agenzia-garau-centotrentuno
mazzarri-cagliari

Cagliari, Mazzarri cerca continuità contro una Fiorentina ferita

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram
eclipse-cagliari

Fiorentina-Cagliari non è mai stata una partita semplice per i colori rossoblù. Se a fine anni Sessanta quella tra toscani e sardi era una sfida per i primi posti della classifica, a distanza di sei decadi di quei fasti è rimasto soltanto il fascino sbiadito di qualche fotografia dell’epoca.

Viola di rabbia
Al giorno d’oggi la Viola si trova nel limbo di color che son sospesi tra ambizioni grandiose ed europee e la dura realtà fatta di anni a ristagnare a metà della classifica, se non addirittura a rischiare la retrocessione tra i cadetti. E non certo meglio può sentirsi il Cagliari, con una crisi di risultati e di gioco con cui Walter Mazzarri sta facendo i conti, provando a risvegliare un ambiente tornato a respirare aria finalmente buona soltanto domenica dopo la vittoria contro la Sampdoria. L’oggi parla di due sconfitte consecutive tra le mura amiche per la squadra di Italiano, seppur contro Inter e Napoli, cui si aggiunge il ko non certo rassicurante di lunedì notte al Penzo di Venezia. A ciò si lega, indissolubilmente, un momento di generale nervosismo dovuto alla querelle sul mancato rinnovo del contratto di Dusan Vlahovic, uno che quando vede il Cagliari spesso si accende: i primi due gol del serbo in Serie A arrivarono contro i rossoblù, così come fu suo l’unico gol che decise la sfida della scorsa stagione.

Precedenti agrodolce
Insomma, se si considera il comprensibile momento positivo a livello di umore in casa Cagliari dopo aver finalmente tolto il tappo alla bottiglia chiamata vittorie, le condizioni per fare bene all’Artemio Franchi ci sarebbero tutte. Andando a ritroso agli ultimi precedenti, i dati fanno oscillare tra un cauto ottimismo e la sensazione di dover cambiare qualcosa. Iniziando dai risultati: il Cagliari non segna al Franchi dal 21 ottobre 2018, quando Leonardo Pavoletti – due reti in carriera a Firenze con la maglia rossoblù, compreso quello che nel 2017-18 valse la salvezza – in scivolata deviò alle spalle di Lafont il pallone crossato da destra da Faragò, per l’1-1 definitivo dopo il rigore trasformato 9 minuti prima da Veretout. Da allora due clean sheet per la porta viola, cui si somma lo 0-0 dello scorso maggio all’allora Sardegna Arena. L’ultima rete segnata in assoluto dai rossoblù ai viola è il bolide con cui Nainggolan firmò il momentaneo 5-0 che segnò, probabilmente, il picco più alto della stagione 2019-20. Da allora digiuno assoluto, aspetto che Mazzarri vuole necessariamente mutare: la sua tradizione da allenatore al Franchi non è floridissima, con sole tre vittorie (una con l’Inter e due con il Napoli), ma nell’ultimo scontro con la Fiorentina il suo Torino portò a casa i tre punti (2-1), con gol della bandiera per i toscani firmato da Caceres, che curiosamente ha ritrovato la via del gol domenica mattina contro la Samp nella gara griffata da Joao Pedro e Keita Baldé.

Tra gol e kryptonite
I due attaccanti hanno un rapporto assai differente con il viola degli avversari. Se per il brasiliano l’effetto è lo stesso provato dagli attori di teatro, per il senegalese sortisce l’esatto opposto: Keita ha nella Fiorentina il bersaglio preferito: 8 gare disputate con 6 vittorie e 2 sconfitte, un assist e 4 gol di cui 2 all’Artemio Franchi (entrambi con la maglia della Lazio). Chissà che questa tradizione positiva non possa scuotere Joao, che invece in terra toscana non ha mai provato l’ebbrezza di segnare un gol, anzi. Al Franchi è sempre stato sostituito prima del 90′, con la macchia del rigore sbagliato nella sfida della scorsa stagione: parata di Dragowski, Cagliari che resta a secco, prima del già citato gol di Vlahovic a decidere il match. Insomma, una vera e propria kryptonite per JP10 che, però, stavolta arriva a Firenze carico dalla doppietta di domenica e con una leggerezza mentale mista a concretezza che il mese di ottobre gli ha sempre riservato. Fin qui sono 6 i gol segnati dal capitano in queste prime 8 partite, a uno soltanto di distanza dai 7 in 9 partite siglati da Muzzi nel 1998-99: c’è tutto per rompere il sortilegio e dare continuità a un Cagliari che, come in questo momento, ne ha bisogno più dell’ossigeno.

Francesco Aresu 

 

Al bar dello sport

1 Commento
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti