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Cagliari dai due volti: cosa resta del pari con lo Spezia

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Un episodio finale non può cancellare nel bene o nel male una prestazione. Che sia per via di una svista arbitrale o per un errore individuale, come nell’analisi fatta in precedenza anche grazie a Luca Marelli, il pareggio subito dal Cagliari su rigore oscilla tra i diversi giudizi. Lo Spezia guardando a tutti i novanta minuti ha meritato quanto raccolto, è pur vero che i rossoblù di Di Francesco dopo aver subito per un tempo hanno avuto più di un’occasione per mettere al sicuro i tre punti.

Difficoltà note – Nei primi quarantacinque minuti il Cagliari è andato in difficoltà. Non hanno funzionato né la pressione alta né il progressivo abbassamento forse nel tentativo di colpire lo Spezia alle spalle. Il risultato è stato un sostanziale predominio territoriale dei bianconeri di Italiano con i rossoblù costretti al 4-4-1-1 più che allo schieramento iper offensivo suggerito dalle scelte di Di Francesco.

Ounas e Sottil bassi in linea con Rog e Marin, Joao Pedro da collante, Pavoletti unica punta e la squadra racchiusa nella propria metà campo. Nonostante ciò la gestione degli spazi tra le linee non è stata ottimale e ogni qual volta un giocatore provava a esercitare la pressione lo Spezia riusciva a trovare modo di oltrepassare la mediana. Il 4-3-3 dei bianconeri oltre a una superiorità in mezzo al campo spesso evidente, riusciva a impostare con successo dalle parti di Sottil e Ounas. Le due ali del Cagliari erano spesso fuori tempo nonostante il sacrificio.

Rog e Marin hanno provato ad alzare in alcune occasioni il pressing, lasciando però libera l’opzione verticale mentre altre volte, come nel rigore del definitivo due a due, era Klavan a venire trasportato lontano dalla linea difensiva.

Da tempo si discute dell’assenza nella rosa del Cagliari di un giocatore che dia maggiore filtro in mediana, anche in maniera a volte sporca. A maggior ragione senza Nández i rossoblù non hanno messo in campo per un tempo la dovuta aggressività e il gol dello svantaggio lo dimostra. Tre giocatori che vengono saltati da Bastoni senza una ferma opposizione, Ounas prima e Zappa poi quindi Rog che perde il duello fisico dopo aver perso il pallone in precedenza.

Tempi di gioco – La scelta di partire con Ounas e Sottil ai lati di Joao Pedro e Pavoletti non ha prodotto per 45 minuti gli effetti sperati. Più concentrati nel lavoro difensivo comunque qualitativamente non eccelso, hanno perso via via la pericolosità offensiva oltre a un eccessivo individualismo che ha tolto alla squadra i tempi di gioco soprattutto dal lato dell’algerino. Zappa ha patito l’assenza di Nández, Ounas ha sì mostrato qualità ma quasi sempre fine a se stesse se non limitanti come quando ha ignorato Pavoletti.

Quando però nella ripresa l’algerino ha iniziato ad assecondare il lavoro di Zappa ecco che il Cagliari ha colpito. Il gol di Pavoletti parte da un’azione spesso vista in questa prima parte di stagione con il terzino e Nández protagonisti, contro lo Spezia l’assenza del León è stata importante anche in tal senso. Zappa dà l’opzione verticale, Ounas non cerca la giocata personale e verticalizza per il compagno ignorato per tutto il primo tempo. Il gol sbagliato successivamente dall’algerino è stato comunque la conferma di una maggiore pericolosità, ne ha giovato la pericolosità offensiva persa con l’uscita sua e di Sottil.

Matteo Zizola

 

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