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Cagliari, la mano di Mazzarri nella prima vittoria contro la Sampdoria

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Sofferta, voluta e portata a casa con le unghie e con i denti. La prima vittoria stagionale in Serie A del Cagliari è stata una girandola di emozioni: il gol trovato presto, il raddoppio più volte fallito e poi centrato, i soliti errori di atteggiamento difensivo che hanno permesso alla Sampdoria di riaprire la gara, poi fantasmi e vecchie paure e infine il solito Joao Salvatore. Il 3-1 della Unipol Domus non passerà alla storia come una delle gare più belle giocate dai rossoblù in cento e più anni di storia ma ha mandato un chiaro segnale: inizia a vedersi la mano di Mazzarri.

Le scelte
L’impronta del tecnico toscano, magari non tanto ancora nel gioco fatto di folate e attimi di sbandamento alla ricerca di un’identità per ora lontana, si vede soprattutto in approccio e nelle scelte di inizio gara. Innanzitutto partendo dalla formazione titolare. Gli uruguaiani Caceres, Godin e Nandez tutti insieme appassionatamente nonostante gli impegni internazionali con la Celeste e il rientro in Sardegna solo venerdì 15 alle 19.15. Rischio coraggioso che ha pagato e che sottolinea anche l’importanza e il peso nello spogliatoio della banda sudamericana. E non poteva essere altrimenti visto curriculum e ambizioni della maggior parte degli uruguaiani in rosa ad Asseminello. “Godin mi ha detto che stava bene e che poteva giocare titolare” – le parole sono dello stesso Mazzarri a fine gara con i blucerchiati. A finire in panchina, in quella che è stata definita una staffetta programmata, è stato Ceppitelli. E alla fine la strategia ha pagato perché Godin per almeno 45 minuti è stato il vero Godin. E Ceppitelli è entrato con il piglio giusto, prima con una diagonale perfetta su cross di Candreva e poi in maniera furba chiudendo d’esperienza Caputo in area di rigore, pur rischiando e non poco. Gli altri due uruguaiani Nandez e Caceres hanno fatto ancora meglio. El Pelado ha messo la firma nel secondo gol rossoblù e l’ex Boca Juniors ha fatto un assist di pura forza al 94′ per Joao Pedro in quella che è stata la sua dodicesima partita in due mesi.

Difesa e mentalità
Mazzarri in conferenza pre Sampdoria aveva detto di aver lavorato parecchio sulla testa dei suoi in queste due settimane, tanto che a fine gara con i tre punti in tasca l’augurio è stato: “Spero che questa vittoria tolga negatività alla rosa e alla piazza”. E gli va dato merito di aver impostato la partita con una partenza sprint che ha aiutato il morale di una squadra a terra. Se a passare in vantaggio fosse stata la Sampdoria, magari con quel tiro di Candreva finito sul palo, probabilmente il Cagliari non sarebbe riuscito a rialzarsi date le difficoltà psicologiche delle ultime stagioni. E invece gli scambi continui tra Nandez e Marin, la corsa di Dalbert e il feeling tra Joao Pedro e Keita hanno permesso ai sardi di iniziare in discesa la gara. Infine Mazzarri è stato abile a intuire che nella partita di ieri, anche dopo l’infortunio di Dalbert, la squadra doveva rimanere a quattro dietro, specie dato il gioco della Sampdoria. Niente passaggio a tre ma rivoluzione in mezzo al campo, con Marin che ha cambiato spesso pelle, non sempre in maniera precisa. Alla fine il risultato è stato un’ottima prova dei due terzini, non solo del già citato Caceres ma anche di un Lykogiannis attento come forse mai prima in fase di non possesso. Insomma, la mano di Mazzarri su questo Cagliari inizia a vedersi. La Lazio sembrò un fuoco di paglia, ora la vittoria sulla Sampdoria deve essere il momento di svolta per questo gruppo.

Roberto Pinna

 

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