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Cagliari, l’attacco chiama il mercato: serve una spalla per Joao Pedro

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Tra le due carte tenute in mano da Walter Mazzarri al tavolo della Serie A c’è sempre stato un asso. Una carta dal valore sicuro, il più alto che si possa avere e che porta il nome di Joao Pedro, unica sicurezza del reparto avanzato rossoblù. La seconda carta, invece, è sempre stata meno alta anche se potenzialmente vincente: Keita e Pavoletti si sono alternati nei turni di gioco e non sempre, al momento di scoprire le carte, le cose sono andate bene.

Tra novità e passato

Keita Balde sembrava essere la spalla ideale per un giocatore come il capitano del Cagliari ma soprattutto un attaccante in grado di portare in casa rossoblù quell’imprevedibilità che nelle ultime stagioni era mancata. Capace di puntare e saltare l’uomo, di servire il compagno al momento giusto e di essere freddo sotto porta: un identikit che tanto si basa sull’esperienza laziale del senegalese cresciuto nella cantera del Barcellona ma anche su quella che sembrava essere stata la stagione del suo definitivo riscatto, giocata con la maglia della Sampdoria. Sette reti e due assist siglate tra il 2020 e il 2021 e che hanno convinto il Cagliari a fare uno sforzo economico e assicurarsi, nel finale di mercato, le prestazioni del giocatore strappandolo proprio alla Samp. L’inizio di annata è stato positivo, con la conferma di come la buona intesa con JP non fosse così difficile, poi i gol contro Lazio, Sampdoria e soprattutto Sassuolo sembravano aver spianato definitivamente la strada al numero 9 che però, nelle successive partite, è sembrato quasi scarico, non solo fisicamente. La situazione complessa di classifica e l’aria pesante nello spogliatoio potrebbero aver complicato il percorso di presa di fiducia del giocatore che nelle ultime due partite è partito sempre dalla panchina e non va a segno da sei gare. La convocazione per la Coppa D’Africa con il Senegal costringerà Mazzarri a non avere a disposizione l’attaccante per più settimane: lontano da Cagliari però Keita potrebbe ritrovare gli stimoli per diventare importante al ritorno in Sardegna, se le strade non si divideranno. L’unica alternativa certa rimarrà quindi Leonardo Pavoletti. Con il dubbio Gaston Pereiro, provato contro la Juventus da seconda punta ma sotto la lente d’ingrandimento del mercato, e la poca fiducia riposta su Ceter, spetterà al livornese – salvo sorprese – affiancare Joao Pedro nell’attacco che affronterà la Sampdoria il sei gennaio prossimo. Due gol e un assist in stagione, il primo contro la Roma e il secondo nella sfida alla Salernitana da subentrato. Dopo le prime due partite di campionato, ancora sotto la gestione Semplici, Pavoletti ha più volte lasciato il posto al collega nuovo arrivato. La condizione fisica non perfetta, lo sforzo richiesto da Mazzarri in fase di non possesso e la predilezione per gli attacchi in transizione hanno cambiato le gerarchie che dopo il girone di ritorno della passata stagione sembravano aver rimesso al centro la punta ex Napoli. Nonostante in passato la presenza di Pavoletti in campo abbia dato, soprattutto in area di rigore, maggiore libertà di azione a Joao Pedro, al Cagliari servirà comunque intervenire sul mercato per dare almeno un’alternativa in più all’allenatore e una spalla ideale al capitano.

Opportunità

Il Cagliari ha bisogno di gol ma anche di fame. Una caratteristica cruciale che non sempre però viene fuori a seconda del momento di carriera di ogni giocatore. Joao Pedro ha dimostrato di sapersi adattare alle volontà tattiche dei differenti allenatori ma soprattutto ai compagni di reparto. In questa stagione, complice l’utilizzo maggiore, la maggior parte dei gol siglati fino a questo momento – 6 su 9 – sono arrivati con Keita in campo. Il senegalese è capace di portare via l’uomo, di attaccare la profondità ma anche di capire quando fare un passo indietro per lasciare attaccare gli spazi al compagno. Situazioni viste meno negli ultimi tempi, con un Cagliari spesso costretto a stare dietro la linea della palla e faticare nella costruzione di azioni offensive. La rivoluzione annunciata dopo la partita contro l’Udinese è partita dalla difesa, per trovare invece soluzioni dal centrocampo in su molto dipenderà dalle volontà tattiche di Mazzarri: se l’intenzione sarà quella di provare il 3-4-2-1, definito come il modulo preferito dal tecnico toscano, il Cagliari potrebbe buttarsi su un profilo capace di tenere alta la squadra ma soprattutto di attaccare la profondità e il primo palo con aggressività, anche per dare più incisività alla produzione sulle fasce – proveniente specialmente dall’out destro. Se invece il tecnico toscano opterà per il 3-5-2 o il 4-4-2 spesso utilizzato, allora Capozucca potrebbe cercare un giocatore offensivo più simile a Keita, in grado di dialogare anche nello stretto con il capitano rossoblù e soprattutto di creare superiorità numerica.

La difficile realtà economica del momento e la concorrenza delle dirette concorrenti per la salvezza sul mercato rendono il panorama del Cagliari difficile. Capozucca, mossosi in netto anticipo per il reparto difensivo, dovrà essere capace di agire nel breve periodo per consegnare subito a Mazzarri un’alternativa valida, capace di dare al tecnico toscano una buona mano da scoprire al momento giusto sul tavolo da poker della Serie A.

Matteo Cardia

 

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