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Cagliari, il futuro di Nández tra clausola, percentuali e le sirene inglesi

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Ridimensionamento è la parola d’ordine. Economico, non sportivo. Con delle cessioni, come annunciato da Tommaso Giulini dopo l’incontro milanese che ha dato il via al Semplici II. Non solo di esuberi, ma di pezzi da novanta per sistemare i conti e finanziare il Cagliari che verrà.

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Il colore Lilla
Indiziato numero uno Alessio Cragno. Come anticipato nel pomeriggio è il portiere di Fiesole l’esempio scelto da Stefano Capozucca nella conferenza stampa odierna. Un sacrificio necessario, non un caso che il suo nome sia il primo della lista. Per una questione tecnica, Vicario alle spalle pronto a sostituirlo, e per una questione di mercato. Il Lille, infatti, è più che un’idea, anzi, è concretezza sotto forma di trattativa avanzata. Top secret le cifre, ma i freschi campioni di Francia avrebbero scelto Cragno per difendere la porta in vista della Champions League. Segnale nel segnale la moglie del numero uno che avrebbe intrapreso un corso di lingua. Francese, ça va sans dire.

Clausola e dintorni
Indiziato numero due è Nahitan Nández e qui il discorso si fa più complesso. “Vorremmo trattenere i giocatori importanti e lui è fondamentale. Ma non lo determiniamo noi, ma il mercato. Se arriva una grande richiesta la valuteremo”. Parole di Capozucca che tradotte significano il classico se qualcuno paga moneta, noi dobbiamo lasciar partire il cammello. O il leone, nel caso di Nández. L’uruguaiano ha una clausola da 36 milioni di euro, ancora attiva e in attesa di qualcuno che la eserciti. Non solo, ma il Cagliari ha uno svantaggio che, in fondo, è meno pesante di quanto si pensasse. La famosa percentuale sulla futura rivendita che coinvolge Boca Juniors e Peñarol, il 18% da dividere non in parti uguali, non è sul totale dell’incasso rossoblù, ma solo sulla differenza tra il prezzo di acquisto, 18 milioni, e quello dell’eventuale cessione. Diciotto, come il numero di Nández in rossoblù che potrebbe essere lasciato libero tra qualche settimana.

Sì, anzi yes
Difficile che i 36 milioni arrivino dalla Serie A. Come anticipato già da tempo la Roma si è sfilata con l’arrivo di Mourinho, amante di centrocampisti dalla diversa struttura fisica, mentre la Lazio senza una cessione eccellente difficilmente avrà la liquidità per arrivare a tale cifra. L’Inter vive problemi ormai noti, il Napoli senza Gattuso non ha più la spinta di un allenatore che lo aveva messo tra i desiderata. Se ci si sposta in direzione Premier League, però, le opzioni West Ham e Leeds sono sempre valide. I londinesi attendono di poter far partire l’asta per Declan Rice, sul quale le grandi inglesi sono pronte a fare follie fino ad arrivare a oltre 70 milioni di sterline per il suo acquisto. Liquidità fresca da reinvestire anche in vista dell’Europa League raggiunta in questa stagione.

Il richiamo del Loco
Yorkshire, nord Inghilterra. Terra di vichinghi, terra di battaglie. È da lì che arriva la richiesta più importante per Nández. Non da uno qualunque, ma da Marcelo Bielsa, che stima il numero 18 rossoblù e già lo scorso settembre provò l’assalto. I tempi ora sono più maturi, il patron dei bianchi, il maledetto United, è l’italiano Radrizzani che con Giulini è in ottimi rapporti. Una promessa è debito, ciò che non fu chiuso per i tempi stretti l’anno passato ora può vedere la luce. Una promessa che è anche quella del presidente rossoblù a Nández, aiutami a salvarci e poi potrai partire.

Ridimensionamento sì, ma per ripartire. Da una rosa giovane, da cessioni che aiutino la riforma. Una spending review rossoblù, tagli che diventano investimenti. Senza incrementare il debito, ma autofinanziandosi. Tra segnali mediatici e battaglie a mezzo stampa, Capozucca lancia l’amo. Cragno e Nández i pezzi pregiati, senza svendere, ma provando comunque a vendere.

Matteo Zizola

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