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Cagliari, lo specialista salvezza Pavoletti chiama Mazzarri: vuole un posto da titolare

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Gol, sponde ma anche tante imprecisioni. Leonardo Pavoletti non partiva titolare dalla seconda partita di campionato contro il Milan: quello contro la Roma è stato un ritorno da protagonista, 90’ che hanno ridato a Mazzarri certezze su una delle principali alternative dell’attacco rossoblù.

Partita da protagonista
Il livornese aveva giocato novantadue minuti totali nelle sette gare che hanno preceduto il match dell’Unipol Domus contro gli uomini di Mourinho. Poco lo spazio concesso dal tecnico ex Torino, deciso a puntare sulla coppia Keita-Joao Pedro, capace di assicurare più dinamicità all’azione offensiva, e in attesa che il numero 30 ritrovasse la forma ideale per giocare con continuità. La decisione di schierare il centravanti contro la Roma ha pagato. Pavoletti è stato l’uomo che ha corso di più per il Cagliari – 11.204 km – ed è stato capace di alternare il proprio spartito a seconda dei bisogni degli isolani: votato al sacrificio in fase difensiva come vertice alto del 4-5-1, lottatore sulle palle alte con i centrali giallorossi e centro di gravità permanente nell’area di rigore degli avversari. Una presenza costante che ha reso Pavoletti l’uomo più pericoloso degli isolani: tre i tiri in porta effettuati su tre totali tentati, altrettante occasioni da gol create, due passaggi chiave. Numeri che testimoniano una partita da protagonista, nonostante oltre al primo gol stagionale sia arrivata sui piedi dello stesso giocatore una delle occasioni migliori che avrebbero potuto portare il Cagliari sul 2-0 prima del pareggio di Ibañez. Classici pregi e difetti di un giocatore di cui il Cagliari ha dimostrato di aver bisogno.

Alternativa o titolare?
La prestazione nel turno infrasettimanale è stata un messaggio chiaro al tecnico rossoblù. Dall’inizio o in corsa, Pavoletti ha voluto proporsi come un’alternativa reale. Quella del livornese potrebbe tornare ad essere una soluzione certa nel mazzo di carte offensivo isolano, utilizzabile differentemente in base all’approccio previsto per la gara da giocare e non solo un modo per far rifiatare Keita. Tuttavia, al momento, il senegalese sembra partire in vantaggio nelle preferenze di Mazzarri: per tecnica e rapidità, il numero 9 isolano è ideale nelle transizioni offensive richieste da alcune situazioni di gioco tipiche dell’allenatore, anche se meno impattante fisicamente negli ultimi metri davanti alla porta. Per una squadra ancora alla ricerca del perfetto equilibrio e che vede negli esterni di centrocampo e di difesa fonti di gioco importanti, passare al tridente sembra un’utopia. Il sistema, già tentato durante l’era Di Francesco, costringerebbe inoltre Joao Pedro ad allontanarsi di nuovo dalla porta: un fatto che potrebbe portare più verso conseguenze negative che positive.
Corsa, carattere e pericolosità. Pavoletti ha ritrovato la condizione e la titolarità per 90’: ora esperienza e la sua concorrenza, unite alla continuità, potrebbero essere determinanti per il futuro della stagione del Cagliari.

Matteo Cardia

 

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