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Cagliari: da Bellanova a Grassi, Mazzarri e il cambio di armadio ai titolari

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Con il cambio di stagione arriva anche il tempo di rovistare l’armadio. E ogni volta ci si sorprende quando qualcosa che si pensa non potesse tornare più utile rischia di diventare uno degli abiti principali del guardaroba. Nell’armadio del Cagliari erano due i capi che sembravano non poter avere spazio ma che, invece, in futuro potrebbero tornare utili a Walter Mazzarri: Alberto Grassi e Raoul Bellanova.

Più geometrie

In un Cagliari che stenta a trovare la giusta quadra in mediana, Alberto Grassi, seppur a piccoli passi, sta cercando e trovando sempre più spazio. Arrivato in estate da pupillo di Semplici, che l’ha avuto durante gli anni alla Spal, Grassi sembrava non far parte del progetto rossoblù fino a poche settimane fa. In primis perché richiesto dal tecnico esonerato alla terza giornata di campionato, poi perché spesso affetto da problematiche fisiche che ne hanno contraddistinto la carriera. Le difficoltà di Strootman e Deiola, sia sul piano della costruzione che in quella di filtro a cui si sono aggiunte – nel primo caso – anche le problematiche fisiche, hanno fatto sì che il profilo del centrocampista cresciuto nell’Atalanta trovasse più spazio nelle ultime uscite. Settantanove minuti contro la Roma e un tempo intero contro la squadra bergamasca nell’ultima partita disputata alla Sardegna Arena, dopo il poco spazio raccolto nelle altre sei gare in cui al numero 27 è stato concesso il campo. Se contro i giallorossi la prova è stata messa un po’ in ombra dalla parte finale della prestazione, dove la stanchezza si è fatta sentire, nel secondo tempo disputato nell’ultima gara Grassi è stato capace di dare più geometrie ed equilibrio a un centrocampo che ne era bisognoso. Un segnale lanciato a Mazzarri ma anche a dei compagni di reparto che ora potrebbero non avere più vita facile nell’assicurarsi un posto da titolari fissi nel centrocampo rossoblù.

Spinta continua

Da essere individuato come “il ragazzino” a diventare una soluzione importante a gara in corso o sin dall’inizio per Walter Mazzarri. L’ingaggio di Raoul Bellanova durante l’ultimo giorno di mercato aveva fatto storcere il naso a qualcuno, per un Cagliari che sulla fascia destra sembrava già abbastanza coperto. Tanta corsa, più propensione alla fase offensiva che a quella difensiva, adatto a giocare da quinto ma anche da terzino destro: il profilo dell’esterno di proprietà del Bordeaux poteva sembrare più un jolly da utilizzare all’occorrenza che una vera e propria alternativa. Invece, i guai fisici dei compagni e anche qualche sbavatura di troppo dei concorrenti, hanno aperto le porte all’utilizzo di uno degli uomini più fidati di Nicolato in Under 21. Contro la Fiorentina il primo approccio – seppur complesso vista la giornata di Saponara – dopo quattro gare consecutive senza vedere il campo, poi titolare contro la Roma a sostituire l’assente Nandez: novanta minuti d’intensità da esterno alto nel 4-4-2 studiato dal tecnico toscano, una traversa colpita e un assist per Pavoletti. La sorpresa più dolce nonostante la sconfitta arrivata nei minuti finali, tant’è che contro il Bologna, per alcuni, avrebbe meritato la conferma dal primo minuto dove invece l’ingresso è stato deciso nell’ultima mezz’ora del secondo tempo. La titolarità ritrovata contro l’Atalanta nell’ultima partita, nonostante qualche sbavatura soprattutto nel secondo tempo, ha riconsegnato a Mazzarri una certezza in più nel mazzo di carte a sua disposizione. E attenzione alle presenze che metterà insieme da qui a gennaio. Lo strappo tra Caceres e il club rossoblù, e l’andamento incostante in campo dell’uruguaiano ex Fiorentina, potrebbero aprire più spesso le porte da titolare per Bellanova.

Arrivati senza squilli di trombe, nascosti tra i diversi abiti rinomati di inizio stagione e ora utili alla causa. Grassi e Bellanova cercano spazio e continuità: dalla loro hanno quella fame che al Cagliari serve per risalire una china che dal fondo classifica sembra sempre più ripida.

Matteo Cardia

 

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