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Cagliari: i dolori dell’Uomo Cragno, il suo riscatto passa da Napoli

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Un pugile con alle spalle una porta e una rete. Guanti e non guantoni, i gol subiti come i pugni che ti mettono al tappeto. “Non c’è niente di male a cadere, che sia sul ring o fuori dal ring. È rimanere a terra a essere sbagliato” diceva Muhammad Ali. E a terra non è mai rimasto nonostante le avversità Alessio Cragno, ancora una volta messo alla prova dal destino e dagli eventi, ancora una volta costretto a dimostrare il proprio valore.

Inizio complesso
La seconda difesa più battuta del campionato, protagonista non solo l’estremo difensore di Fiesole, ma anche il suo secondo Radunovic. Cragno però ha sul groppone nove dei tredici gol subiti nelle prime cinque giornate di Serie A, praticamente nessuno o quasi per sua diretta responsabilità, ma comunque troppi rispetto alle attese. E se da una parte sono poche le colpe del metaforico numero uno rossoblù, dall’altra Cragno non è apparso quello dei giorni migliori. La parata su Immobile a Roma e quella su Zurkowski contro l’Empoli a ricordare che è ancora portiere di grande valore e affidabilità, ma allo stesso tempo per ogni miracolo o quasi sono arrivate anche alcune imprecisioni che per poco non sono costate care. Respinte centrali – contro Spezia e Lazio soprattutto – e quel tiro di Henderson da distanza siderale che per poco non ne ha messo a nudo le difficoltà di questo inizio di stagione, benedetta traversa. Non solo, indecisioni sui cross, la presenza in area lontana parente di quella alla quale aveva abituato, l’assenza di veri e propri miracoli. Pochi o nessun errore decisivo, ma nemmeno prestazioni sopra le righe.

Alibi e rivalsa
Mazzarri ha bisogno del miglior Cragno in questo frangente di rivoluzione e cantiere aperto. La difesa balla, le distrazioni sono all’ordine del giorno di ogni partita, avere nell’ultimo baluardo un’ancora di salvezza darebbe quella fiducia mentale in più anche alla linea arretrata. Il portiere di Fiesole ha bisogno del Cagliari e il Cagliari del suo Uomo Cragno. Gli alibi non mancano, sia fisici sia mentali. In primis la mancata convocazione agli Europei, pur se da terzo, è stata una brutta botta difficile da superare. E chissà che nel Napoli domenica al Diego Armando Maradona non venga schierato il rientrante Meret, in una sfida nella sfida anche in vista Qatar 2022. Poi il mercato che non ha prodotto nessun salto in alto, tra le sirene francesi troppo deboli e le italiane che non hanno mai davvero mostrato interesse per lui. Infine l’infortunio proprio alla prima gara della stagione, quando contro lo Spezia ha riportato una distrazione di primo grado al muscolo ileopsoas della coscia destra. Un problema che, peraltro, potrebbe aver inciso e non poco nelle difficoltà tecniche delle ultime gare, con la spinta delle gambe apparsa debole e di conseguenza una reattività non al massimo.

Contro il Napoli sarà una partita dura, durissima, una di quelle che possono deprimere o esaltare il portiere di turno. Alessio Cragno è sì un pugile ferito, ma non ancora arrivato al KO. Lui che tante volte in questi anni si è rialzato, dalle cessioni in prestito dopo un esordio in A difficile all’infortunio di Istanbul, proverà a rialzarsi ancora una volta. Il Cagliari, la Nazionale, dimostrare di nuovo il proprio valore. Le sfide sono tante, vincerle tutte l’obiettivo.

Matteo Zizola

 

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