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Cagliari | Reparto corto e Ceppitelli regista: la rivoluzione in difesa di Semplici

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La rivoluzione parte sempre dal basso. E così Leonardo Semplici per arrivare a quel reset di gioco e personalità chiesto al suo Cagliari per la nuova stagione in Serie A ha iniziato con un nuovo metodo di costruzione difensiva.

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Svolta
Niente lanci e ricerca immediata della profondità. In un gruppo rossoblù che deve costruire una propria filosofia e non solo più fare punti in maniera matta e disperata, il tecnico toscano ha iniziato la rivoluzione della manovra partendo dal basso. Il primo tassello, in rottura con il recente passato, è quel Ceppitelli scelto come regista difensivo del Cagliari che verrà. Quando possibile, nelle prime settimane di ritiro, il pallone in fase di possesso del portiere è finito con costanza tra i piedi del vice capitano. Un Ceppitelli aiutato nel giro palla dal basso dal mediano, Strootman su tutti, che si abbassa sino alla linea difensiva in caso di ripartenza rossoblù dalla propria area di rigore. Non solo Ceppi però, perché dopo l’amichevole contro il Vicenza Semplici è stato chiaro: “Tutti e tre i centrali della nostra difesa avranno compiti sia di marcatura che di impostazione, vogliamo con il mio staff che quando c’è la possibilità anche i difensori si buttino dentro per costruire e creare superiorità. Fa parte di quella nuova mentalità che stiamo provando a dare al nostro gioco”.

Dubbi
Al tempo stesso però la rivoluzione dal basso di Leonardo Semplici a Cagliari è figlia del mercato e su tutti del nodo Godin. L’arrivo di Altare e la possibilità di adattare Lykogiannis al centro non garantiscono affidabilità e alternative a un reparto che pare privo di grandi opzioni. C’è la certezza Carboni, che resta comunque un giovanissimo ed è naturale debba ancora crescere nel ruolo. C’è la speranza che Walukiewicz, parso sotto tono nelle prime uscite dopo il mal di pancia estivo sul mercato, si ritrovi e riesca a ritagliarsi un ruolo da protagonista come all’inizio della scorsa Serie A. Ceppitelli, invece, è l’anello di esperienza del terzetto titolare, anche se già a Pejo il difensore ha fatto capire che fisicamente difficilmente potrà giocare sempre senza mai una pausa. Se la situazione Godin andasse nella direzione gradita dal Cagliari, e quindi con la partenza del Faraone, in panchina resterebbero Altare, che arriva dalla Serie C, Obert, che arriva dal Primavera 1 e Lykogiannis in emergenza. Non esattamente lo scenario dalle varie scelte che possa agevolare la rivoluzione dal basso voluta da Semplici per questo Cagliari.

Roberto Pinna

 

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