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Rolando Maran in campo ad Aritzo

Cagliari, l’inverno non sorride a Maran

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La prima parte della stagione fredda non ha regalato soddisfazioni ai rossoblù, confermando la tradizione che vede in gennaio il periodo nero delle stagioni maraniane.

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Ma tu che vai, ma tu rimani
Vedrai la neve se ne andrà domani
Rifioriranno le gioie passate
Col vento caldo di un’altra estate”

(Inverno, Fabrizio de Andrè – 1968)

Non si può certo dire che la prima metà dell’inverno porti bene a Rolando Maran. Lo dicono i numeri, d’altronde: e sono impietosi, se si va a fare un calcolo sull’ultimo lustro passato in panchina dall’allenatore trentino. Sono 27 in totale le partite giocate tra il 21 dicembre e il 31 gennaio negli ultimi cinque anni di carriera, tra Cagliari e Chievo, contando Serie A e Coppa Italia. Ebbene, sul totale sono addirittura 20 le sconfitte, con una percentuale del 74 per cento che rende senz’altro nerissimo il periodo tra Natale e la Candelora. Altro che blue monday, per Maran il mese di gennaio è tradizionalmente negativo, come dimostrano le statistiche relative all’ultimo quinquennio: 20 ko, 5 pareggi e 2 vittorie, entrambe sulla panchina del Chievo, contro Bologna (2015-16) e Lazio (2016-17). Manca ancora il successo in rossoblù e, dopo il recente precedente di una settimana fa, le circostanze rendono complicato che questo possa arrivare a Milano contro l’Inter di Conte, che a San Siro quest’anno ha perso solo contro la Juventus di Sarri.

QUANTI REGALI SGRADITI – Gennaio mese durissimo, quindi per Maran che anche quest’anno non è riuscito a cambiare il trend. Tutto ha avuto inizio a Torino contro la Juventus, con il suo Cagliari capace di reggere l’urto di CR7 e soci per 50 minuti, prima di regalare il vantaggio al portoghese grazie alla topica di Klavan. Poi lo 0-2 interno contro il Milan di Ibrahimovic, con altri due “regali” all’attacco rossonero, come spesso ripetuto dal tecnico trentino. Generosità e altruismo ripetuto, pervicacemente, anche contro l’Inter nella sfida di Coppa Italia, con il disastroso retropassaggio di Oliva sfruttato dal rapace Lukaku dopo poco più di 20 secondi di gioco, per il primo dei 4 gol con cui i nerazzurri hanno battuto Nainggolan e compagni. Un’emorragia di punti fortunatamente interrottasi a Brescia, nonostante qualche aspetto negativo da non sottovalutare come l’ennesimo giallo comminato a Pisacane, che salterà dopo la Juventus anche il match contro l’Inter, oltre ai ko subiti da Rog e Cerri, entrambi alle prese con una distrazione muscolare ai flessori della coscia sinistra. I due salteranno con certezza le prossime due gare contro nerazzurri e Parma, ma pure le sfide contro Genoa e Napoli sono in forte dubbio.

“HA DA PASSÀ ‘A NUTTATA”…Eppure, nonostante gli eventi sembrino seguire una direzione contraria, sono in tanti a sperare che il pareggio di domenica potrebbe aver segnato la svolta nella stagione del Cagliari, a cominciare dallo stesso Maran che fino a qualche giorno fa continuava a ripetere ai suoi di dimenticare il blackout mentale di Lecce (con i rossi a Cacciatore e Olsen) e quello contro la Lazio, con l’uno-due firmato Luis Alberto-Caicedo che pose fine alla striscia di 13 risultati utili consecutivi dei rossoblù. Ora il punto del Rigamonti ha bloccato la serie di 5 ko, fungendo da utile brodino in un momento no ma, soprattutto, da piccolo punto di partenza per una squadra che durante la stagione ha saputo dire la sua anche contro formazioni di prim’ordine, come Napoli e Roma. A quel Cagliari dovranno riguardare i rossoblù, cercando di essere superiori alle difficoltà. D’altronde, anche De Andrè lo diceva: “Rifioriranno le gioie passate, col vento caldo di un’altra estate”. Con la speranza, per Maran e soci, di non dover aspettare i primi caldi estivi per tornare a festeggiare. Ma a Cagliari, si sa, spesso anche a gennaio il sole regala un bel tepore.

Francesco Aresu

 
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