Cagliari e Crotone in campo | Foto Emanuele Perrone

Cagliari, la ricetta di Di Francesco: meno possesso palla ma più gol

L’eterna sfida filosofica tra cultori del possesso palla e chi al contrario punta più su un gioco diretto e verticale. Quando il calcio mondiale ha visto crescere il dominio della scuola spagnola per lungo tempo quasi non si è guardato più al risultato, ma piuttosto a chi ha mantenuto il pallone per più tempo.

L’importanza del possesso che scavalcava quella dell’efficacia, a prescindere dalla pericolosità offensiva e dalla zona di campo nella quale si teneva il pallone. Se c’è un dato che risalta nelle prime cinque gare del Cagliari di Di Francesco è proprio quello relativo al possesso palla. Dal Sassuolo al Crotone i rossoblù sono sempre stati inferiori agli avversari in questa statistica eppure sono arrivati sette punti frutto di due vittorie, altrettante sconfitte e il pareggio proprio contro i neroverdi. La sfida contro la squadra di De Zerbi rappresenta l’emblema dello scontro tra due filosofie opposte, tanto che gli emiliani dopo le prime cinque partite sono al quarto posto nella speciale classifica del possesso palla medio a gara mentre il Cagliari è al diciottesimo, davanti soltanto a Sampdoria e Benevento.

Il gol di Simeone contro il Crotone è l’emblema del calcio che Di Francesco vuole mettere in campo, due passaggi verticali e palla che in pochi secondi arriva in area per la conclusione dell’attaccante. Non solo, ma nella sfida con i calabresi di Stroppa altre statistiche aiutano a capire quanto il possesso palla sia sì un dato importante, ma da prendere con le pinze e analizzare nel dettaglio. Rog e compagni, infatti, hanno effettuato 330 passaggi riusciti contro i 451 dei calabresi, ma guardando soltanto a quelli giocati in avanti la statistica si ribalta, il Cagliari ne ha messo a tabellino 176 e il Crotone 105, 83 a 51 sempre a favore dei rossoblù quelli verso la trequarti avversaria.

A conferma di ciò il dato sulla zona in cui il possesso palla delle due compagini si è sviluppato, perché se la squadra di Stroppa ha avuto un totale pari al 54% (il Cagliari il 46%), se si guarda al solo possesso nella metà campo avversaria gli uomini di Di Francesco hanno superato i 10 minuti mentre il Crotone si è fermato a 7 e mezzo.

Il simbolo di questi dati è Razvan Marin. Il regista rumeno non è stato il giocatore tra quelli in campo ad aver giocato più palloni, anzi. Con 58 tocchi è risultato dietro non solo ai compagni Rog (74), Zappa (62) e Godín (59), ma anche a diversi avversari come i tre difensori Magallan (75), Golemic (85) e Luperto (87), oltre a Benali (73) e Messias (62) senza dimenticare Cigarini che ne ha toccato 40 in 49 minuti fino all’espulsione. Perché Marin è il simbolo del calcio verticale di Di Francesco è presto detto, basta osservare il dato sui passaggi in avanti che lo vede in testa al contrario di quelli totali. Il classe ’96 ne ha giocato ben 30 in verticale, basti pensare che Rog si è fermato a 27 e i suoi colleghi crotonesi Benali e Cigarini a soli 9. Se a questo dato si aggiunge quello relativo ai chilometri percorsi che vede Marin nuovamente davanti nella graduatoria come a Torino, si può sottolineare come il cambio tattico con il centrocampo a due abbia di fatto enfatizzato le sue caratteristiche permettendogli di esprimere quel calcio verticale – sia di corsa che di passaggi – che ben si sposa con la filosofia di un gioco diretto e rapido propria di Di Francesco.

Ora il tecnico abruzzese cercherà contro il Bologna di Mihajlovic il terzo indizio della crescita del suo Cagliari, quello che come da proverbio la farebbe diventare una prova. In mezzo la Cremonese in Coppa Italia per testare la qualità del gruppo nel suo insieme, ma la testa sarà giocoforza alla sfida del Dall’Ara, alla caccia di conferme sul piano del gioco prima che di punti comunque fondamentali.

Matteo Zizola

 

AL BAR DELLO SPORT

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Francesco Loddo
Francesco Loddo
29/10/2020 07:08

Si la dimostrazione è nella realizzativa del Cagliari ma anche nella fase difensiva per che non essendoci possesso palla come filosofia di gioco si rischia maggiormente, allora occorre più attenzione nella costruzione del gioco, in difesa nasce il gioco ma può anche subire l’avversario. Bravo di fra sei forte

Luigi Renzo
Luigi Renzo
28/10/2020 12:05

Condivido in pieno la vostra analisi per una squadra ancora orfana di due o tre giocatori per il progetto dell’allenatore . Se a gennaio il presidente Giulini farà uno sforzo ulteriore vedremmo il vero Cagliari . Renzo

Arturo
Arturo
27/10/2020 21:22

Viva il calcio italiano dei 3 tocchi e gol!

fiorenzo
fiorenzo
27/10/2020 16:42

Molto interessanti i dati su Marin.

Max
Max
27/10/2020 16:29

Ottima disamina