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Cagliari: i numeri della crisi e la sfida da non sbagliare con la Roma

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Nove partite disputate, sei punti sudati, ultimo posto. Alla vigilia della gara contro la Roma la classifica parla chiaro, la barca rossoblù va sempre più a fondo nel mare di Sardegna. Contro i capitolini servirà una prestazione autorevole per gli uomini di Walter Mazzarri per riuscire a emergere in questo ammaraggio di inizio campionato.

L’avversario arriva da un importantissimo pareggio casalingo contro l’armata Napoli, autrice fino al momento di una striscia di 8 vittorie consecutive, riuscendo a rallentarne la marcia da solitaria in vetta alla classifica.

Il Cagliari che si è visto nell’ultima gara contro la Fiorentina ha fatto ben sperare i primi 10 minuti ma ben disperare il resto della gara, contribuendo a fomentare i brutti presentimenti che aleggiavano da tempo nel corso di questo inizio di stagione. Come vi abbiamo proposto nel nostro classico sondaggio del Lunedì si parla sia di un problema psicologico che di un problema tattico, essendo noi più pratici nell’analisi tattica piuttosto che nella psicanalisi, è bene analizzare reparto per reparto, sfruttando i dati Opta, il percorso che fino ad ora ha fatto il Cagliari dall’inizio della stagione.

Difesa
L’atteggiamento dei rossoblù nella situazioni di fuorigioco vede una linea difensiva che tende poco a sfruttare questa soluzione, infatti rimane sui 18.4 metri provocando mediamente due off-side a partita. La linea difensiva bassa porta ad avere un atteggiamento a sua volta rischioso nel recupero dei palloni vedendosi costretta il più delle volte a commettere dei falli che spesso e volentieri possono risultare letali. Il rapporto tra palloni recuperati e falli commessi corrisponde a 4 e se consideriamo il dato delle palle recuperate in media dalla difesa rossoblù (53) si possono concedere mediamente sui 12/13 falli a gara, tutti calci piazzati che possono diventare chiare occasioni per subire una rete, considerando la posizione nel campo nei quali vengono concessi.

Centrocampo
Una delle note meno dolenti, tralasciando l’ultima giornata, è quella del centrocampo. Analizzando i dati a disposizione, mediamente il baricentro medio della squadra è molto basso (48 metri) e viene sfruttata poco l’ampiezza (47 metri), la squadra tende dunque a rimanere molto schiacciata nella propria metà campo. Per gli appassionati di numeri, i due dati in analisi sono pressoché identici rispetto a quelli in occasione del primo successo stagionale contro la Sampdoria: Baricentro 48.7, larghezza 47.

Se analizziamo le individualità spunta un altro dato che merita un’analisi approfondita: Marin 810 minuti giocati in 9 partite. Il conto è presto fatto: sempre presente. Il rumeno è l’uomo chiave di questo centrocampo e di sicuro il migliore del Cagliari insieme a Joao Pedro in questo inizio di stagione.

I dati che lo riguardano sono contrastanti, 43 palloni recuperati e 125 persi, uno di questi ha portato al 2-0 nella gara contro i gigliati. Dato sicuramente più rassicurante è quello delle occasioni create: 19. Un altro giocatore che sta trovando molto spazio e che possiamo sfruttare per paragonarlo al rumeno è Deiola. Per lui i minuti sono 650, 46 palloni recuperati e 51 persi, di sicuro la mole di palloni giocati è di gran lunga inferiore però rimane il fatto che il dato del numero 8 cagliaritano è preoccupante.

Attacco
Joao Pedro e Keita, rispettivamente 6 e 2 gol, 8 e 3 occasioni create per la coppia titolare, la sintonia va sempre ad aumentare di partita in partita, ma come si sviluppano le azioni del Cagliari? Tante verticalizzazioni (139) e tanti lanci (59), quello che più incuriosisce sono le caratteristiche relative allo sviluppo della fase offensiva: 0.44 è la media dei passaggi filtranti, 7.33 dei dribbling e 11.67 quella relativa ai cross. Rispetto alle caratteristiche dei due attaccanti titolari e a come vengono sviluppate le azioni offensive il Cagliari non riesce a valorizzare al meglio le proprie qualità per essere maggiormente pericoloso in fase d’attacco. Tante le occasioni avute all’interno dell’area di rigore, su 11 gol 10 sono arrivate dentro l’area o nei suoi pressi. Visti i numeri e considerata la parte del terreno di gioco dove l’attacco risulta essere più prolifico un Pavoletti ritrovato potrebbe garantire a Mazzarri una soluzione in aggiunta più che valida.

Andrea Olmeo

 

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