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Cagliari, Grassi o Oliva: Mazzarri studia le alternative di un centrocampo che fatica

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Una poltrona per due, un classico di Natale che Walter Mazzarri potrebbe rivisitare con un mese d’anticipo. Il suo Cagliari, ultimo in solitaria, fatica ad uscire dalla crisi di risultati in Serie A e l’allenatore toscano medita delle alternative per provare a dare una scossa al gruppo nella prossima sfida della Unipol Domus, sabato sera contro l’Atalanta.

Opzioni
Tra i reparti sotto la lente di ingrandimento dell’allenatore, ex tra le altre di Napoli, Torino e Inter, è finito il centrocampo. Troppe distanze, tanta confusione, poche linee di passaggio e l’assenza di un leader in fase di costruzione. Detto che questa rosa anche in questa stagione 2021-22 non pare avere un vero e proprio regista, se non il giovanissimo e infortunato Ladinetti, a deludere di più fin qui tra i giocatori della linea mediana rossoblù è stato Kevin Strootman. L’olandese sicuramente non è stato aiutato da una serie di infortuni e dall’impatto non semplice con una rosa che stenta ad esprimersi al meglio. Mazzarri intanto però mentre sottopone la sua squadra a delle lunghe sedute video anti-Atalanta dentro Asseminello studia anche delle alternative a centrocampo. I nomi sulla lista sono pochi e il cerchio si riduce alle sole due opzioni al momento in panchina: Toto Oliva e Alberto Grassi.

La carta Grassi
Grassi, 26 anni, è stato uno dei pochi legati all’ex tecnico Leonardo Semplici nell’ultimo mercato estivo. Arrivato a Cagliari da separato in casa a Parma, senza aver svolto una vera e propria preparazione atletica pre-campionato e con un lungo curriculum di infortuni alle spalle, Grassi ha dimostrato di poter essere comunque una discreta alternativa quando chiamato in causa. Cinque presenze totali, due da titolare (Genoa e Roma), per un totale di 172′. Mazzarri fin qui lo ha usato con il contagocce ma quando è sceso in campo il classe ’95 ha sempre provato a rispondere presente. Quella all’Atalanta per lui sarà una sfida da ex. Con il settore giovanile dei bergamaschi è cresciuto fino al salto in Serie A. E proprio con la maglia nerazzurra tra il 2015 e il 2016 attraversò forse il momento migliore della sua carriera, fino a convincere il Napoli. Da lì gli infortuni, il ritorno alla Dea e le buone prove con Semplici alla Spal prima del passaggio al Parma. Per Grassi quella all’Atalanta è una sfida particolare contro i demoni del suo passato e contro ciò che poteva essere e invece non è stato. Aspetto mentale che difficilmente un tecnico sanguigno come Mazzarri non vorrà considerare. Specie visto il morale non troppo alto, per usare un eufemismo, del suo gruppo. Grassi potrebbe rappresentare il classico filtro dai piedi non troppo maleducati e duttile in transizione che il Cagliari fin qui non ha quasi mai avuto in questo campionato.

Lasciatemi cantare
Toto Oliva è invece uno dei grandi misteri di questa rosa. Dato per partente in estate, dopo il prestito precedente al Valencia, alla fine è rimasto ad Asseminello. Complici anche gli infortuni di alcuni compagni e i mancati incastri in sede di trattativa rossoblù. Fin qui per lui una sola presenza in Serie A: undici minuti contro la Roma. Difficile Mazzarri lo stia considerando come opzione dall’inizio, più probabile a gara in corso se ci fosse necessità a centrocampo. E pensare che fino a pochi anni fa, quando Maran nell’autunno magico del 2019 portava la squadra rossoblù fino alle posizioni Champions prima del crollo invernale Oliva sembrava un mediano in ascesa. Proprio contro l’Atalanta il 3 novembre 2019, nel successo 2-0 dei suoi, realizzò la sua prima e fin qui unica rete in Serie A in 22 presenze. In quella prima parte di stagione Maran lo scelse come mediano a tutto campo contro le squadre più difficili da affrontare, e infatti Oliva giocò titolare non solo nel successo di Bergamo ma anche nella vittoria di Napoli e nel pari a San Siro contro l’Inter. Lotta, corsa ma anche tempi di inserimento. Chissà che fino ha fatto quella bozza di giocatore che Maran sembrava poter definire, e chissà se la stessa domanda se la starà ponendo o meno Walter Mazzarri alla caccia di una cura immediata per il suo Cagliari nel ritiro di Asseminello.

Roberto Pinna

 

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