Arthur Ionita | Foto Luigi Canu

Cagliari: quali indizi dai grandi tagli di Di Francesco?

Il Cagliari inizia dai tagli. La prima sfida di Eusebio Di Francesco è stata quella di recidere il cordone ombelicale con il passato. Una rosa da quasi 40 giocatori trasformata in un gruppo di 27 calciatori pronti per il nuovo raduno rossoblù.

Si tratta ancora solo di una lista provvisoria, perché alcuni, come Ceter e Vicario, hanno ricevuto una vacanza extra avendo affrontato più fasi di playoff e playout in Serie B. Oppure altri sono ai box per un infortunio come Cerri, Deiola e Romagna (che attende anche la decisione del Sassuolo sul riscatto). E poi c’è Despodov che avrebbe potuto giocarsi molte carte in questi giorni tra Aritzo e Asseminello ma che è stato trovato positivo al Covid-19 in Bulgaria. Alcuni tagli eccellenti però raccontano bene il progetto che ha in mente Eusebio Di Francesco: un Cagliari rivoluzionario che farà a meno di tante figure parse marginali nell’ultima stagione.

Facciamo il punto reparto per reparto partendo dai portieri. Qui l’assente, senza grandi sorprese, è Rafael. Arrivato nel 2016 in Sardegna il brasiliano lascia perché in scadenza. Lui ha già iniziato il corso di preparatore dei portieri e presto potremmo rivederlo in Serie A in questo ruolo, anche se prima potrebbe esserci un ultimo giro di giostra da titolare, magari in B. La sorpresa invece è Cabras. L’ex portiere della Primavera nell’ultima stagione ha fatto bene in Serie D all’Adriese. Su di lui è forte l’interesse dell’Olbia come secondo, e il Cagliari sceglierà la sua strada a fine ritiro.

In difesa pochi effetti speciali. Ci sono i Primavera Boccia e Carboni, aggregati in pianta stabile già da Zenga. E c’è Ragnar Klavan, che come più volte anticipato ha esercitato l’opzione di rinnovo sul proprio contratto in quanto ha partecipato almeno al 50% delle gare rossoblù negli ultimi due anni. Sulla fascia destra ecco Simone Pinna che ci riprova dopo i sei mesi dell’ultima annata passati in Serie A. Non c’è invece Pajac, l’esterno di sinistra non ha fatto bene nell’esperienza con il Genoa e sembra fuori dal progetto Cagliari per il 2020-21. Infine ecco Ivan Michelotti. Primavera, classe 2001, esterno di sinistra comprato a gennaio dal Torino nell’affare Cancellieri. Un nome a sorpresa ma di fatto con la rosa con il solo Lykogiannis come terzino sinistro lui era l’unica alternativa, considerando che Aly è stato svincolato.

A centrocampo le sorprese più grandi. C’è Nainggolan, ma questa dopo l’indiscrezione dell’incontro con Giulini di domenica sera a Villasimius, non è una novità. Il Cagliari e il giocatore vogliono proseguire insieme, specie ora che Radja ha ritrovato Di Francesco. Aspettando di convincere l’Inter a cedere a titolo definitivo il Ninja il tecnico pescarese ha tagliato tanto in mezzo al campo. Via dai convocati sia Valter Birsa che Artur Ionita. Entrambi sul mercato con il moldavo che dopo tre stagioni da alternativa quasi imprescindibile per il Cagliari ora sembra essere arrivato al definitivo addio. Su di lui ci sono alcuni club di Serie A, Benevento in testa, ma anche alcune squadre della Bundesliga. Esperienza tedesca che l’entourage del giocatore preferirebbe. Spazio invece al rientrante Bradaric che con i tagli di Birsa e Ionita potrebbe essere chiamato a una prova di forza per tornare un uomo importante per i rossoblù dopo le recenti separazioni. Ci sono anche i Primavera Ladinetti e Marigosu, con quest’ultimo che proverà a dare ricambio negli allenamenti precampionato nel ruolo di esterno offensivo.

In attacco il grande assente è il chico de barrio Daniele Ragatzu. Sul funambolo quartese ci sono diversi club di Serie B ma lui vorrebbe restare in Sardegna e l’unica alternativa al momento è il ritorno all’Olbia di Max Canzi. Presente anche Luca Gagliano, che però con davanti Simeone e Pavoletti non avrà vita facile in ritiro.

Roberto Pinna

AL BAR DELLO SPORT

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Pink
Pink
18/08/2020 17:28

Io tifo bradaric

Giorgio
Giorgio
18/08/2020 15:13

Pavoletti al momento è mezzo rotto, ci vorranno almeno due mesi per vederlo giocare davvero. Gagliano ci sta benissimo