agenzia-garau-centotrentuno
cagliari-calcio-giulini-semplici-capozucca-centotrentuno-canu

Cagliari, operazione chiarezza: il mercato passa dal cambio modulo

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Il simbolo della confusione, l’errore primario dal quale sono arrivati a cascata tanti altri. La stagione che sarebbe dovuta essere del rilancio dopo il sogno europeo interrotto è stata un continuo cambiamento. Non solo dell’allenatore, ma anche se non soprattutto tattico.

bianchi-immobiliare-centotrentuno

Mantra equilibrio

Di Francesco, ovvero 4-3-3 come marchio di fabbrica. Un mercato che però non portò la carne da mettere al fuoco del tridente, così il tecnico abruzzese sterzò presto sul 4-2-3-1, per certi versi più adatto al materiale tecnico a disposizione. Per certi, ma non per tutti. Copri di qua, scopri di là, la famosa coperta che lascia sempre uno spazio aperto, un buco dove si infilavano gli avversari. Il tempo della ricerca del famoso equilibrio, l’infortunio di Rog, la continua caccia al regista che di fatto mancava. Ben prima che arrivasse Semplici a rimpiazzarlo, Di Francesco aveva optato per il 3-4-1-2, cancellando l’etichetta dell’estremista, ma creando ancor più confusione. Figlia, va detto, di un mercato che sia in estate che in inverno non ha portato le integrazioni sperate.

Rivoluzione silenziosa

La duttilità degli uomini e della disposizione in campo è stata l’arma in più di Leonardo Semplici. In corso d’opera, senza però quasi mai deviare dal suo 3-5-2 che fece le fortune della Spal. Solo contro il Napoli, infatti, il Cagliari è partito dall’inizio con la difesa a quattro, anche se, va detto, il tecnico toscano non ha mai rinunciato ai tre centrali di ruolo. Ceppitelli o Carboni a fare i finti terzini a seconda delle occasioni, gare ribaltate con cambi tattici che spesso vedevano il passaggio alla linea arretrata classica della storia rossoblù. Sprazzi di 4-2-4 nei finali fatti di assalti all’arma bianca, il 4-3-2-1, il 4-4-2, il 4-2-3-1. Semplici ha provato un po’ tutti i moduli di gioco, attingendo non solo a quasi l’intera rosa, ma anche a tutte le caratteristiche dei singoli. Nández a tutta fascia a destra o a sinistra, oppure largo e avanzato con alle spalle un terzino a proteggerlo. Joao Pedro a svariare, Nainggolan mezzala o trequartista o entrambi, Ceppitelli e Carboni braccetti a tre o terzini di copertura a quattro.

Nuova veste

“Con l’allenatore abbiamo parlato di un modulo diverso da quello di quest’anno e dobbiamo cercare i giocatori adattabili a questo nuovo modulo”. Parole di Stefano Capozucca, il deus ex machina del mercato del Cagliari. Il punto di partenza, dunque, deve essere la chiarezza. Sapere quale strada intraprendere sul campo per costruire attorno a un’idea di fondo la squadra che verrà. Senza confusione, possibilmente senza buchi, in sinergia tra l’aspetto economico dettato dal presidente Giulini, le richieste dell’allenatore Semplici e la capacità del direttore sportivo Capozucca di unire queste due anime. Non va dimenticato che il patron rossoblù non ha mai nascosto che il dna del Cagliari è quello del 4-3-1-2, ma ciò non vuol dire che sarà questo lo schema del futuro. E va da sé che proprio questo tema, il modulo, sia stato uno di quelli discussi nel lungo colloquio milanese che ha preceduto la conferma di Semplici in panchina.

Difesa a tre addio?

Nelle prossime settimane il Cagliari dovrà iniziare a prendere forma, partendo dalle cessioni, sia quelle del sacrificio – ovvero le più remunerative – sia quelle che permettano di, parole di Capozucca, avere un organico più snello e ringiovanito. Il centro del tutto potrebbe dunque essere il nuovo modulo, il saluto al 3-5-2 marchio di fabbrica di Leonardo Semplici per una squadra che si trovi a metà tra il passato dell’allenatore e le richieste di chi ha voluto che restasse in sella. Senza escludere la possibilità che sia stato lo stesso ex allenatore della Spal a capire, durante l’impresa salvezza, che la sua tattica preferita possa lasciare il passo a uno nuovo Semplici che possa ricreare se stesso in Sardegna. Un addio alla difesa a tre appare più che una possibilità, Nainggolan come obiettivo primario su cui costruire un segnale in vista trequartista. Il resto lo dirà il mercato, pronto a dare i primi segnali senza aspettare il ritiro estivo e le amichevoli. L’importante, comunque, è avere le idee chiare per non ripetere gli errori del recente passato.

Matteo Zizola

 
3 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti