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La rete decisiva di Daniele Conti

Cagliari, la Sampdoria come il Napoli del 2008: ripartenza per la salvezza

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Tredici, sei, due. Sulla ruota di Cagliari, a distanza di quattordici anni, è uscito lo stesso terno per la salvezza. Corsi e ricorsi, anche se la sola cabala non può essere il mezzo per raggiungere l’obiettivo. Il passato però aiuta almeno a sorridere, può dare morale, può far capire che l’impresa è possibile.

Numeri

Tredici, come i punti del Cagliari dopo la prima giornata di ritorno. Stesso bottino della squadra allenata allora da Ballardini dopo la vittoria contro il Napoli nel gennaio 2008. Sei come quelli raccolti con la stessa avversaria, in quella stagione furono i partenopei – battuti anche all’andata al San Paolo – e in quella attuale la Sampdoria, sconfitta prima alla Unipol Domus e poi a Marassi. Due come i gol che hanno sancito la rimonta della possibile svolta, quelli di Matri e Conti a rispondere al vantaggio di Hamsik nella storica sfida del Sant’Elia, quelli di Deiola e Pavoletti per i tre punti di Genova. Conti e Deiola, un sardo di adozione e un sangavinese doc, Matri e Pavoletti, i due terminali offensivi non sempre titolari e che diventano protagonisti con gol pesanti. Mazzarri come Ballardini, una speranza sia per l’ambiente che per il tecnico toscano che, come l’artefice della grande impresa del 2008, è pronto a ribaltare i pronostici della classifica. Anche grazie al mercato, sia in entrata sia soprattutto in uscita.

Gruppo coeso

Il Cagliari, che raggiunse la salvezza con una giornata d’anticipo, trovò con la vittoria in pieno recupero sul Napoli la scintilla per scrollarsi di dosso paure e sfortuna. Così i tre punti contro la Sampdoria potrebbero avere lo stesso effetto, un’inerzia positiva da sfruttare per rilanciarsi. A fare da grimaldello per la rincorsa dei rossoblù del 2008 fu anche il mercato di gennaio. Intanto con le partenze di chi non era parte del progetto né dal punto di vista tecnico né da quello mentale. Non mancarono gli scontri e le difficoltà dalle parti di Asseminello, con l’apice del duello rusticano tra Marchini e Foggia conclusosi con la cessione del primo. Non solo, fu puntellata la squadra con innesti mirati che portassero più fame che fama. Da Storari, arrivato dal Milan via Levante e alla ricerca di riscatto, a Jeda, attaccante prolifico in Serie B e decisivo per gli equilibri tattici offensivi di Ballardini. Passando ovviamente per Andrea Cossu, anima della squadra arrivato addirittura dalla Serie C, da quel Verona nel quale era finito praticamente fuori rosa. Diventa automatico pensare alla situazione con protagonisti Caceres e Godín, messi alla porta dalla società con il beneplacito di Mazzarri e sostituiti da ragazzi giovani, volenterosi e affamati come Lovato e Altare. Una partita non può essere la risposta a tutti i problemi, così come non di soli uruguaiani si sono nutrite le difficoltà del girone di andata, ma i precedenti sembrano rimarcare che a volte alcune scelte alla voce uscite possono dare più di quelle alla voce entrate. E che il gruppo e la sua coesione sono più importanti dei singoli.

Obiettivi

Il Cagliari di Ballardini riuscì a raccogliere ben 32 punti nel girone di ritorno, con ottime prestazioni e un ruolino casalingo senza sconfitte. Certo, in quella stagione gli scontri diretti erano abbastanza equilibrati tra casa e trasferta, con le vittorie contro Parma, Empoli e Torino al Sant’Elia e quella contro Livorno al Picchi, alle quali vanno aggiunte le sconfitte di Siena e Catania e il pareggio nell’ultima passerella casalinga contro la Reggina. Mazzarri, al contrario, si dovrà disputare tutte le partite contro le concorrenti per la salvezza lontano dalla Sardegna. La vittoria contro la Sampdoria, la prima fuori casa, è un segnale importante anche in vista delle gare che vedranno il Cagliari impegnato – in ordine sparso – a Salerno, Venezia, Genova sponda rossoblù, La Spezia, Salerno e Udine. Diventa così importante cercare imprese sulla carta più complicate, rendendo finalmente un fortino quella Unipol Domus finora violata fin troppe volte dagli avversari. A partire dalla sfida contro il Bologna – quando verrà giocata, ovviamente – e contro squadre più quotate come ad esempio Fiorentina e Lazio, messe sotto dal Cagliari formato Ballardini nel 2008. Per raggiungere la salvezza potrebbe bastare anche un ruolino di marcia meno clamoroso, la quota degli ultimi anni parla di una Serie A che si può mantenere al di sotto della classica quota 40. Con tredici punti all’attivo potrebbero bastarne altri 24 per terminare la stagione al quart’ultimo posto. Un’impresa, sì, ma solo puntando in alto si può trasformare l’inferno del girone d’andata in un paradiso chiamato salvezza. Come fece, d’altronde, il Cagliari di Ballardini.

Matteo Zizola

 

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