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Cagliari, gol e duttilità: la rincorsa alla salvezza passa da Keita

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È stato l’acquisto principale della campagna estiva, che un tempo si sarebbe definito “quello che fa abbonare la gente”. Keita Baldé è diventato un calciatore del Cagliari nelle ultime ore del 31 agosto, ultimo giorno di contrattazioni. Un’occasione da non perdere per Giulini, che ai microfoni di Videolina del senegalese nato in Catalogna diceva “Siamo sicuri possa darci qualche cosa in più”. 

L’eredità del Cholito
Keita ha ereditato la maglia numero 9 da un Cholito Simeone rinato in quel di Verona, dove si è fatto subito apprezzare per le sue doti di attaccante moderno. Definizione che ben si addice anche all’ex Lazio e Inter, che in carriera ha sempre svariato tanto sul fronte d’attacco, con caratteristiche tali da rendere complicato attribuirgli un’etichetta dal punto di vista tattico. Semplici prima e Mazzarri adesso lo hanno schierato sempre da prima punta, insieme a quel Joao Pedro con cui forma una coppia d’attacco potenzialmente imprevedibile e devastante. Ma un primo assaggio di ciò che Keita può dare a questo Cagliari lo si è già visto in questo primo scorcio di Serie A: 5 presenze, 317 minuti, 2 gol. Numeri che, presi singolarmente, non dicono granché. Ma è andando ad analizzare nel dettaglio il rendimento del 26enne di Arbúcies che si capisce meglio la sua importanza per le sorti rossoblù. Su 5 tiri totali, Keita ha siglato 2 reti, con una percentuale realizzativa del 40 per cento (dati Opta), meglio anche del compagno di reparto Joao Pedro (14 tiri totali, 4 gol, percentuale di realizzazione: 29 per cento). Pavoletti, ovvero “il” centravanti di questo Cagliari, è ancora a secco con 4 tentativi in totale, ma nessuno di essi nello specchio della porta avversaria. E se il dato complessivo della squadra è soltanto del 15 per cento, è evidente che un Keita in piena forma – magari tra qualche settimana con il sistema Mazzarri entrato finalmente a regime – sarà ancor più centrale nella fase realizzativa rossoblù, che finora ha fatto spesso cilecca.

Duttilità al servizio della causa
Se è difficile dare al numero 9 platinato un’etichetta tattica, l’altra faccia della medaglia è data certamente dalla duttilità. Fin qui, si diceva, i due tecnici lo hanno impostato da centravanti, chiedendogli una buona dose di lavoro che propriamente non farebbe parte del suo modo di giocare. Eppure Keita si è sempre reso disponibile, andando a battagliare con avversari più aitanti di lui come contro il Venezia: ma è un dato certamente positivo che il suo secondo gol in rossoblù sia arrivato con un perfetto colpo di testa, non esattamente il suo marchio di fabbrica in carriera. Certo, la sua assenza nelle due settimane di sosta rappresenta un problema in più per Walter Mazzarri, alle prese con il suo corso accelerato di calcio “Mazzarri for dummies” ma con metà classe a disposizione. Cercare di alzare il baricentro (fin qui molto basso, con 47,7 metri) dei rossoblù è stato uno dei primi imperativi del tecnico livornese e per farlo avrà bisogno di una fase offensiva diversa da quella ammirata – una provocazione, ça va sans dire – fin qui. E questo potrebbe prevedere ulteriori modifiche tattiche all’undici di partenza, magari con il passaggio al 3-4-2-1 inseguito da Semplici come una chimera nel ritiro precampionato. In questo quadro anche la posizione dello stesso Keita potrebbe mutare, magari andando a sistemarsi nel duo alle spalle della prima punta.

Obiettivo gol dell’ex
Ovviamente sono voli pindarici, visto che l’unica certezza è data dal programma di doppie sedute deciso da Mazzarri, per cercare di recuperare un po’ di tempo e, soprattutto, terreno rispetto alle inseguitrici. Ma per farlo avrà bisogno dell’aiuto dei suoi calciatori migliori, quelli in grado di decidere le sorti di una partita. Keita Baldé appartiene a quella categoria e a Cagliari qualcuno se n’è già accorto. Ma quanto visto finora non può certamente bastare: anche al numero 9 spetterà prendersi sulle spalle una squadra che fin qui ha subito troppi gol, senza segnarne abbastanza. Un trend da cambiare in fretta, già a partire dalla sfida contro la Sampdoria, ex squadra di Keita e che lo avrebbe volentieri confermato anche in questa stagione, tanto da lasciargli a disposizione quel numero 10 vestito nella stagione scorsa e passato, giocoforza, sulle spalle di Ciccio Caputo. Dare i tre punti al Cagliari, possibilmente partecipando a uno o più gol, dovrà essere per il senegalese nato in Catalogna l’obiettivo primario. Farsi rimpiangere da Ferrero e company, poi, darebbe quel tocco beffardo in più a una sfida che è già diventata un banco di prova importante per il prosieguo della stagione rossoblù.

Francesco Aresu

 

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