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Cagliari, Maran spalle al muro

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Il punto della situazione nella crisi del Cagliari.

Cagliari in crisi nera di prestazioni e risultati, al di là delle parole di circostanza. Il prossimo bivio, per l’allenatore Maran e la squadra, si chiama Parma. Sabato alle 18, alla Sardegna Arena, match da non sbagliare, anzi da vincere, come ha detto lo stesso tecnico nell’intervista post-sconfitta in casa del Milan. Ormai c’è poco da nascondere e difendere, ci si gioca la vita (sportiva).

La società porta avanti le riflessioni iniziate in realtà già durante la sosta natalizia e rafforzate in seguito al 2-2 casalingo contro l’Empoli. Rinfocolate, poi, dalle tre sconfitte consecutive senza gol all’attivo. A parole (pubbliche e private) il club conferma incondizionatamente Maran, ma è indubbio che una non vittoria contro il Parma, magari senza inversione di tendenza a livello di atteggiamento e gioco proposto, renderebbe davvero difficile la posizione della guida tecnica.

In questo momento Maran prosegue il suo lavoro, ed è chiamato a uscire dalla crisi assieme al gruppo, anche perché lo stesso presidente aveva chiesto “almeno tre punti” nel trittico che proprio i gialloblù emiliani completeranno nel prossimo weekend. Insomma, una vittoria terrebbe fede alla tabella di marcia e allungherebbe la storia.

La permanenza di Maran, come accade a diversi colleghi in altre piazze (anche più prestigiose) è fondamentalmente legata a questioni economiche, visto ciò che un cambio comporterebbe. Situazione identica a quella della stagione scorsa, quando dopo aver cambiato Rastelli con Lopez si andò avanti sino alla fine con l’uruguaiano, nonostante il precipitare degli eventi. Gli eventuali sostituti su piazza, poi, non entusiasmano. Ecco perché, se nelle prossime settimane si dovesse prendere in considerazione un avvicendamento, la prima opzione potrebbe rivelarsi la proverbiale soluzione interna.

Fabio Frongia