Canzi, Klavan e Zenga sul campo di Asseminello

Cagliari, è la duttilità l’arma in più contro il Verona

Il Cagliari continua la preparazione in vista della trasferta del Bentegodi contro il Verona, a sei giorni dal ritorno ufficiale in campo dopo il lungo stop Walter Zenga prosegue le prove alla ricerca della soluzione migliore per affrontare la squadra di Juric. Nelle ultime settimane il nuovo allenatore rossoblù ha mescolato le carte, partendo dal 4-3-3, suo marchio di fabbrica, con Nainggolan nel ruolo di falso nove, passando per il 3-5-2 e arrivando al 4-3-1-2, un classico nella storia recente e meno del Cagliari.

Lo stop di Nainggolan, per l’ormai noto problema al polpaccio, ha costretto Zenga a rivedere le idee iniziali, così come gli infortuni di Oliva e Faragò potrebbero costringere l’Uomo Ragno ad accantonare, almeno momentaneamente, l’idea del 3-5-2. La penuria di ricambi in mezzo al campo, infatti, lascerebbe poco spazio alle rotazioni: il solo Cigarini a disposizione come regista, Ionita e Rog unici interni di centrocampo visto il dirottamento di Nández sulla fascia destra, Mattiello rimasto la sola alternativa al León. Facendo i conti della serva, in sostanza, resterebbero come ricambi in mezzo al campo i soli Valter Birsa, rivalutato da Zenga nelle ultime settimane, e il giovane Ladinetti: soluzioni abbastanza atipiche che se da un lato appaiono affascinanti, dall’altro risulterebbero estemporanee in una fase in cui la ricerca di prime certezze dovrebbere essere in cima alla lista.

La squalifica di Joao Pedro, anche lui assente a Verona, riduce le scelte nel reparto offensivo. Simeone appare l’unico certo del posto, Pereiro è in rampa di lancio come partner del Cholito, e se con il 3-5-2 l’attacco sarebbe così completato, qualora Zenga sterzasse sul 4-3-3 ecco che Ragatzu potrebbe trovare spazio nel tridente. Non è da escludere che tra i due litiganti il terzo goda e che l’Uomo Ragno decida di affidarsi all’usato tattico sicuro, quel 4-3-1-2 con cui il Cagliari è sceso in campo nell’era Maran: Birsa, ancora lui, si candiderebbe così per il ruolo di trequartista, con Pereiro possibile supporto dello sloveno e la squadra pronta a cambiare pelle e a passare o al doppio trequartista o al tridente a seconda delle situazioni.

Il 3-5-2 resta comunque un’opzione valida anche considerando il passato dei rossoblù, spesso in difficoltà contro compagini che schierano il centrocampo a cinque: la copertura dei quinti è stato spesso uno dei maggiori patemi del Cagliari in questa e nella scorsa stagione e lo stesso Maran ha optato in alcune occasioni per uno schema speculare a quello degli avversari messi in campo con il 3-5-2 o con il 3-4-3 come, appunto, il Verona di Juric.

Tra infortuni e duttilità tattica, senza dimenticare i cinque cambi e le modifiche in corso d’opera, Zenga sfoglia la margherita con la speranza, flebile, di poter recuperare comunque Nainggolan per la partita del Bentegodi: cresce la curiosità per la prima del nuovo allenatore rossoblù, sabato prossimo arriveranno le prime risposte.

Matteo Zizola

AL BAR DELLO SPORT

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