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Cagliari, Mazzarri contro la Roma deve ripartire dal centrocampo e dal gioco

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Come in tutte le storie la verità sta nel mezzo. È lì che si creano i presupposti per il finale, qualsiasi esso sia. E il finale di Cagliari-Fiorentina non è stato dei migliori, perché nel proprio centrocampo gli isolani non hanno trovato i protagonisti in grado di cambiare il corso degli eventi. Uno scenario non nuovo, e che già contro la Roma gli isolani dovrebbero provare a stravolgere.

Firenze e non solo

Marin e Deiola in mezzo, Nandez e prima Zappa, poi Bellanova, esterni sul lato destro. Quattro gli uomini che hanno composto la linea mediana al Franchi, finiti in balia di un centrocampo gigliato che si è preso il palcoscenico: Torreira, Maleh e Bonaventura sono stati il collante del gioco toscano, costruito su concetti semplici ma precisi. Centoquarantotto i passaggi positivi della squadra di casa contro i novantuno degli isolani, effettuati con un uomo in più; quattro, le occasioni create dai centrocampisti viola, 0 quelle del Cagliari; diciotto palle perse contro le ventotto rossoblù. Numeri che mettono in evidenza le difficoltà di un reparto che ha trovato poche risposte nel pomeriggio fiorentino e che rimane lontano dal trovare la propria condizione ideale. Il forfeit di Strootman, arrivato un’ora prima della gara, ha pesato su un assetto che contro la Sampdoria sembrava aver trovato stabilità. Senza il lavoro dell’ex Marsiglia, è stato Marin a riprendere in mano quelle responsabilità che non gli sono mai piaciute. Il rumeno è stato il centrocampista che ha perso più palloni durante il match – 10 – e sbagliato più passaggi – 5, a pari merito con Nandez. Nonostante sia stato il giocatore a percorrere più km per il Cagliari, l’ex Ajax è stato poco disponibile al passaggio e non ha saputo tessere le trame ideali con la palla tra i piedi. Ma oltre le colpe del numero 8, incappato nella sua peggior giornata dall’inizio del campionato, ci sono quelle dei compagni. Numerosi gli errori di Deiola in appoggio, tanta grinta e molta confusione per Nandez, con gli esterni sulla fascia opposta assorbiti dal tentativo di arginare Saponara.

La situazione vista negli ultimi 90’ giocati non è però una novità. La mediana cagliaritana fa fatica in costruzione ma anche ad accompagnare l’azione, con le sortite offensive rossoblù che fino ad ora si sono poggiate completamente sul duo offensivo Joao Pedro-Keita. Un solo gol è arrivato dal centrocampo – Deiola nella sconfitta di San Siro contro il Milan -, mentre sono stati quattro gli assist – tre del solo Marin. Quella isolana è l’unica squadra, insieme al Bologna, ad aver avuto un così basso contributo in fase realizzativa dal proprio reparto nevralgico. Un dato che diventa ancora più importante mentre si va verso l’infrasettimanale contro la Roma, squadra che ha già avuto undici gol da parte dei suoi centrocampisti.

Roma significa gol

Interpreti e modi diversi d’intendere il gioco e le partite influenzano il risultato in campo. Ma il dato rimane, così come un problema diventato apparentemente endemico. Dopo l’illusoria parte finale dello scorso campionato, dove Nainggolan e Marin, così come Nandez, avevano lasciato il segno nel tabellino in più occasioni, il centrocampo sembra essere tornato ad avere il braccino corto. Proprio nell’ultima sfida contro la Roma in Sardegna, finita 3-2 a favore dei rossoblù, Razvan Marin trovò il gol con una botta da fuori area. Non è stata solo l’ultima partita ad essere caratterizzata dai tanti gol: negli ultimi sei incontri la media è stata di 4.3, ben al di sopra dei 2 delle sfide precedenti. La forza offensiva romanista ha sempre fatto male al Cagliari che ha sempre subito gol nelle ultime 14 partite giocate in casa contro i giallorossi. Ma nel bilancio complessivo tra le mura amiche l’equilibrio è perfetto: 15 vittorie a testa e 11 pareggi, 61 reti degli isolani, una in più per la Roma. Giallorossi che arrivano da 10 partite perse in trasferta su 16 nel 2021 e che dovranno affrontare ancora una volta Joao Pedro, capace di punirli già 6 volte in carriera.

Mourinho schiererà, salvo sorprese, gli stessi uomini visti in campo contro il Napoli. Stessa scelta, almeno a centrocampo, sarà costretto a farla Walter Mazzarri se Strootman non recupererà dal problema al flessore. Poco, il tempo per cambiare i piani tattici e recuperare tutti gli acciaccati. Un tempo che basta però per capire che anche quella di mercoledì sera sarà un’altra partita che si deciderà nel mezzo: quella zona di campo dove si snodano le principali vie per arrivare al gol ma anche a quell’obiettivo finale chiamato salvezza.

Matteo Cardia

 

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