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Cagliari, hai la forza per fare l’impresa con l’Inter?

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Non una partita qualunque, tra legami societari e vittorie tanto importanti quanto illusorie del passato. Se San Siro non porta quasi mai sorrisi quando si fa visita al Milan, al contrario quando a ricevere il Cagliari è l‘Inter i risultati sono altalenanti. Sconfitte pesanti da un lato, con partite al limite dell’accondiscendenza, exploit sorprendenti dall’altro.

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L’inizio della fine
Domenica 11 aprile, ore 12.30. I rossoblù di Semplici scenderanno in campo contro i nerazzurri di Antonio Conte e dell’ex Nicolò Barella. E proprio quest’ultimo ha rappresentato, se si vuole, lo spartiacque tra un Cagliari che ambiva a una salvezza tranquilla come obiettivo minimo e quello che oggi ha un piede nella fossa e non riesce a uscirne. Perché la gara di andata, dopo aver preso una piega favorevole alla squadra all’epoca guidata da Di Francesco, vide un crollo verticale nell’ultimo quarto d’ora. Il preambolo della discesa nelle successive partite fino all’esonero del tecnico abruzzese. Prima le parate di Cragno e il vantaggio firmato da Sottil, poi Pavoletti che spreca il raddoppio e così, a spingere la biglia sul piano inclinato della crisi rossoblù, fu proprio l’ex più prolifico – economicamente – della storia della società di Via Mameli. Un gol con un tiro al volo dai 16 metri, un assist per D’Ambrosio, Barella protagonista in entrambe le reti su azione di calcio d’angolo. Un Cagliari che arrivava da un pareggio positivo a Verona contro l’Hellas e che, al contrario, si presenterà a San Siro dopo una sconfitta casalinga contro gli scaligeri che è agli antipodi di quanto accadde un girone or sono.

Precedenti
Non c’è spazio per il lasciapassare frutto di calcoli. Vietato guardare alla sfida contro l’Inter come un fastidio, la testa rivolta alla partita successiva ben più importante nel più ampio discorso salvezza – il Parma all’Arena – come avvenuto nel recente passato. Un passato che però deve servire da insegnamento, ogni sfida vale tre punti e guardare troppo in là lascia il tempo che trova. Il rischio è quello di preservare risorse per rimanere, comunque, con in mano un pugno di mosche. Meglio un rimorso che un rimpianto si dice, la parola d’ordine deve essere provarci come in quella doppia vittoria di un Cagliari zemaniano corsaro – tripletta di Ekdal e gol di Sau nel 4 a 1 all’Inter di Mazzarri – e dei rossoblù di Rastelli lanciati dalla doppietta di Melchiorri. Altri tempi, altra Inter rispetto a quella attuale che corre spedita verso il titolo di campione. Dopo quel doppio exploit quasi consecutivo, in mezzo la stagione in Serie B, il Cagliari non ha quasi più ritrovato la strada dei punti sotto la Madonnina. Il 4 a 0 con Lopez in panchina, una gara infrasettimanale con la testa al Bologna, Giannetti esterno destro a tutta fascia e Ceter come centravanti. Una partita persa in partenza, per poi raccogliere solo un pareggio nella sfida successiva contro gli emiliani. L’anno successivo, il primo con Maran a guidare i rossoblù, un secco 2 a 0 firmato Lautaro – Politano. Infine, stagione scorsa, il pareggio siglato da Nainggolan che aveva illuso di poter tornare a sognare, anticamera invece del perdurare della crisi iniziata a dicembre e che vive ancora oggi.

L’Inter riceverà il Cagliari dopo la gara interna contro il Sassuolo, recupero che potrebbe portare i nerazzurri a undici lunghezze di vantaggio sui cugini rossoneri secondi. Conte difficilmente abbasserà la guardia anche in caso di vittoria sui neroverdi, il gap sul Milan poco importante di fronte all’occasione di chiudere virtualmente il discorso scudetto. Il Cagliari dovrà dunque contare solo sulle proprie forze, cercando di portare a casa quei punti che mai sono arrivati con le prime sette della classe. Inter come inizio della fine da trasformare in spinta per l’impresa un girone dopo, difficile, ma non impossibile. La storia già scritta, d’altronde, è fatta per essere smentita.

Matteo Zizola

 

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