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Cagliari: Keita e il problema della continuità, Pavoletti scalpita

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Come un fulmine a ciel sereno, Keita è arrivato in terra sarda durante il mercato estivo e, come un lampo in una burrascosa tempesta, ha regalato il momentaneo pareggio contro il Sassuolo con una rovesciata di straordinaria bellezza.

Corrente alternata
La stagione del senegalese Keita Baldé però a parte qualche flash tutto da ammirare ha vissuto fino a qui di alti e bassi. L’attaccante ex Sampdoria è parso sicuramente tra i più brillanti in questo complicato inizio di campionato ma, nelle ultime due giornate, contro Salernitana e Verona, non ha dato l’impressione di non avere lo stesso impatto delle prime giornate. Lo stesso Mazzarri lo ha “bacchettato” prima della Salernitana: “Da lui mi aspetto una grossa mano nelle due fasi di gioco, può dare ancora di più”. Da capire allora quanto sia lontano Keita dalla sua condizione ideale, per diventare davvero protagonista e centrale nel Cagliari, specie dopo lo stop per l’operazione alle tonsille di qualche settimana fa.

Il passato
Con la Lazio dell’attuale tecnico dei neroazzurri Inzaghi, Keita ha dato prova del suo spiccato talento e della sua fantasia. Arrivato in terra romana durante la stagione 2012/13, ha dimostrato di essere letale negli ultimi metri del campo, ma anche capace di segnare e far segnare tanto. Nelle 137 presenze con i biancocelesti ha totalizzato 31 reti e 22 assist. Il dato migliore lo ha registrato nel campionato 2016/17, quello precedente al suo approdo in neroazzurro, totalizzando 31 presenze, 16 gol e 4 assist. Nelle altre stagioni in Serie A, con Sampdoria e Inter, non è mai andato oltre i 7 gol stagionali, realizzati con i blucerchiati. Sono numeri importanti quelli del numero 9 cagliaritano nel suo percorso pregresso, cifre che se ripetute farebbero comodo ai rossoblù vista la pesante situazione attuale in classifica.

Il presente
Da quando è approdato in terra sarda, Keita ha accumulato 11 presenze, 9 da titolare e 2 partendo dalla panchina, totalizzando 3 reti e 2 assist. Confrontando i numeri passati con quelli attuali, oltre all’exploit della sua ultima stagione in blucerchiato, è in linea con il suo rendimento sotto porta, a voler essere pignoli e incuranti della scaramanzia, anche sopra la media. Il suo inizio di stagione ha fatto ben sperare, infatti l’attaccante classe ’95 ha dato l’impressione di parlare la stessa lingua calcistica con il capitano rossoblù Joao Pedro, dimostrandosi autore di ottime prestazioni sia sotto un aspetto qualitativo che quantitativo. Come da lui stesso sottolineato: “Con Joao Pedro ci capiamo, abbiamo qualità e ci basta una giocata per trovare feeling in campo”.

Le ultime prestazioni
La brillantezza che lo ha contraddistinto tra tutti i rossoblù ad inizio campionato ha dato però segni di cedimento negli ultimi turni, per lui che ha tra le proprie caratteristiche anche quella la poca costanza di rendimento. Contro la Salernitana il senegalese ha fornito una prova più di corsa che di fantasia, non garantendo quegli spunti di imprevedibilità tipici del suo calcio. Forse imbrigliato in troppi tatticismi dal suo allenatore. In occasione del match contro i campani chi ha dato dimostrazione di essere cinico e rapace in area di rigore è stato invece Leonardo Pavoletti, che dopo aver spento 33 candeline, ha preso parte alla gara ai granata da subentrato e dopo soli 13’ ha messo a segno la sua seconda rete stagionale. Un segnale positivo per Mazzarri che ha la possibilità con il numero 30 rossoblù, di poter sopperire ai momenti di incostanza del 26enne senegalese. Keita e Pavoletti hanno sicuramente due modi di interpretare il ruolo differenti, ma la possibilità di avere una varietà di frecce da poter scoccare potrebbe essere per Walter Mazzarri la soluzione del rebus attacco, considerando la penuria di alternative al solito trio formato da Joao-Keita e Pavo, per ottenere una seconda miracolosa salvezza a Cagliari, dopo quella centrata in Sardegna da Semplici appena qualche mese fa.

Andrea Olmeo

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