Rolando Maran ad Aritzo

Cagliari e Maran, duri a morire

Quello tra i rossoblù e i protagonisti della famosa saga cinematografica sembra un accostamento tutt’altro che casuale, con il tecnico a guidare un’annata benedetta anche dalla sorte.

Più forte di tutto. Quest’anno il Cagliari di Rolando Maran sembra essere più forte di ogni sfida, di ogni avversità e persino di ogni polemica. Il pareggio per 2-2 strappato a Sassuolo dopo una partita difficile, giocata spesso inseguendo l’avversario, dimostra come i rossoblù in questa stagione sono una squadra mai doma e incapace di arrendersi in qualsiasi situazione.

PIÙ FORTE DELLE DIFFICOLTÀ TATTICHE – Come Bruce Willis e Samuel L. Jackson in Die Hard anche il Cagliari e Maran sono due duri a morire. Contro il Sassuolo il Cagliari ha fatto una delle peggiori partite stagionali, molto probabilmente i peggiori primi 45 minuti visti fin qui. La colpa è solo in parte delle tre gare ravvicinate in una settimana. In Coppa Italia con la Sampdoria, infatti, Maran ha dato grande spazio alle seconde linee. Uno dei problemi principali della gara con i neroverdi è stato l’approccio tattico delle due formazioni. Il Cagliari ha confermato di soffrire le squadre molto rapide sugli esterni. La difesa rossoblù è risultata spesso in ritardo nelle scorribande laterali di Boga e Berardi, mostrando l’assenza di un terzino rapido e dotato di letture difensive importanti in rosa: Cacciatore ha tempo di chiusura ma soffre la rapidità, Pellegrini ha corsa ma contro gli uomini di De Zerbi ha giocato forse la peggior partita da quando è a Cagliari, mostrando forti lacune in fase di non possesso. L’apnea difensiva ha portato le due mezzali ad abbassarsi molto per dare raddoppio e copertura così facendo i reparti si sono allungati, il baricentro si è abbassato molto e il reparto offensivo è rimasto isolato. Non a caso Joao Pedro ha dovuto arretrare molto il suo raggio d’azione, specie nei primi 45’ di gioco, lasciando solo Simeone che ha faticato e nell’intervallo è rimasto nello spogliatoio per lasciare spazio a Cerri. Portare a casa un punto in un contesto tattico del genere è importantissimo. E Maran è stato abile a rivoluzionare la squadra da subito nella ripresa.

PIÙ FORTE DEGLI EPISODI – Accorci le distanze ma poi hai un rigore contro. Il magic moment del Cagliari sta tutto in quei secondi. La fortuna devi essere bravo ad attirarla a te e i rossoblù in questo momento ci stanno riuscendo. Lì il Sassuolo poteva chiuderla e invece alla fine sono 13 risultati utili per Maran in campionato. Maran che porta a casa 4 punti nelle ultime due uscite di Serie A, e anche il passaggio in Coppa, grazie a uomini ai margini fino a sette giorni fa. Contro la Samp il primo gol di Cerri in Serie A con la maglia del Cagliari, mentre con i neroverdi ha firmato la rimonta Ragatzu, che in A non segnava da quasi 9 anni. Ed entrambi in gol nel giovedì sera di Coppa Italia. Tutti segnali che creano ulteriore fiducia.

PIÙ FORTE DELLE POLEMICHE – Merito alla squadra di essere stata più forte anche delle polemiche che nelle ultime ore il caso Nandez ha portato dentro Asseminello. L’entourage del giocatore porterà in tribunale la società il 14 gennaio 2020 ma il ragazzo ha risposto presente allenandosi al massimo e Maran non si è fatto influenzare schierandolo comunque titolare. Certo, non una delle migliori uscite per l’ex Boca ma il ragazzo ha l’attenuante della botta al piede che ha rischiato di bloccarlo a casa prima del match ai neroverdi. Inoltre è da un paio di settimane che l’uruguagio pare un po’ in calo a livello di condizione fisica. Riuscire a mettere in secondo piano un caso del genere non è semplice, specie perché non parliamo di voci ma di un’udienza in tribunale. Detto questo, i personaggi che emergono dopo questi 13 risultati utili in campionato sono altri a parte Nandez. Su tutti Nainggolan, ormai vero leader, forse come mai prima nella sua carriera, che in campo guida i compagni come un padre il figlio sulle strisce pedonali, e accompagna sempre il Cagliari in salvo dall’altra parte della carreggiata. E poi Joao Pedro che da fantasista a fase alterna si è trasformato in centravanti in grado di eguagliare i numeri di Gigi Riva, senza dimenticare però quell’ironia brasiliana che fa spogliatoio. Ecco, infine, proprio questo gruppo, costruito molto sulla grinta e la simpatica in salsa sudamericana, è il motivo principale per cui questo Cagliari è proprio difficile da ammazzare, per chiunque.

Roberto Pinna

Accedi per commentare

Sponsorizzati