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Hai capito gli olandesi?

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Il Cagliari che ha battuto l’Inter ha messo in campo tutto ciò che l’ambiente chiedeva da tempo.

Una squadra propositiva, grintosa, che non guarda in faccia nessuno e che prova a imporre la propria gara a prescindere dall’avversario. Domenica contro il Bologna la sfida sarà ancora più difficile per Maran: confermarsi, se non migliorarsi, è da sempre più faticoso che sorprendere.

Tre settimane fa su queste pagine scrivevamo del modello olandese dopo che l’Ajax, pur perdendo, fece vedere i sorci verdi al più quotato Real Madrid. Un modello da seguire, un marketing del gioco che potesse riavvicinare i tifosi, la spinta dei giovani per portare freschezza e sana follia in una squadra che faticava a far tornare il pubblico al proprio fianco.

L’eterna diatriba fra gioco e punti, fra illusione e pragmatismo: i lancieri olandesi sì avevano stupito, ma avevano pur sempre perso e così chi guarda al risultato come unica discriminante di ogni giudizio si era rincuorato. Poi però l’Ajax è andato al Bernabeu, di fronte una rimonta dai più ritenuta impossibile, il miedo escenico del Bernabeu ad aspettare la giovane brigata di Ten Hag e il Real già con la testa ai quarti di finale. Invece chi aveva esultato per la partita di Tadic e compagni in casa nonostante la sconfitta ha avuto la propria rivincita verso i pragmatici del risultato: squadra alta, possesso palla rapido, attacco degli spazi, pressione costante, tanto spettacolo e, soprattutto, la vittoria per 4 a 1 che ha portato i biancorossi al turno successivo di Champions League.

Quanto visto dopo il gol dell’1 a 3 con il quale il Real sembrava poter riaprire il discorso dovrebbe essere mostrato nello spogliatoio di Asseminello come esempio: i blancos che premono, l’Ajax che non si chiude, anzi, continua ad attaccare senza speculare, senza aspettare il passare dei minuti per portare a casa la qualificazione con sofferenza. Con nove punti di vantaggio sulla zona rossa, andare a Bologna per non perdere sarebbe un grosso errore, il colpo di grazia è un’occasione ghiotta e proseguire sulla strada tracciata un obbligo. Seguire il modello Ajax, fatte le dovuto proporzioni, per riniziare a sognare: i punti contano, ma non sono nulla senza emozioni.

Matteo Zizola