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Cagliari, la salvezza chiama e Pavoletti risponde presente

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Il peso delle azioni lo vedi alla fine dei giochi, quando non ci sono più appelli e parafrasando Boskov “arbitro fischia” per l’ultima volta. Ma per iniziare una rincorsa verso l’obiettivo che sembra tanto lontano quanto difficile da raggiungere da qualche parte bisogna pure cominciare. E nel calcio, quell’azione che può dare la svolta, e dal peso diverso rispetto a tutto il resto si chiama gol. Tra gli attaccanti del Cagliari c’è un interprete del mestiere che ancora una volta ha dimostrato di sapere come si fa e si chiama Leonardo Pavoletti.

Freddezza

Una partita di sacrificio, corsa e sportellate nel primo tempo. Stesso copione ma con più supporto da parte dei compagni nei secondi e decisivi 45’ contro la Sampdoria, ma soprattutto il gol dell’1-2 siglato con freddezza al 71’ mettendo di piatto sinistro il pallone alle spalle di Audero. Passano così in secondo piano le difficoltà figlie di una prima frazione che ha visto il livornese cercare di dare manforte alla risalita della squadra spesso schiacciata e che hanno prodotto una bassa precisione in termini di percentuale nei passaggi completati – 57%. Non solo il terzo gol in stagione ma anche i 4 recuperi e i 9.4 km corsi prima cercando prima di disturbare in fase di non possesso la costruzione avversaria e poi accompagnando sempre le transizioni offensive che hanno caratterizzato il secondo tempo isolano. Silenzioso ma cruciale, nel film diretto da Walter Mazzarri a Marassi, Leonardo Pavoletti ha interpretato il ruolo di attore non protagonista per gran parte della gara, per trasformarsi poi nell’eroe che conquista improvvisamente la scena.

Leader

Dopo gli anni complessi in cui infortuni e ricadute hanno caratterizzato la sua carriera, che aveva toccato il punto più alto nel 2019 con la chiamata in Nazionale e i 16 gol in campionato con la maglia rossoblù, Leonardo Pavoletti si è ripreso il Cagliari quando più contava. Anche nella passata stagione, dopo l’esonero di Di Francesco, tecnico mai entrato totalmente in sintonia con il giocatore dai tempi di Sassuolo, il numero 30 isolano aveva ridato la gioia della vittoria al Cagliari dopo più di due mesi senza i tre punti, segnando di testa contro il Crotone. Da quel momento arrivarono altri due gol, uno nella storica partita contro il Parma e uno nel delicato match contro il Benevento. Reti che hanno confermato la stoffa del leader del livornese, che con Semplici prima e Walter Mazzarri poi ha ripreso a sentirsi importante: “Obiettivo personale? A inizio stagione ho detto che volevo fare meglio dello scorso anno, ora sto giocando leggermente di più e spero di fare altre reti, l’importante che siano gol vittoria poi se non sono di testa poco male”. Anche senza la specialità della casa, l’ex Napoli ha raggiunto quota tre in stagione e sembra intenzionato a superare i quattro della passata annata: già contro la Roma e specialmente contro la Salernitana, il feeling con le marcature importanti sembrava essere stato ritrovato. Il gol alla Sampdoria, il sesto in carriera contro i blucerchiati ormai vittima preferita per distacco in Serie A, ha confermato le prove passate e dato più tranquillità – oltre che punti fondamentali, già 4 – a Mazzarri in un momento di forte difficoltà per il reparto offensivo rossoblù. L’assenza prolungata di Keita causa Coppa d’Africa e l’infortunio di Ceter, hanno tolto ulteriori soluzioni all’allenatore toscano che si è così di nuovo affidato per cause di forza maggiore alla coppia d’attacco formata da Joao Pedro e Pavoloso che nella passata stagione ha portato a una salvezza a larghi tratti insperata.

Il gioco della salvezza è ancora all’inizio e servirà il fischio finale della stagione per capire quanto peserà il gol di Pavoletti contro la Samp. Rimane comunque la consapevolezza che tra le acque difficili della zona retrocessione i rossoblù hanno una bussola su cui possono sempre contare in zona gol nonostante gli anni che passano, le difficoltà e gli avversari. L’attaccante livornese ha indicato un’altra volta la via per cercare di arrivare a riva, al resto della squadra spetta il dovere di seguirlo.

Matteo Cardia

 

 

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