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Cagliari, la difesa giovane piace a Mazzarri e fa riflettere il club sul mercato

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Aggressività, attenzione e quel pizzico di ingenuità che in gioventù è quasi ben accetta. Dopo la prima vittoria del 2022, Mazzarri ha deciso di fare nuovamente di necessità virtù e affidarsi completamente a una linea di difesa giovane ma affamata. Altare, Lovato, Carboni: sessantaquattro anni in tre ma 180’ giocati insieme di grande impatto.

Forza e coraggio

Arnautovic, Orsolini e Skov Olsen. Sul primo, Matteo Lovato si è incollato sin dal fischio d’inizio, ingaggiando un duello fisico che per tante volte è stato vinto dal prodotto del vivaio del Genoa. È vero che in un paio di occasioni – su tutte il rinvio tardivo in area di rigore prima del tiro Orsolini deviato da Cragno in angolo – il centrale arrivato a gennaio dall’Atalanta ha mostrato qualche incertezza. Ma la tempestività degli interventi e la sicurezza dimostrata nella lettura dei movimenti dell’attaccante avversario, oltre che anche la capacità di dare ritmo al giro palla a inizio azione, fanno mettere da parte errori dovuti anche a una prevedibile stanchezza arrivata dopo due mesi – tra infortuni e panchina – senza toccar campo. I numeri risaltano la prova dell’ex atalantino: 48 passaggi completati, il migliore tra i rossoblù, 3 contrasti vinti, 8 duelli positivi su 10, 5 sfide aeree vinte su 6, 11 palloni recuperati. Un concentrato di forza e concentrazione che ha avuto un grande impatto sul 2-1 finale contro il Bologna e che Giorgio Altare ha provato a imitare. Schierato come braccetto destro della difesa di Mazzarri, dopo qualche minuto di timidezza il centrale ex Olbia ha preso coraggio anche in fase offensiva. Da una sua sortita è infatti nato il palo di Bellanova, mentre dall’altra parte del campo il copione è stato quello recitato a Marassi contro la Samp: fermezza e determinazione, facendo sentire il proprio peso sull’avversario quando necessario e bravo a contenersi dopo il giallo preso per bloccare Orsolini lanciato a rete. Insieme ad Alberto Grassi, il classe 1998 è stato il centrale che ha giocato più palloni durante la gara, ben 75, completato 35 passaggi – terzo insieme a Carboni – e vinto 5 duelli aerei. Le palle perse, 21, sono il sintomo di un giocatore continuamente chiamato in causa in fase di possesso vista la presenza di Marin e soprattutto Bellanova sulla propria area di competenza. Sull’altro lato della barricata, invece, quella di Andrea Carboni è stata una prova lucida nonostante qualche errore in fase di costruzione. Veterano rossoblù ma il più giovane della linea difensiva, il tonarese ha sofferto solo nel momento in cui Skov Olsen è entrato più in partita nel secondo tempo e Lykogiannis ha cominciato a faticare nel contenerlo. Una prova ordinata ma segnata anche dal coraggio nell’accompagnare l’azione, come evidenziano gli 8 passaggi riusciti nella trequarti avversaria, il dato più alto nel coefficiente del rischio passaggio – 28,29% – e i km percorsi durante la partita, 11,25.

Gestione e futuro

Prima la rivoluzione e ora il positivo imprevisto di aver trovato un equilibrio difensivo con una linea per due elementi su tre praticamente nuova. L’arrivo di Lovato, cercato e bloccato già prima dell’apertura del calciomercato invernale, è stato fondamentale per dare più coraggio nei momenti di pressione avversaria e più tranquillità in fase di possesso. Altare è stata la sorpresa: dopo i pochi minuti in campo contro il Venezia, gennaio sembrava il mese adatto per trovare un’altra esperienza più che per diventare uno dei protagonisti della prima striscia di vittorie del Cagliari da aprile scorso. Il mercato, comunque, resta alle porte per il centrale ex Olbia. Le prove offerte nell’ultima settimana non hanno solo convinto Mazzarri ma anche club come la Reggina, da tempo sulle sue tracce, a fare un passo avanti. La negativizzazione di Goldaniga e il possibile rientro di Ceppitelli, giocatore però spesso alle prese con i problemi fisici, potrebbero riportare il bergamasco ad essere una seconda scelta in futuro. Molto potrebbe dipendere anche dai tempi d’inserimento del difensore arrivato dal Sassuolo, divisi in due fasi: la prima incentrata sul recupero fisico – dopo il solo minuto giocato in stagione e la positività al Covid – e la seconda sull’apprendimento dei meccanismi costruiti da Mazzarri.

Se Lovato e Carboni paiono inamovibili, con il secondo ormai diventato un punto di riferimento nonostante la giovanissima età, è il terzo slot, quello di destra, ad essere al centro delle attenzioni di società e allenatore. Dopo la rivoluzione è arrivato lo stupore che solo qualcosa di inatteso può dare. Ora solo il tempo, il mercato e il calcio giocato, potranno dire se il Cagliari si affiderà alla fame dei giovani per costruire definitivamente la propria solidità.

Matteo Cardia

 

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