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Cagliari, la sfida salvezza di Mazzarri passa dai giovani

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Trasformare la sfortuna in opportunità è un pregio che può cambiare il proprio destino. Che sia per volontà o per costrizione, per buona sorte o per convinzione il Cagliari ha preso una strada nuova, la via dei giovani piuttosto che l’eccesso di esperienza a volte priva degli stimoli necessari per la lotta salvezza.

La meglio gioventù

L’undici messo in campo da Mazzarri nel pareggio contro la Fiorentina rappresenta un’inversione a U rispetto al passato. Un’età media di 24.7 anni, scesa a 23.63 con i cambi in corso d’opera. Un valore ben al di sotto di quello medio dell’intera Serie A, almeno guardando all’ultimo report dell’Osservatorio Cies che vede il campionato italiano a un valore di 27.3 anni nel secondo semestre del 2021. La sconfitta contro l’Udinese alla Unipol Domus per 4-0 è stata la chiave di volta delle scelte in casa Cagliari. Non solo le epurazioni che hanno portato all’addio di Godín e alla situazione da separati in casa con Caceres, ma anche il mercato che ha portato al loro posto prima Matteo Lovato e poi Edoardo Goldaniga, senza dimenticare Luca Gagliano. A dare la spinta definitiva al lancio dei giovani, inoltre, ci hanno pensato le positività e gli infortuni. Infine l’indicatore di liquidità che non ha permesso – e non permette – voli pindarici sul mercato, costringendo la società rossoblù allo stop e il tecnico a fare di necessità virtù.

Parola alla difesa

Contro la Fiorentina mancava il generale di 20 anni del giovane esercito. Andrea Carboni è ormai il veterano nonostante la carta d’identità reciti 2001 come anno di nascita. Ventuno presenze, titolarissimo sia con Semplici che con Mazzarri, il centrale di Tonara è il capitano senza fascia del gruppo che si è fatto largo fino ad arrivare in prima squadra. Al suo posto nella sfida contro i viola di Vincenzo Italiano non ha demeritato Adam Obert, slovacco classe 2002, alla prima presenza dall’inizio in Serie A dopo l’esordio proprio a Firenze nella gara d’andata. Personalità e voglia di emergere le caratteristiche messe in campo da Obert di fronte ai vari Ikoné e Gonzalez, chiunque è passato dalla sue parti ha dovuto fare i conti con la sua freschezza e con la sua attenzione. Sempre nel terzetto arretrato si è guadagnato la permanenza in Sardegna Giorgio Altare, il più “vecchio” della truppa giovane con i suoi 23 anni. L’esordio in Serie A negli ultimi minuti del pareggio contro il Venezia un lontano ricordo, l’ex Olbia si è messo in luce con la sua aggressività e attenzione da difensore vecchio stampo mettendo così da parte ogni dubbio nei suoi confronti. E come dimenticare il primo innesto del mercato di gennaio, quel Matteo Lovato mandato da Gasperini in Sardegna per raccogliere esperienza e minuti da protagonista. Non di primo pelo nonostante i 21 anni d’età, alle spalle una stagione importante a Verona agli ordini di Juric e i primi mesi di questa annata a Bergamo con l’esordio in Champions League ad Anfield Road. Lovato ha saputo prendersi subito le chiavi della difesa rimpiazzando un certo Godín, non senza miglioramenti evidenti per tutto il reparto.

Novità greca

Ormai parte integrante del calcio dei grandi, ma pur sempre giovani con margini di miglioramento importanti. Raoul Bellanova, classe 2000, ha dato un calcio alle perplessità dopo l’esordio in rossoblù contro il Genoa macchiato da diversi errori. Un infortunio che ne ha rallentato l’esplosione in quel di Bordeaux, ma appena ha trovato continuità e minutaggio ha saputo cogliere la palla al balzo e impadronirsi della fascia destra. Anche nel periodo più buio del Cagliari Bellanova è stato l’elemento comunque positivo, l’esempio da prendere per le scelte future anche nel mercato di gennaio. Nella stessa fascia ha avuto una certa flessione – sia di rendimento che di utilizzo – Gabriele Zappa. Scuola Inter, dopo l’exploit agli esordi in rossoblù con Di Francesco l’esterno ex Pescara ha piano piano perso terreno, ma con i suoi 22 anni compiuti lo scorso dicembre ha ancora il tempo dalla sua parte. Contro la Fiorentina ha poi fatto il suo esordio in Serie A Christos Kourfalidis, apparso subito pronto per dire la sua nel massimo campionato. Difficile pensare il contrario quando, in appena 22 minuti, un ragazzo del novembre 2002 mette a tabellino ben 4 recuperi – solo Zappa ne ha raccolti di più, ma giocando tutta la gara. Già nella partita di Coppa Italia contro il Sassuolo il centrocampista greco della Primavera di Agostini aveva messo la pulce nell’orecchio di Mazzarri, lasciando intravedere qualità che portano a dubbi sull’effettiva necessità di innesti in mezzo al campo.

Ritorno al futuro

Attende la propria occasione Riccardo Ladinetti, 21 anni e tanta voglia di recuperare il tempo perduto. La sfortuna gli ha tolto la possibilità di calcare nuovamente i campi di Serie A dopo l’esordio con Walter Zenga in panchina, i problemi cardiaci come causa di un mancato utilizzo che sarebbe probabilmente già arrivato con Mazzarri alla guida. Prima presenza sfiorata contro la Fiorentina quando, pronto a entrare, si è poi dovuto sedere nuovamente in panchina per far posto a Luca Gagliano. Proprio l’attaccante tornato dal prestito di Avellino è un altro dei giovani che spingono per trovare maggiore spazio. Come il centrocampista di Sanluri così il classe 2000 di Alghero cerca di riprendere la strada intrapresa con Walter Zenga, dall’esordio contro la Lazio al gol e assist contro la Juventus. I minuti raccolti nelle ultime giornate gli hanno garantito da regolamento la permanenza in Sardegna, ora l’obiettivo è quello di convincere Mazzarri a dargli sempre più spazio come alternativa a Pavoletti.

Avanti un altro

Finora hanno visto dalla panchina, ma anche loro sono pronti a dire la loro nel futuro. Altri ragazzi della Primavera di Alessandro Agostini aspettano la loro occasione. Dal moldavo Iovu a Palomba, da Cavuoti a Tramoni jr. passando per i vari Delpupo, Desogus, Conti e Carboni, tanti sperano che la classifica possa dare la tranquillità necessaria per raccogliere la prima presenza in Serie A. Un Cagliari ringiovanito che apre anche a nuovi interrogativi, se davvero sia il caso di andare a cercare sul mercato nuovi innesti o se, al contrario, provare a lanciare i talenti cresciuti in casa non possa essere la soluzione. Tra la necessità di esperienza e il rischio di bruciare le tappe con troppa fretta, caricare di responsabilità i ragazzi rossoblù potrebbe essere rischioso, soprattutto quando i punti diventeranno ancora più pesanti.

Matteo Zizola

 

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