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Cagliari, Makoumbou da diga e Viola jolly di qualità: la mossa giusta di Liverani

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In un caldo pomeriggio dell’agosto cagliaritano dare respiro alla squadra poteva essere uno dei compiti più ardui da assolvere per il centrocampo rossoblù. Invece, dopo un pre-campionato ricco di affanni, nel primo turno di Coppa Italia vinto dal Cagliari contro il Perugia quello della metà campo è stato il reparto che ha mostrato più luci che ombre. Segnali importanti che potrebbero trasformarsi in un sottile ottimismo in attesa del rientro dei diversi assenti.

Spostamenti

Contro gli umbri Liverani ha provato a mischiare le carte in tavola, assecondando le sicurezze dei giocatori. Su tutte quelle di Antoine Makoumbou, schierato davanti alla difesa a dare ritmo e impostazione alla squadra. Al suo fianco Nicolas Viola, spostato in posizione di mezzala con licenza di offendere. Dall’altra parte, invece, Nunzio Lella, chiamato a offrire i propri polmoni e le proprie doti in fase di rottura per coprire le spalle al duo con maggiori qualità tecniche. Un lavoro oscuro quello dell’ex Olbia, che tra i tre giocatori della metà campo è quello che ha subito più la pressione dell’impegno, finendo per perdere le misure nella prima metà del secondo tempo, quando il Perugia ha preso ancora più fiducia fino a trovare il gol dell’1-2 con Di Serio. Malgrado le difficoltà, rispetto alla gara con il Leeds il cambio di passo è stato evidente, sia per pulizia che per sicurezza nella prima fase di costruzione. Merito soprattutto di un Makoumbou che fino all’inizio del secondo tempo non ha sbagliato un suggerimento verso i compagni, facendosi sempre trovare sulla linea giusta per ricevere il pallone, ma soprattutto uscendo brillantemente dagli accenni di pressione degli uomini di Castori. Il lavoro del nazionale congolese ha permesso a Viola di avere più spazi e di agire più da rifinitore. Il nuovo numero 10 rossoblù ha visto spostare il suo raggio d’azione quasi a ridosso della trequarti, avendo così meno compiti in copertura rispetto alle prime uscite, quando l’assenza di velocità e di prontezza fisica si è resa più evidente. L’ex Benevento si è potuto così riscattare dopo le prime difficili uscite e il gol decisivo su punizione potrebbe essere la chiave per aprire le porte a una condizione fisica – e soprattutto mentale – migliore in vista del campionato. 

Futuro

Non è tutto oro ciò che luccica, ma a una settimana dall’esordio di Como il centrocampo sembra essere il reparto con meno incertezze. Quella più grande sembra essere la condizione fisica. I chilometri in più nelle gambe di Makoumbou, grazie a una stagione iniziata anticipatamente con il Maribor, si fanno ancora vedere rispetto ai compagni di reparto. Soprattutto in fase di non possesso e nelle situazioni in cui la squadra è costretta a scappare all’indietro per dare una mano in copertura. Quello del fiato e delle energie fisiche sarà un tema centrale in un inizio di stagione in cui i rossoblù potrebbero dover attendere ancora per i rientri dei diversi interpreti fermi ai box, su tutti Marko Rog e Nahitan Nandez. Per questo, il recupero definitivo di Deiola, entrato a partita in corso contro il Perugia, potrebbe essere una delle notizie migliori per il tecnico romano verso la gara contro Cerri e compagni. Il sangavinese assicura più esperienza e cattiveria rispetto a Lella, che avrà bisogno di tempo per crescere e lasciar sfilare via le difficoltà del salto di categoria, ma soprattutto può dare quella quantità che in un centrocampo di maggiore tasso tecnico può essere determinante in termini di equilibrio, parola tra le più importanti nel vocabolario calcistico di Liverani. Un compito che potrebbe essere assolto da Rog in futuro. Il croato, tuttavia, avrà bisogno di tempo per costruire la propria condizione fisica dopo un ritiro pre-campionato reso complesso dalle voci di mercato e dai problemi fisici patiti da luglio in poi. Discorso simile per Nandez, su cui però pende ancora la spada di Damocle di una possibile partenza verso la Serie A. L’uruguaiano potrebbe però essere utile alla causa almeno nelle prime giornate di campionato, quando una possibile trattativa per la sua uscita (qui la situazione) potrebbe non essersi ancora concretizzata. Liverani così si troverebbe ad avere diverse soluzioni, senza contare il possibile apporto di un Christos Kourfalidis rimasto più in ombra nel corso della preparazione ma che ha già dimostrato di poter dire la sua nel mondo dei grandi in alcuni sprazzi della passata stagione. In una squadra che sia in avanti che nelle retrovie sembra aver bisogno ancora di tempo per trovare i punti di riferimento definitivi, il centrocampo potrebbe essere il reparto chiave per iniziare con meno difficoltà la complessa corsa a tappe della Serie B.

Matteo Cardia

 

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