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Cagliari, Cragno ha bisogno di uno stop o è giusto dargli continuità?

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È finito il campionato, hai ottenuto la salvezza e sei entrato nella lista dei 33 pre-convocati per EURO2020. Sei al ForteVillage, a pochi chilometri da casa tua, a pochi chilometri da dove hai iniziato a costruire la tua carriera e dove l’hai consolidata. Ti sei allenato e hai dato tutto per riuscire a staccare il pass per gli Europei. È il primo giugno, Mancini ti chiama a colloquio e ti da la notizia che mai avresti voluto ricevere. Donnarumma, Sirigu e Meret. L’Italia è campione d’Europa e l’ambito trofeo lo hai solo potuto festeggiare da dietro uno schermo. Questa è la sintesi dei sentimenti di Alessio Cragno durante le notti di questa estate.
Che il Cagliari quest’anno stia faticando è cosa nota e vedendo anche quello che è accaduto in questi ultimi anni è anche un abitudine. Le abitudini sono certezze, come Cragno lo è stato in questi anni per i rossoblù.

Prestazioni

Le prestazioni di Cragno in questa stagione sono state altalenanti, pochi alti e tanti bassi. Ultima tra tutte quella in occasione del match contro il Torino valevole per la 16 giornata di Serie A, un tiro all’apparenza non complicato che in altri tempi non avrebbe impensierito il portiere di Fiesole. I più pragmatici avranno pensato: “se l’avesse parata il Cagliari avrebbe portato a casa i tre punti e sarebbe uscito dalla crisi”. Con i se e con i ma viene difficile impostare un discorso obiettivo, per farlo servono i fatti. In questa stagione il portiere rossoblù ha totalizzato 14 presenze subendo 26 gol. Le reti subite sono un dato rilevante per un portiere ma, nella maggior parte dei casi, arrivano per demeriti della difesa. Curioso il dato dell’anno scorso. Dopo 14 partite di campionato, nella stagione 2020-2021, sono state sempre 26 le volte in cui il portiere classe ‘94 ha dovuto raccogliere il pallone dalla porta. Ciò che maggiormente preoccupa sono i punti che ha fatto perdere in seguito a suoi errori. Tra i più eclatanti: la mancata uscita contro la Roma, in occasione della sconfitta casalinga per 2-1 arrivata in situazione di vantaggio, e la parata in presa insicura che ha regalato il vantaggio granata sui piedi di Sanabria, in occasione della 16 giornata di campionato contro il Torino. Con una maggiore applicazione dell’estremo difensore rossoblù in queste due occasioni il Cagliari andrebbe a sfidare i neroazzurri con 4 punti in più, fuori dalla zona retrocessione. Come anticipato con i se e con i ma non si possono fare discorsi obiettivi, ma si può ipotizzare.

Mercato in salita

Gli armadi in casa Cragno questa estate si stavano pian piano svuotando, ma col passare del tempo le porte delle big di Serie A si sono riempite. La valutazione del portiere, nonostante la mancata convocazione agli Europei, in casa rossoblù resta sopra i 20 milioni. Dopo l’inizio in salita, il valore economico del portiere rossoblù, stando alle stime di Transfermarkt.it, si aggira intorno ai 17 mln. Una cifra comunque alta per il mercato attuale, nonostante un interesse mai sopito da parte della Fiorentina di Rocco Commisso. Volendo essere in linea con i temi più caldi di quest’ultimo mese calcistico, la plusvalenza per i rossoblù sarebbe comunque molto ampia anche in caso di vendita a cifre inferiori da quelle chieste in passato dato che il portiere toscano nel 2014 è costato alle casse rossoblù 1.6 milioni. Ma una sua partenza, che al momento appare complicata per gli incastri di mercato sarà anche influenzata dalla svalutazione dopo l’opaco rendimento in questo campionato. Al tempo stesso la piazza inizia a chiedere, forse anche un po’ ingiustamente visto lo storico di miracoli di Cragno in Sardegna, di dare spazio a Radunovic. Il serbo quando è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto. Specialmente con il Verona di Tudor ha offerto una prestazione interessante, esibendosi in ottime parate ed uscite sicure che gli sono valse anche i complimenti dell’allenatore avversario.
Cragno potrebbe salutare già dal mercato di riparazione? Difficile, la moglie ha appena avuto la secondogenita della coppia, si fatica a trovare squadre disposte al momento a fare un importante investimento tra i pali e infine la dirigenza del Cagliari a gennaio avrà bisogno di altri profili per dare competitività alla rosa di Mazzarri rispetto ai portieri.
In questi anni il Cagliari ha imparato a conoscere Cragno, numero uno sempre affidabile e sempre pronto a rialzarsi dopo ogni difficoltà, sia nella parentesi di Zeman che in quella che lo ha costretto ai box per il pesante infortunio alla spalla sotto la gestione Maran. E ora il calo anche psicologico dopo il mancato Europeo e forse la mancata cessione estiva. Il dilemma che in queste giornate affliggerà Walter Mazzarri è complicato, è meglio un Cragno titubante o un Radunovic scalpitante? Al tecnico l’ardua sentenza.

Andrea Olmeo

Al bar dello sport

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