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Cagliari, le cinque mosse salvezza di Semplici

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“100% completed”. Concentrazione, astuzia, strategia e costanza. Poi, l’impresa. Col suo joypad rossoblù tra le mani, Leonardo Semplici ha superato i diversi livelli del suo ultimo videogioco cagliaritano, raggiungendo una salvezza impossibile da pronosticare al momento del suo arrivo nell’isola.

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Level 1: “Gruppo”

Rossoblù al centro del campo. Uniti. Abbracciati. Un rituale ripetuto dopo ogni gara e a prescindere dal risultato. La sintesi perfetta del grande lavoro svolto dal tecnico toscano sullo spirito, sul carattere e sulle motivazioni di ogni singolo giocatore avuto a propria disposizione. Nel lungo e tortuoso cammino di questa stagione, l’ex allenatore della Spal ha avuto il coraggio e la forza di prendere per mano una squadra fino a quel momento smarrita, accompagnandola verso la meta Serie A e creando un gruppo coeso. Un “noi” in cui ogni attore, protagonista e non, ha avvertito immediatamente la più classica delle iniezioni di fiducia. Perché nelle difficoltà – si sa – nascono sempre le opportunità.

Level 2: “Bomber”

“È stato rimesso Leonardo Pavoletti al centro del villaggio”, verrebbe da dire parafrasando la più celebre citazione del Rudi Garcia romanista. In gol contro Parma e Benevento e titolare in 11 delle 14 sfide vissute con Semplici in panchina, l’attaccante livornese è uno dei simboli principali dell’impresa sarda. Un giocatore riuscito in questo finale di campionato a spolverare via dalle proprie spalle le lunghe ombre di un recente passato fatto di cadute, infortuni e di un’incessante caccia alla miglior forma fisica. Lo scoglio offensivo al quale l’undici rossoblù si è aggrappato nelle sfide più decisive dopo i tanti rumors di mercato invernale che lo avevano visto vicino al doloroso addio dall’isola.

Level 3: “Difesa”

Ordine, equilibrio, una tipica formula “a tre” e il giusto mix tra carismatici senatori e giovani esplosivi. Così Semplici ha ridato vigore ad una linea difensiva parsa troppe volte in difficoltà nella prima parte di questa stagione. Con “El Flaco” Diego Godin finalmente formato leader e trascinatore e un Luca Ceppitelli ritrovato, il tecnico cinquantatreenne ha poi deciso di puntare con decisione sul giovane “canterano” Andrea Carboni, credendo nelle qualità di un gioiellino made in Sardinia che già nella scorsa stagione aveva fatto intravedere le proprie doti. Una scommessa vinta in una retroguardia che ha nell’ultima gara contro il Milan la fotografia perfetta della sua inattesa rinascita.

Level 4: “Leoni”

Con la fame di un leone. Vedere per credere l’esultanza dopo il decisivo gol dell’1-1 in casa del Napoli del 2 maggio scorso. Se provate a cercare sul dizionario 20-21 rossoblù la parola “tuttofare”, ecco accanto alla definizione del termine la fotografia di Nahitan Nandez. Mezzala, sulla fascia sinistra o, soprattutto, su quella destra. Una zona ricoperta in 14 occasioni nei 37 turni di campionato finora andati in scena. L’uruguaiano si è insomma rivelato quel tipico jolly di centrocampo su cui Semplici ha incentrato la produzione della manovra offensiva del suo Cagliari. Un combattente vero nella sfiancante guerra salvezza vinta dagli isolani.

Level 5: “Schiettezza”

“Non abbiamo ancora fatto niente”. “Il cammino è ancora lungo”. “Non pensiamo di aver già raggiunto il traguardo”. Quasi dei mantra continui dopo il successo all’ultimo respiro col Parma. Frasi che, se avesse potuto, il tecnico sbarcato in Sardegna a febbraio avrebbe volentieri dipinto a caratteri cubitali nei vari ingressi di Asseminello. Il luogo in cui Semplici ha di fatto costruito una personalissima remuntada. Colloqui con i giocatori, elogi alla forza tecnica e caratteriale del gruppo e un unico, grande obiettivo costantemente ricordato. Quella salvezza raggiunta domenica scorsa che, ora più che mai, lascia sulla bocca del toscano il dolce retrogusto del miracolo sportivo.

Alessio Caria

 
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