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Cagliari, il futuro di Nández come crocevia di una stagione

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Un’estate fa, una storia pronta a cominciare fino alla brusca frenata. Colpi di scena, colpi attraverso i social, per alcuni bassi e per altri logica conseguenza degli eventi. Intanto il campionato ha preso il via e alla prima sosta utile ecco di nuovo il tormentone.

Pausa galeotta

Nahitan Nández, lui, sempre lui, fortissimamente lui. Un’estate fa, quella appena passata, il tentativo di salutare Cagliari andato a vuoto. Ora gennaio è lontano, ma non abbastanza per non far partire la girandola di voci sul suo conto. Alimentate più che dai protagonisti del contratto in essere, il León e il Cagliari, dalle dichiarazioni di alcuni diretti interessati e dalle logiche conseguenze mediatiche. Prima il suo agente Pablo Bentancur, poi l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta, in un caso con parole chiare e nell’altro senza che Nández sia stato mai citato. Impegnato con la nazionale uruguaiana, il centrocampista rossoblù non sembra interessato né alle polemiche né al proprio futuro, ma nel frattempo i riflettori lo illuminano volente o nolente.

Promessa sì, forse, ma

Vedi Napoli e poi… Quel poi è quella maglia azzurra di chi è in testa al campionato, contro un Cagliari che occupa l’ultimo posto. Una differenza di ambizioni sottolineata a una radio partenopea da Pablo Bentancur, il richiamo a una nuova promessa del presidente rossoblù Tommaso Giulini. Cessione di Nández a gennaio, clausola che sì esiste, ma che non sarà un ostacolo per la partenza verso altri lidi. Non a prezzo di saldo, ma comunque nemmeno a quei 36 milioni scritti nero su bianco su quel contatto firmato all’epoca della querelle sui diritti d’immagine poi risolta, appunto, con un nuovo accordo. Promessa si è detto, ma questa volta diversa nei protagonisti da quella estiva che fu il casus belli alla vigilia di Maiorca. Non da Giulini a Nández, ma da Giulini a Bentancur, con quest’ultimo che non disdegnerebbe la soluzione Napoli e il Napoli che non disdegnerebbe Nández. Tra volontà e accordo c’è di mezzo però un mare, ampio, difficile da colmare. Perché il Cagliari scende sì a patti, ma non svende.

Base di partenza

Trentasei milioni di euro. Una cifra che ormai tutti conoscono e che rappresenta(va) lo scoglio insormontabile per ogni pretendente. Il passato è d’obbligo perché un aspetto appare abbastanza chiaro, il Cagliari è disposto a lasciar partire Nández per meno del valore della clausola. Una plusvalenza comunque importante anche con un accordo intorno ai 24 milioni di euro, questa la cifra di base che il club di Via Mameli avrebbe messo in conto per far partire una trattativa. Le solite note però nicchiano, anche perché il Cagliari non sembra affatto intenzionato a valutare un accordo sulla stessa falsariga di quello tra Sassuolo e Juventus per Locatelli. La società rossoblù, infatti, farebbe sì partire Nández, ma nell’ottica di dare respiro immediato alle casse societarie e, soprattutto, dare a Mazzarri nuova linfa per la sua idea di calcio. Tradotto, finanziare il mercato di gennaio attraverso la cessione del León con soldi freschi subito.

Binario (quasi) morto

Il treno è passato e al momento non appare in procinto di tornare nella stazione. Negli ultimi giorni è ripartito il tormentone che vedrebbe Nández in orbita Inter. Tutto nasce dalle parole di Marotta con i nerazzurri pronti a regalare a Simone Inzaghi un centrocampista, e non solo, il prossimo gennaio. E così ecco che il León è finito di conseguenza in cima alla lista. Un affare che però resta non complicato, ma di più. Molteplici i motivi, innanzitutto i rapporti tra Cagliari e nerazzurri non più idilliaci, dopo il doppio dietrofront giuliniano dell’ultimo mercato che risponde ai nomi di Radja Nainggolan e, appunto, Nahitan Nández. C’è poi la situazione economica dell’Inter, non di certo delle migliori e che cambierebbe di poco anche con un’eventuale partenza di un ingaggio pesante come quella – per nulla scontata – di Alexis Sanchez. Soprattutto resta il nodo valutazione e appare molto difficile un’apertura del Cagliari in tal senso sia economicamente che come formula. Prestito sì, ma con una parte onerosa importante e un obbligo di riscatto nel 2022 e non oltre.

Comunque vada sarà nuovamente una telenovela. In attesa di chiamate dall’estero – Premier League vero e unico appiglio – in Italia restano sempre le tre carte da giocare chiamate Inter, Napoli e Roma. Il mazzo non regala altri assi per ora, ma con il mercato ancora lontano tutto e il contrario di tutto potrebbe accadere. Perché il Cagliari ha in Nández l’uomo della svolta economica e Nández ha il desiderio, mai nascosto, di fare il salto verso altri lidi. In mezzo quello che sembra un fastidioso contrattempo ma che tale non è. Il campionato con la sua classifica complicata e che incide non poco. Perché il futuro di Nández passa soprattutto da quanto dirà il campo, sia individualmente che come squadra. Il campo, di solito sovrano e in questo caso ancora di più.

Matteo Zizola

 

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