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Cagliari e Godin, regolamento alla mano quali strade per dirsi addio

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Storie d’amore che finiscono con divorzi consensuali e in mezzo una vita da separati in casa. La ricerca di un nuovo partner che, con il fuoco ancora acceso, avrebbe fatto parlare di tradimento e ora, con il rapporto incrinato appare più come una liberazione. Anche se nelle coppie che si sfaldano c’è spesso uno che non vuole mollare, mentre l’altra parte spinge per salutarsi.

Rapporto complicato
È anche la storia di Diego Godín e il Cagliari. Una luna di miele durata il tempo di un’estate e finita con il passare di una sola stagione – sportiva s’intende. Che la società rossoblù spinga per una separazione fin dalla scorsa estate è noto e lo sono anche i motivi dietro questa scelta. Un ingaggio faraonico, prestazioni non all’altezza, i viaggi per la Nazionale che non solo lo tengono lontano durante le soste, ma ne amplificano i problemi fisici alla veneranda età di 35 anni. Ragioni o scuse, ogni giudizio è valido. Anche perché la questione Covid che ha messo in croce le casse societarie era già presente quando Godín è stato portato in Sardegna, così come il passato insegna che certi acquisti dell’era Giulini assomigliano più alle canzoni one shot – Bruno Alves, Borriello, Isla per fare alcuni esempi – che a progetti almeno a medio termine.

Mistero risoluzione
Detto che il Faraone ha più di un piede fuori dal Cagliari, pronto a fare le valigie a gennaio sempre che il giocatore non alzi il muro come la scorsa estate, la notizia arrivata ieri dalla Spagna, di una risoluzione del contratto che lo lega ai rossoblù, ha alcuni punti oscuri. Non tanto per il possibile ritorno all’Atletico Madrid ipotizzato da Mundo Deportivo, quanto per la modalità con la quale il capitano della Celeste lascerebbe la Sardegna. “Godín ha raggiunto un accordo con il Cagliari per il quale dal primo gennaio, quando aprirà il mercato invernale, potrà risolvere il suo contratto senza pagare un solo euro e andare nel club che riterrà più opportuno”. Non è un mistero che la società rossoblù lascerebbe partire il Faraone a costo zero, ma appare quantomeno complicato – se non impossibile – che le parti si siano accordate per una risoluzione del contratto, tanto meno con l’inizio del nuovo anno.

Parola all’esperto
“Riferendomi chiaramente alla disciplina in generale e non specificatamente al caso Godìn-Cagliari, che immagino sia ancora in divenire e non definito, a livello normativo la questione deve essere trattata sulla base di quanto previsto dal C.U. n. 250/A del 21 Maggio del 2021” esordisce così Filippo Pirisi, avvocato specializzato in diritto sportivo, che abbiamo interpellato sulla questione. “Le ipotesi sono infatti due, con differenti ricadute pratiche sull’utilizzabilità del calciatore, sul calciomercato in generale e sul bilancio societario. L’ipotesi classica, per così dire, è che all’apertura della finestra invernale (dal 3 al 31 gennaio 2022) il contratto del calciatore venga ceduto, ipoteticamente anche ad una cifra simbolica o anche a zero, ad altra squadra, così soddisfacendo la procedura prevista dal punto 7 del suddetto C.U.. Chiaro è che, in questo modo, al netto dello specifico ammortamento e del risparmio -immediato, di liquidità- sulla casse del Club, potrebbe comunque verificarsi da un lato una minusvalenza (rilevante per il bilancio ed a fini fiscali) e, dall’altro, si potrebbe scoprire il fianco ai numerosi dubbi interpretativi circa la possibilità di dedurre fiscalmente l’operazione: la stessa Cassazione, infatti, ha dimostrato di cambiare più volte posizione, tanto che, solo nel 2019, ha prima sancito la loro indeducibilità per poi, con l’Ordinanza n. 2146, ritenerla nuovamente applicabile anche in caso di trasferimento “a zero” del contratto di prestazione sportiva del calciatore. L’altra ipotesi è invece quella della risoluzione consensuale del contratto di prestazione sportiva, mediante la quale le Parti concordano nell’interrompere il rapporto di lavoro: è una possibilità prevista dal punto 12 del C.U. che richiama l’art. 6 del Regolamento FIFA. In questa ipotesi è infatti consentito a squadra e giocatore di risolvere consensualmente il contratto e, se ciò avviene entro la fine della finestra di mercato invernale, e quindi entro il 31.1.22, si avrà la conseguenza (punto 12, B) che il nuovo Club potrà depositare la richiesta di tesseramento del medesimo calciatore nella finestra temporale che va dall’1.2.22 al 25.2.22. In questo caso, però, se da un lato il Club conserverà certamente, nell’immediato, liquidità, dall’altro potrebbe, a seconda del singolo caso, dover necessariamente inserire a bilancio un’eventuale minusvalenza, così come certamente controversa sarà la possibilità di poter dedurre l’operazione economica, dal momento che il contratto non sarebbe da considerarsi ceduto bensì risolto”.

In sostanza per Diego Godín valgono le stesse possibilità – e regole – che hanno portato Diego Farias e il Cagliari alla futura risoluzione consensuale dopo la gara contro il Verona. Qualora il Faraone risolvesse il suo contratto con il Cagliari nelle prossime settimane o con l’arrivo del 2022, infatti, sarebbe per lui impossibile – regolamento alla mano – accasarsi altrove nel mercato di gennaio e sarebbe costretto ad aspettare il primo febbraio. Le uniche due possibilità sono dunque quella di un Godín che risolve consensualmente con il Cagliari – per poi poter stipulare un nuovo contratto a partire dal primo febbraio 2022 – oppure, opzione sul tavolo, essere ceduto a titolo gratuito durante la finestra di mercato di gennaio. Un ritorno all’Atletico Madrid appare comunque molto complicato, anche se la destinazione spagnola sarebbe quella più gradita al giocatore, mentre a spingere ancora per convincere Godín ci sarebbe il Besiktas, che aveva già messo gli occhi sul difensore uruguaiano in estate.

Matteo Zizola

 

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