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Cagliari: Mazzarri sceglie Lykogiannis, ma il rinnovo è un tira e molla

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Nei racconti spesso c’è un eroe inaspettato che all’improvviso, senza doti particolari, si erge a protagonista per risolvere i problemi e salvare la situazione. E quando si parla di eroi non si può non pensare alla Grecia.

Sempre lui
Cagliari, Firenze, Benevento. Tre città unite dall’improvvisa e inattesa entrata in scena di un gigante ellenico con l’abito del salvatore. Mancino, roccioso, spesso con l’indice della critica puntato su di sé. Eppure quando il gioco si è fatto duro lui, che duro non sembra affatto, è salito alla ribalta. La punizione del Franchi sulla testa di Pavoletti nel maggio del 2018 che è valsa la permanenza in Serie A, il gol due anni dopo che ha incanalato verso un’altra salvezza lo scontro diretto contro le streghe campane. Il lupo – nome omen – perde il pelo ma non il vizio e così anche Mazzarri si è affidato a Lykogiannis nel momento della crisi. Ventuno i minuti giocati da subentrato tra Spezia e Milan con Semplici in panchina, titolare inamovibile da quando a dirigere il Cagliari è arrivato il tecnico di San Vincenzo. Difficile capire il perché dell’accantonamento a inizio stagione, soprattutto dopo quanto portato alla causa salvezza nel campionato precedente. Resta il fatto che, una volta arrivato Mazzarri in Sardegna, Lykogiannis ha preso in mano il proprio presente giocandosi tutto anche per il futuro.

Inamovibile
Come il nero che sta bene su tutto così Babis è quel giocatore che fa sempre comodo a un allenatore. Perché, al netto di alcune sbavature, il terzino greco tuttofare non ha mai fatto mancare abnegazione alla causa rossoblù. Terzo a sinistra con Zenga, esterno a quattro con Di Francesco, a tutta fascia nel 3-5-2 di Semplici e ora nuovamente terzino con Mazzarri. Piede educato, mai una parola fuori posto, margini di miglioramento ampi da ogni punto di vista, tattico, tecnico e mentale. Ora, come se non bastasse, l’infortunio di Dalbert suona come conferma totale di una strada già tracciata. Titolarissimo, pronto a restare in possesso della corsia di competenza e proseguire la crescita, anche difensiva, mostrata chiaramente contro la Sampdoria.

Pausa e silenzi
Prestazioni che serviranno anche a mettere sul tavolo le proprie carte per un rinnovo che tarda ad arrivare. Contratto in scadenza il prossimo giugno, Lykogiannis da febbraio potrà accordarsi con un altro club in vista della stagione 2022-23. Il Cagliari, dunque, rischia di perdere a parametro zero il suo terzino greco e le pretendenti non mancano. D’altronde già la scorsa estate diverse società si sono fatte avanti, ma i rossoblù hanno rifiutato ogni avance nell’ottica di un rinnovo pronto a essere discusso a mercato chiuso. Passate le settimane, però, l’accordo non è arrivato e il silenzio si è fatto spazio rumorosamente. Da un lato Lykogiannis che ha messo la permanenza in Sardegna in cima alla lista, forte di un legame sia calcistico che personale, dall’altro il Cagliari che proprio per via di questo legame punta a un rinnovo che dia più spazio al cuore che alle richieste economiche. In mezzo il campionato come campo in cui dimostrare la propria importanza e tirare un po’ di più la corda verso di sé così da ottenere il riconoscimento sperato.

Un tira e molla come altri visti negli ultimi mesi, da Deiola a Nainggolan, da Godín a Ceppitelli, alcuni con il lieto fine e altri, invece, dalla conclusione amara o ancora in attesa della chiusura positiva o meno che sia. Tra offerte e retromarce improvvise Lykogiannis è pronto ad affrontare settimane autunnali stranamente calde, in campo e fuori, con un occhio al presente e un altro al futuro.

Matteo Zizola

 

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