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Cagliari, Mazzarri chiama Baselli: è l’uomo ideale per il centrocampo?

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Un solo gol e tanta fatica in entrambe le fasi. Il centrocampo del Cagliari, nonostante l’acquisto di Strootman e le conferme di Marin e Nandez è entrato in un tunnel da cui sembra difficile uscire. Un quadro che ha convinto Walter Mazzarri ad alzare la cornetta per digitare un numero salvato dai tempi del Torino, quando il tecnico toscano poté capire il valore di un allora giovane centrocampista strappato dai granata all’Atalanta: il telefono che ha cominciato a squillare è quello di Daniele Baselli, oggi in cima alla lista dei desideri rossoblù per la seconda parte di stagione.

Quantità e qualità
Classe 1992, Baselli ha dimostrato soprattutto, nelle prime stagioni in maglia granata, il suo valore e la sua duttilità a centrocampo. Non un regista puro ma un giocatore abile nel dare e nel dettare il ritmo, oltre che in grado di dire la sua in entrambe le fasi: accompagnare l’azione offensiva e la conclusione dalla distanza, sono punti forti presenti nell’identikit del centrocampista cresciuto nel vivaio atalantino, così come le buone intuizioni in fase di interdizione. Con Mazzarri in panchina, Baselli ha attraversato il suo periodo migliore in maglia Toro: sessantacinque partite totali, sei gol – di cui quattro nella stagione intera 2018-2019 – e mai una espulsione, anche se il giallo è arrivato con costanza, segno di una aggressività a volte trasformatasi in irruenza. Una peculiarità che però non sembra essere considerata un difetto dal tecnico toscano, che nella lotta salvezza avrebbe bisogno di profili in grado di rispondere con il giusto piglio alla chiamata in battaglia. Il neo principale rimane comunque la condizione fisica del giocatore: nelle ultime tre stagioni le partite giocate sono state poche: a fine 2019, prima un infortunio al ginocchio e poi al polpaccio ne hanno cominciato a minare l’utilizzo poi, dopo l’interruzione causa Covid, è arrivata la rottura parziale del legamento crociato che ha tenuto lontano dei campi Baselli per l’ultima parte di stagione 2019-2020 e per tutta la prima fase di quella 2020-2021, annata in cui al rientro non è mai riuscito a trovare continuità. Con Juric, invece, non sembra essere scoccata la scintilla e oltre a un piccolo problema fisico di inizio stagione, la scelta di tenere in panchina o non convocare il centrocampista non è stata mai forzata da fattori esterni.

Possibilità
Così, la pista che porterebbe a Cagliari il giocatore si è aperta sin da prima dell’inizio della sessione invernale del mercato. L’allenatore che lo ha messo al centro del suo progetto nel Toro incarnerebbe la legge dell’attrazione ma le sirene provenienti da Granada e la possibilità di cambiare totalmente scenario dopo anni difficili restano sullo sfondo e affascinano il ventinovenne nativo di Manerbio. La scadenza del contratto nel 2022, inoltre, non ha solo fatto muovere il Cagliari: anche Genoa e Venezia, dirette concorrenti nella lotta per non retrocedere, avrebbero sondato il campo per rimpolpare di qualità e quantità il proprio centrocampo. Al momento, il ds Capozucca sembra essersi mosso in anticipo rispetto alle altre pretendenti. Avere un nome in più in mediana non solo consentirebbe al Cagliari di provare a risolvere i problemi del reparto, ancora troppo poco produttivo, ma anche di potersi muovere in uscita con più tranquillità. Le prossime ore saranno decisive per una scelta che potrebbe essere determinante per la carriera stessa del giocatore, arrivato ormai alla soglia dei trent’anni ma con ancora potenziale da esprimere.

Matteo Cardia

 

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