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Cagliari, da Goldaniga a Lovato: la rivoluzione parte dalla difesa

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Campi vuoti e allenamenti che si fermano ma le porte, in casa Cagliari, sembrano essere già girevoli. E il centro della difesa rossoblù è al centro delle attenzioni, con partenze certe e probabili arrivi nel futuro più prossimo. La finestra di mercato si apre ufficialmente il 3 gennaio ma il DS Capozucca sembra essersi messo sulle tracce di possibili novità in casa isolana già da tempo.

Chi va

Diego Godin non vestirà più la maglia del Cagliari. Non è un mistero ormai, vista la decisione del club di lasciarlo fuori in occasione dalla trasferta di Torino contro la Juventus e le stesse parole del giocatore rilasciate al rientro in Uruguay all’emittente Sport 890: “Ho già deciso di lasciare il club, qualche settimana fa ho rinnovato per fare un favore al club e ho abbassato il mio ingaggio e c’era già la possibilità di andare via a gennaio”. L’ingaggio pesante – più di tre milioni – percepito sino al rinnovo di cui non si sanno i dettagli è stato al centro del braccio di ferro tra società e giocatore sin dall’estate, quando anche Capozucca aveva parlato di un ingaggio troppo pesante per le casse del club. Nonostante il tentativo di spingere il giocatore altrove, l’ex capitano dell’Atletico Madrid ha deciso di rimanere in Sardegna ma non ha mai trovato la giusta continuità. Non solo a causa di problemi fisici avvertiti per tutto il girone d’andata ma anche per prestazioni che spesso non hanno rispecchiato il valore di colui che per tanto tempo ha rappresentato una sicurezza di una delle migliori difese d’Europa: 11 partite ed errori pesanti come quello occorso nella partita contro l’Udinese sul gol di Makengo. Chi sembra avrà lo stesso futuro è Martin Caceres. L’uruguaiano, arrivato nell’ultimo giorno di mercato, sembrava dover portare nell’isola una fetta di quell’esperienza utile a sopperire alcune problematiche sia al centro che, all’occorrenza, sul lato destro della difesa. Tuttavia, l’ex Fiorentina non è sembrato mai raggiungere la condizione fisica ma soprattutto mentale per entrare in un contesto divenuto presto difficile come quello cagliaritano: nonostante abbia partecipato con il gol all’unica vittoria del Cagliari contro la Sampdoria, il rosso rimediato due turni dopo contro il Bologna è stato lo spartiacque della breve esperienza in rossoblù. Un carattere forte, il legame con Godin e un ingaggio importante – più di un milione di euro – sembrano aver reso brevissima l’esperienza in Sardegna del Pelado che ancora, al contrario del compagno di nazionale, non si è espresso sul suo futuro.

I papabili

Due centrali che vanno via, utilizzabili sia a tre che a quattro, due centrali dovranno arrivare da quella che potrebbe essere una sessione nelle intenzioni rivoluzionaria ma che dovrà fare i conti con la situazione di economica del club. I nomi più gettonati sono quelli di Matteo Lovato ed Edoardo Goldaniga. Il primo, classe 2000, ha fatto capire in breve tempo di essere uno dei migliori profili italiani della sua annata: esploso definitivamente nella scorsa stagione nel Verona di Juric, che ha sempre utilizzato l’impianto a tre, Lovato è passato all’Atalanta nell’ultima finestra di mercato per otto milioni di euro. Fino a qui, però, il difensore della Nazionale Under 21 non ha trovato spazio e ora sembra in procinto di lasciare Bergamo per trovare minutaggio. Ai tempi del Verona, il giovane cresciuto tra Padova e Genova ha giocato sia al centro sia come braccetto della difesa a tre, dove si adattava a seconda dell’avversario consegnatogli in marcatura dal proprio allenatore. Aver avuto un allenatore come il serbo e l’esperienza con Gasperini potrebbero agevolare il suo inserimento in una squadra in difficoltà e guidata da un allenatore al temperamento forte come Mazzarri. Edoardo Goldaniga sa, dall’altra parte, cosa vuol dire lottare per la salvezza. Nato nel 1993, Goldaniga può giocare come centrale nella linea a tre ma ha avuto brevissime esperienze anche come terzino destro ed esterno nel centrocampo a cinque. Con Maran prima e Ballardini poi, nell’ultima esperienza al Genoa, il giocatore cresciuto nel Palermo si è calato in una realtà in difficoltà e ha giocato minuti importanti tanto da convincere il Sassuolo di tenerlo alla base dopo due stagioni in prestito. Proprio l’abitudine a giocare a tre, come accaduto anche nell’avventura a Frosinone, potrebbe avere influenzato Dionisi che non ha mai concesso al giocatore una opportunità da titolare in campionato. Entrambi i giocatori porterebbero l’età media del Cagliari ad abbassarsi drasticamente – in un’uscita un ’86 e un ’87, contro la probabile entrata di un 2000 e di un ’93. La scelta potrebbe potenzialmente significare meno guai fisici, inoltre il passaporto italiano di entrambi lascerebbe anche inoccupati due slot validi per gli extracomunitari liberati dagli uruguagi. Ma è il lato economico che più soddisferebbe la società di Tommaso Giulini: Lovato guadagna all’Atalanta circa 350 mila euro netti, Goldaniga poco più di mezzo milione, ma la necessità di giocare di entrambi potrebbe far anche abbassare le pretese ai giocatori stessi.

Matteo Cardia

 

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