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Cagliari: Pereiro, un mese per dimostrare chi sei

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Tra i personaggi dell’universo Disney uno in particolare ha come dote principale l’essere fortunato. Il suo nome è Gastone, cugino di Paperino che al contrario è spesso accompagnato dalla malasorte. Quando un nome rappresenta perfettamente la persona che lo porta si usa dire nomen omen, il nome è un presagio, ma a volte accade l’esatto contrario. Gastón Pereiro è l’altra faccia della medaglia della famosa locuzione latina, un giocatore che nei suoi mesi a Cagliari ha dimostrato di essere tutt’altro che favorito dalla dea bendata. Indiscutibili le doti tecniche, al contrario dubbi su quelle tattiche – importanti nel calcio italiano – e quelle fisiche nelle quali risulta ancora indietro rispetto alle attese.

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La grande occasione – Abituato a giocare per i titoli con la maglia del PSV, Pereiro si ritroverà contro il Verona a dover sfruttare l’occasione per mostrare di che pasta è fatto in una partita di Coppa Italia. Non di certo un tardo pomeriggio da grandi palcoscenici, ma comunque una gara che per il Tonga rappresenta una sfida dall’importanza quasi fondamentale. Messi alle spalle l’infortunio al piede e, chissà, la sfortuna di questi mesi, Pereiro dovrà dimostrare contro gli scaligeri di poter essere parte integrante del futuro rossoblù e convincere Di Francesco a poter puntare su di lui nei prossimi mesi. Ingaggio importante, pedigree indiscutibile, per il fantasista uruguaiano la sfida di coppa ha le sembianze di una porta da varcare per dimenticare il passato e conquistare un posto nelle rotazioni.

Gennaio alle porte – Non è un mistero che il presidente rossoblù Tommaso Giulini strizzi da tempo l’occhio a una possibile cessione di Pereiro. Arrivato lo scorso inverno a prezzo di saldo dal PSV Eindhoven, tra problemi privati e sfortuna generale non ha convinto, il gol contro la Roma un’illusione cancellata dal Covid e dagli infortuni. L’equivoco tattico che lo vede un po’ esterno d’attacco, un po’ trequartista e un po’ seconda punta non ha ancora trovato una risposta chiara, con il 4-2-3-1 di Di Francesco la sua collocazione sembrerebbe più quella di vice Joao Pedro che di ala a piede invertito, anche per via di doti di corsa in verticale che non sono esattamente il suo forte come d’altronde non lo è il sacrificio in copertura. Con gennaio che si avvicina Pereiro ha poco più di un mese per provare a scacciare i fantasmi del mercato con le sirene dell’MLS pronte a cantare per lui.

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così Pereiro sembra avere un alone di tristezza che nasce anche dal suo modo di stare in campo, quasi distratto in attesa di ricevere il pallone tra i piedi, per poi con passo compassato provare a liberare dribbling e sinistro. Ritrovare il sorriso è il viatico per ritrovare le proprie qualità sul prato verde, il Verona è l’occasione perfetta per far sì che Pereiro dimostri di poter tornare a essere Gastone e non il Paperino visto in rossoblù. Al contrario, va da sé, il tempo è tiranno e gennaio 2021 potrebbe diventare tempo di valigie come quello del 2020, ma a distanza di un anno non verso ma dalla Sardegna.

Matteo Zizola

 
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