: i tanti uomini dediti alla fase offensiva.

Matteo Zizola