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Cagliari: non ci sei con la testa, poi con le gambe

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“La preparazione? Rispetto chi c’era prima, Godin e Strootman sono stati fermi molto e sono giocatori di stazza che avrebbero bisogno di più tempo. Non voglio parlare di chi non c’è più. Ci tengo a rispettare il lavoro di chi c’era prima. La mancanza di condizione della rosa credo sia dovuta ai tanti infortuni”. Testo, musica e direzione di orchestra sono di Walter Mazzarri alla fine della sfida con il Venezia. E uno dei temi più ricorrenti tra le domande degli addetti ai lavori, tra le polemiche dei tifosi sui social e nelle parole dello stesso tecnico rossoblù è proprio la condizione atletica di questo Cagliari che sembra incapace di reggere 90′ in Serie A.

Testa o gambe?
Va detto che l’impressione data dalla squadra ieri alla Unipol Domus è parsa più da lettino dello psicologo che da lettino del massaggiatore. Che il Cagliari non stia alla perfezione sulle gambe lo dice la classifica, ma anche le difficoltà sulle seconde palle o il calo evidente di prestazione del secondo tempo (prima del Venezia era già successo con Empoli e Genoa in particolare). Mettere il focus sul momento atletico della rosa però in questa fase della stagione sembra essere più un guardare il dito e non la luna. La squadra rossoblù non è fisicamente al meglio, vero, ma il problema reale di questa rosa pare essere mentale.

Black out
Testa e gambe sono la faccia della stessa medaglia. Non riesci a fare risultato solo con uno dei due aspetti. Se non hai benzina non sei lucido nelle giocate e se non hai la concentrazione giusta sul match le gambe non rispondono a dovere. Il Cagliari sembra ormai da tempo dentro un blackout psicologico. E a confermarlo è anche lo stesso Mazzarri: “La rosa non vince da tanto tempo, non è serena”. Nelle partite precedenti c’erano stati alcuni segnali di nervosismo, dalla “reazione plateale” di Joao Pedro all’Olimpico dopo il cambio, al “la squadra è distrutta e affranta” confessato da Mazzarri dopo l’Empoli, o anche i continui rimbrotti tra compagni, specie con Caceres e i vari uruguaiani. Che al Cagliari serva al momento una scossa forte pare evidente. E non a caso la miglior prestazione fin qui si è avuta all’Olimpico dopo il cambio in panchina. In una scintilla che però non è diventata fuoco. Con il Venezia dopo il gol del vantaggio i giocatori hanno festeggiato come se fosse una finale di Champions, Cragno in scivolata sotto la Sud, gli altri tutti addosso a Keita. A conferma che la squadra ha un peso importante sulle spalle che può togliersi solo con una serie di vittorie. E al tempo stesso dopo aver subito la rete del pari allo scadere dai laginari la squadra è parsa frastornata talmente tanto che nei pochi secondi rimasti avrebbe anche potuto subire un altro gol, e forse se il pari del Venezia fosse arrivato prima la beffa sarebbe stata doppia proprio come contro il Genoa. Insomma, nella pausa (senza 8 nazionali: Marin, Walukiewicz, Carboni, Bellanova più gli uruguaiani Godin, Caceres, Pereiro e Nandez che torneranno solo a poche ore dalla Sampdoria) Mazzarri dovrà ricostruire non solo la condizione e il gioco dei suoi ma soprattutto il morale. Impresa che, visto il tunnel di negatività che accompagna il Cagliari da tempo, sembra essere la più complessa di tutte.

Roberto Pinna

 

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