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Diego Godin, Nahitan Nandez e Martin Caceres durante uno degli allenamenti con l'Uruguay | Foto AUF

Cagliari | Godin, Caceres e i loro fratelli: cartoline d’addio dall’Uruguay

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Una relazione costante, la terza maglia come inconico omaggio celeste, “una grande storia d’amore, un bellissimo legame che si è creato con il trascorrere degli anni”. Parola di Marco Francescoli, figlio d’arte del mai dimenticato Principe Enzo, uno dei tre giocatori – con Pepe Herrera e Daniel Fonseca – che hanno cancellato il ricordo sbiadito di Victorino e fatto nascere il binomio tra il Cagliari e l’Uruguay.

Colonia

Quattro più uno, ovvero i nazionali tuttora impegnati nella corsa verso Qatar 2022 e Christian Oliva, rimasto ad Assemini agli ordini di Walter Mazzarri. Sono i cinque uruguaiani presenti nella rosa del Cagliari, un record nella ultracentenaria storia rossoblù. Eppure, nonostante la maglia a celebrare il legame e le premesse battagliere, fino a oggi è stata una stagione tutt’altro che da ricordare. “Per noi Cagliari è sicuramente una seconda casa”, le parole di Marco Francescoli nel video di presentazione della terza maglia in onore della Celeste. Una seconda casa che, però, potrebbe restare tale solo per le vacanze con l’arrivo di gennaio. Un periodo non felice, tra una Serie A da ultimi in classifica e una nazionale che dovrà lottare fino all’ultimo per raggiungere i Mondiali del 2022, tanto che anche il Maestro Tabarez è ora in bilico sulla panchina dell’Uruguay. I viaggi transoceanici che fino a pochi mesi fa erano utili a dimenticare i patemi rossoblù, ora aggiungono un ulteriore carico di tensione.

Accordi e disaccordi

In testa alla truppa degli uruguaiani non può che esserci il capitano della nazionale Diego Godín. La diatriba estiva sul contratto e quel tentativo di salutarsi a sua insaputa sono finiti in un nulla di fatto. Il Faraone è restato in Sardegna, l’accordo biennale con opzione sul terzo anno è rimasto tale, lo stipendio netto da 3,5 milioni a stagione idem. Una matassa ancora intricata e che ora, a fronte di prestazioni non del livello del suo ingaggio, il Cagliari vorrebbe districare il prossimo gennaio. Anche perché, come se non bastassero le difficoltà sul campo, Godín si porta avanti un problema al ginocchio che tra viaggi e tante, troppe gare ravvicinate non lo aiuta nella risalita tecnica. Così il presidente Giulini avrebbe fatto partire nuovamente il tira e molla, non tanto sull’accordo con il giocatore, quanto sul desiderio vederlo andare verso altri lidi. Il Cagliari avrebbe in testa l’opzione spagnola per il capitano della Celeste, ma come accaduto in estate Godín non avrebbe al momento aperto alla possibilità di fare le valigie.

Buona la seconda

Amici, compagni di club e di nazionale, spesso assieme durante gli allenamenti con la Celeste e pronti a mostrarsi vicini sui social. Il capitano Godín ha in Nahitan Nández il suo scudiero, il León si è affidato al più esperto collega quando in estate la situazione con il Cagliari era arrivata allo scontro totale. La promessa del presidente Giulini di una cessione saltata di fronte a offerte lontane dall’essere congrue con la richiesta rossoblù, una seconda promessa sul tavolo da settimane che parla di una valutazione di Nández da 20 milioni più cinque di bonus come base per poterlo liberare. E, come ad agosto, ecco che a gennaio di nuovo l’Inter sarebbe in prima fila per strappare il numero 18 rossoblù al Cagliari. Prestito oneroso e obbligo di riscatto, magari con l’inserimento di contropartite gradite come Matías Vecino – di nuovo il tocco uruguaiano – e Danilo D’Ambrosio ad abbassare la parte cash. Come in estate anche il Napoli resta vigile, il direttore sportivo Giuntoli continua a osservare Nández e attende dietro le quinte l’evolversi della situazione. Mentre dall’Inghilterra il silenzio regna sovrano, Antonio Conte è un estimatore del giocatore, ma gli Spurs hanno un reparto mediano completo e difficilmente affonderanno il colpo. Nández, comunque, rappresenterebbe al momento il vero tesoretto per la rivoluzione di gennaio in salsa mazzarriana del mercato rossoblù.

Faccia a faccia

L’ultimo arrivato della truppa Celeste risponde al nome di Martín Caceres. Il Pelado ha avuto un impatto positivo con la maglia del Cagliari, ma è bastata la follia di Bologna per cancellare i buoni propositi. Un’espulsione ingenua che non è affatto piaciuta – eufemismo – ai piani alti del club di Via Mameli, fino ai rumors, riportati sia dalla Gazzetta dello Sport che dal Corriere dello Sport, di un Caceres in prima fila nello scontro con il presidente Giulini nella famosa riunione di Assemini alla vigilia della sfida contro l’Atalanta. Per questo il futuro dell’ex difensore della Fiorentina potrebbe essere lontano dalla Sardegna, un’esperienza durata pochi mesi e che avrebbe il sapore della beffa. Perché Caceres, a ben vedere, potrebbe essere una pedina importante per Mazzarri al netto di quanto accaduto a Bologna, in una difesa ai minimi termini la sua duttilità sarebbe senza dubbio utile. Gennaio non è lontano, ma il tempo per capire se si potrà ricucire il chiacchierato strappo non manca.

Misteri

Infine il duo degli oggetti misteriosi, Christian Oliva e soprattutto Gastón Pereiro. Il Tonga, ancora una volta convocato da Tabarez nonostante i pochi minuti con la maglia del Cagliari, non è riuscito a rispettare le attese. Tantomeno a dare continuità a quelle scintille viste nella passata stagione. Non solo per sue colpe, le poche occasioni avute non lo hanno aiutato. Ma, non si può dimenticare, tanti allenatori sono passati da quando è sbarcato in Sardegna dall’Olanda e nessuno davvero ci ha mai puntato. Né Zenga né Di Francesco, né Semplici né ora Mazzarri che gli ha perfino preferito Farias nelle gerarchie dei cambi in corsa. Tra indolenza e poca garra – una contraddizione in termini per un uruguaiano – il suo tempo a Cagliari sembra agli sgoccioli non solo per questioni tattiche o tecniche, ma anche per quell’ingaggio da 1,4 milioni troppo oneroso per un giocatore che è, di fatto, un rincalzo. E questa volta la società rossoblù potrebbe abbassare le pretese alla voce richiesta economica, andando ben al di sotto di quella valutazione estiva da oltre 7 milioni di euro. Chi ha avuto addirittura meno chance di Pereiro in questa stagione è Christian Oliva, il mistero per eccellenza in casa Cagliari. Mediano un po ‘di rottura e un po’ di costruzione, nonostante le difficoltà di un reparto che stenta a trovare un centrale davanti alla difesa l’ex Nacional è rimasto a guardare quasi sempre. Undici minuti contro la Roma e nulla più, così per lui – che a Cagliari avrebbe preferito non restare già in estate – si potrebbero riaprire le piste estere. Argentina con il solito Talleres, la sempreverde Grecia o ancora la Turchia, dove il mediano di Ciudad del Plata ha diversi estimatori.

Matteo Zizola

 

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