Cagliari quarto, cosa dicono i numeri?

Il Cagliari degli undici risultati positivi consecutivi e del quarto posto in Serie A è ormai una realtà anche a livello nazionale.

Le analisi sui rossoblù di Rolando Maran, sorpresa del campionato, sono all’ordine del giorno come mai successo nel recente passato: l’ultima della serie è quella apparsa su Ultimo Uomo a firma di Flavio Fusi, interessante perché guarda al Cagliari dal punto di vista dei dati del sito StatsBomb. L’aspetto fondamentale dell’approfondimento riguarda il rapporto fra quanto creato dalla squadra di Maran e quanto effettivamente ottenuto, utilizzando come parametro di riferimento il dato sugli expected goals e quello sul numero di interventi di Olsen.

I dati, come sempre, devono essere interpretati, non è una novità che il Cagliari abbia raccolto in alcune partite della prima parte di stagione più di quanto prodotto in termini offensivi grazie al cinismo, come ad esempio nella vittoria di Napoli, e di conseguenza subito una percentuale di gol bassa rispetto alle occasioni subite. Le caratteristiche del gioco di Maran in questo campionato sono ben spiegate dall’analisi, la bravura nelle seconde palle e nelle ripartenze rapide un fattore che già in queste colonne abbiamo sottolineato in passato, così come il lasciare il pallino del possesso palla agli avversari una costante che si ripete a ogni gara da agosto a oggi.

La differenza rispetto alla scorsa stagione è come scrive Fusi nel baricentro molto più basso in fase di non possesso che effettivamente lascia al Cagliari la possibilità di sfruttare la propria bravura nelle transizioni rapide e sorprendere gli avversari in ripartenza: il tutto nasce dalle differenti caratteristiche della punta centrale e della mediana.  Se con Pavoletti, infatti, le seconde palle potevano essere raccolte dopo lanci lunghi, e per farlo era necessario tenere le linee alte, con Simeone e il gioco palla a terra il centrocampo fa dell’attendismo la propria forza, creando così anche maggior filtro a una difesa più compatta che in passato.

Quello che stona nell’analisi di Ultimo Uomo è però lo sguardo rivolto al futuro, con un certo pessimismo figlio di dati che non tengono conto dell’evoluzione della squadra nel corso dei primi mesi: se gli expected goals e gli altri parametri raccontano di un Cagliari che prima o poi dovrà pagare dazio alle overperformance, non si può dimenticare che gli stessi dati sono “drogati” da un percorso iniziale che effettivamente ha visto i rossoblù soffrire sui numeri pur se i punti non raccontavano questa sofferenza.

Il Cagliari fino al pareggio di Roma alla settima giornata era una squadra, quello che ha iniziato non solo a raccogliere, ma a seminare per ottenere frutti con la trasferta di Torino un altro: le vittorie di Parma e Napoli non possono essere paragonate a quella di Bergamo e al pareggio contro i granata, così come i tre punti contro il Genoa all’Arena sono arrivati dopo una gara ben diversa rispetto alla vittoria contro la Fiorentina.
La sfida di lunedì in casa di fronte alla Sampdoria di Ranieri sarà l’occasione per reagire dopo il pareggio di Lecce che, in termini di gioco, ha ricordato più il primo Cagliari stagionale che quello post Roma: Maran e i suoi ragazzi vogliono proseguire sulla strada tracciata, expected goals permettendo.

Matteo Zizola 

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