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Cagliari, Izzo-Murru-Lykogiannis: il mercato riparte dalla difesa

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Il lavoro di squadra è la base per poter raggiungere gli obiettivi. Capire chi può essere utile, sia tra chi c’è e tra chi, invece, potrebbe unirsi nel prossimo futuro. In campo, dove le difficoltà sono evidenti, e fuori dal campo, dove i segnali che arrivano dai novanta minuti devono essere la stella polare da seguire per ogni decisione.

Rotta

Mazzarri, Capozucca, Giulini. Allenatore, direttore sportivo, presidente. Lavoro di squadra, appunto, quello che sembra essere mancato in estate quando al posto del tecnico di San Vincenzo era Leonardo Semplici a occupare la panchina. Ora però la classifica parla chiaro, ultimo posto e necessità di interventi strutturali per poter risalire la china. Non solo intesi come calciatori dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche come uomini. Le rimonte subite non possono essere una coincidenza, la mentalità della squadra paga l’assenza di uno zoccolo duro di leader mentali. Ed è su questo aspetto che Mazzarri lavora in vista di Verona, senza dimenticare che a gennaio lo stesso lavoro andrà fatto nella scelta degli acquisti e delle cessioni. Con il classico occhio al bilancio, anche se un’eventuale discesa in Serie B sarebbe economicamente molto più deleteria di un restyling della rosa sul mercato invernale con investimenti mirati.

Primo tassello

Il mantra è sempre lo stesso, tutti sono importanti – o quasi – ma nessuno è indispensabile. Tradotto, se dovessero arrivare offerte importanti anche i punti fermi non sarebbero così fermi. Partendo da ciò, il primo obiettivo è lo stesso della scorsa estate, snellire il monte ingaggi per poi convertire il risparmio in elementi più funzionali e, soprattutto, più convinti di aiutare il Cagliari a risalire la china. E con maggiore esperienza nella lotta dei bassifondi della classifica. Ecco che così Diego Godín ha più di un piede lontano da Assemini, l’accordo rivelato dagli spagnoli di Marca, il famoso rinnovo contrattuale con clausola per la cessione a zero, dovrebbe portare il Faraone in direzione Liga. Non una risoluzione, ma una vera e propria cessione a un prezzo simbolico così da poter fin da subito aggregarsi alla nuova squadra. Un modus operandi che potrebbe essere la soluzione per portare Armando Izzo in Sardegna. Il difensore del Torino, in rotta con Juric e ben conosciuto sia da Mazzarri nella sua esperienza granata sia da Capozucca – che lo portò a Genova dall’Avellino – dovrebbe essere il primo innesto all’apertura del mercato. Un affare che dovrebbe ormai essere praticamente fatto, anche se la formula non è al momento nota. L’opzione sul tavolo, però, è quella di un acquisto da parte della società rossoblù praticamente a zero, con il Torino che risparmierebbe così sull’ingaggio dell’ex Genoa e il Cagliari che troverebbe così il rimpiazzo di Godín a costi d’ingaggio più contenuti. Izzo completerebbe così un reparto che ha bisogno di un giocatore rapido, aggressivo e anche in grado di aiutare nell’impostazione dal basso nel ruolo di braccetto della difesa a tre.

Ritorno a casa

La partita contro la Salernitana, dopo quella contro il Sassuolo, ha confermato la totale involuzione di Lykogiannis. La discussione lasciata in stand-by sul rinnovo del contratto in scadenza il prossimo giugno non può non aver inciso sulla testa del giocatore. Una sua partenza a gennaio non è utopia, anzi, e così il Cagliari è pronto a premunirsi con il sostituto. Il nome in cima alla lista, ben più che un’idea, è quello di Nicola Murru. Il terzino selargino ha siglato la sua prima rete in carriera in Serie A proprio nell’ultima gara vinta dalla Sampdoria contro il Verona, ma la sua esperienza in Liguria difficilmente continuerà nonostante il gol segnato. L’esultanza abbastanza polemica racconta di un giocatore mai davvero amato dal pubblico blucerchiato, il tanto chiacchierato ritorno in Sardegna potrebbe diventare realtà nel prossimo mercato. Attaccamento alla maglia, conoscenza dell’ambiente, utilità nella lista da 25 come prodotto del vivaio, voglia di rivincita dopo aver lasciato il Cagliari all’improvviso. Tutti aspetti che portano nella direzione del ritorno, con Murru che rimpiazzerebbe così la casella lasciata vuota dalla cessione di Lykogiannis.

Di nuovo Uruguay?

Non solo i problemi mentali e le difficoltà di alcune individualità, ma anche la penuria di ricambi nel reparto offensivo è stata una delle risposte arrivate dal pareggio contro la Salernitana. Keita in riserva, Pavoletti già entrato per provare a raggiungere la vittoria, il cambio necessario senza che ci fosse un giocatore che potesse rimpiazzare il senegalese. O meglio, uno che Mazzarri consideri tale. Farias ha salutato la Sardegna – manca solo l’ufficialità che arriverà dopo la sfida contro il Verona – Ceter è rientrato dopo mesi di assenza, Pereiro non viene visto come spendibile in certe situazioni dal tecnico. Per questo appare necessario un intervento che possa regalare a Mazzarri un nuovo innesto da unire al trio Joao Pedro-Keita-Pavoletti. Innesto che però non dovrebbe essere Gastón Ramirez, nome chiacchierato nelle ultime ore come possibile rinforzo nel reparto avanzato. Il fantasista uruguaiano, infatti, dopo aver visto saltare il ritorno a Genova sponda Samp, è sì un giocatore per il quale il Cagliari ha chiesto informazioni, ma senza che sembri poter arrivare il passo ulteriore. Anzi, Ramirez sarebbe più vicino al Brescia dell’ex presidente rossoblù Massimo Cellino, con Giulini che sarebbe orientato verso un innesto di natura differente.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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