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Cagliari, dai proclami al silenzio della rifondazione: una nuova scelta mediatica

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Un nuovo anno zero del Cagliari targato Tommaso Giulini. Dopo la retrocessione sancita dal pareggio di Venezia, il campionato di Serie B è diventato l’occasione per una rivoluzione sportiva ma non solo. Perché oltre il via vai tra le tante cessioni e gli altrettanti acquisti, è nuova anche la politica mediatica della società rossoblù.

Parla il campo

Sei giugno, quasi tre mesi fa. Conferenza di fine anno del direttore sportivo Stefano Capozucca accompagnato dal direttore generale Mario Passetti. La prima volta – e l’ultima – con la società che si presenta davanti ai giornalisti. Da quel momento in poi solo il rumore del silenzio, interrotto sporadicamente da alcuni tweet del presidente Giulini, l’ultimo dopo la vittoria in rimonta contro il Cittadella. Un modus operandi che ha dato seguito alla dichiarazione d’intenti proprio di Mario Passetti in occasione dell’incontro di inizio stagione. “Quest’anno non ci saranno slogan, dobbiamo fare le cose con i fatti, giorno dopo giorno. Il campo sarà l’espressione della nostra fatica“, le parole del direttore generale rossoblù. Parole alle quali ha fatto seguito la realtà, fin dall’arrivo di Liverani e presentazione di rito. Il tecnico romano, e così i giocatori arrivati successivamente – senza dimenticare Roberto Muzzi – si è mostrato davanti ai microfoni in totale solitudine. Nessun componente della dirigenza del club di Via Mameli a prendersi la scena, solo i diretti interessati. La palla è davvero passata al campo, a chi il campo lo avrebbe di lì a poco vissuto, ai veri artefici dei risultati nel bene e nel male.

Coerenza

La vittoria contro il Cittadella ha indotto in tentazione il presidente Giulini che, dopo settimane di silenzio, ha regalato ai social la propria soddisfazione. Non un vero e proprio cambio di rotta rispetto all’intento di evitare gli slogan, ma l’espressione della felicità dopo mesi di difficoltà dentro e fuori dal campo. “Una gara difficile come lo sarà tutto il campionato, questo è lo spirito che serve. Avanti così” il post del patron rossoblù. Prima e dopo è proseguito il silenzio delle alte sfere della società, anche quando è arrivata la presentazione del figliol prodigo Marco Mancosu, occasione ghiotta per sfruttare mediaticamente il momento, ma che ha di fatto confermato la permanenza dietro le quinte dei dirigenti del Cagliari. Un silenzio che è rimasto tale anche quando Andrea Cossu – a oggi ancora coordinatore dell’area scouting – è rimasto coinvolto suo malgrado nelle indagini dell’ormai nota Operazione Frari della Polizia di Stato. In questi casi si assiste spesso a comunicati di difesa – o di distanza – delle persone coinvolte riconducibili al club di turno. Nella vicenda citata, al contrario, la società rossoblù ha deciso per il silenzio, silenzio rimasto tale a oggi con l’ex numero 7 del Cagliari lontano ormai da mesi dal Centro Sportivo di Assemini.

Chissà che con la chiusura del calciomercato non arrivi anche una nuova conferenza stampa del direttore sportivo Capozucca per analizzare la rivoluzione messa in atto durante tutta l’estate. Nel frattempo anche l’uomo mercato del Cagliari, spesso presente nei vari media durante le settimane di trattative, non ha dato seguito alla continuità di dichiarazioni alle quali aveva abituato, silenzio interrotto soltanto dalla risposta sulla situazione di Rog e Nández – “resteranno al 90%” le sue parole a Radio Skylab – dopo che a inizio estate la dichiarazione su Pavoletti al Secolo XIX sembrava poter dare il là a mesi mediaticamente intensi. Invece il nuovo anno zero del Cagliari, zero slogan e zero proclami, ha confermato le premesse senza deviare dalla strada tracciata a giugno. Un svolta netta, quasi attesa dalla piazza che chiedeva un profilo più basso da tempo. Nella speranza che possa servire a riportare il club rossoblù nella massima serie e che le vittorie non facciano cambiare nuovamente rotta mediatica al presidente e ai suoi collaboratori.

Matteo Zizola

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