Nahitan Nandez contro la Lazio | Foto Emanuele Perrone

Cagliari-Sampdoria, le ideologie di Ranieri e Di Francesco a confronto

Il pallino resta sospeso, nessuno che vuole prenderlo e comandare la partita. Vai tu, no vai tu, prego si accomodi, no prima lei grazie. Uno scambio di cortesie che crea lo stallo, tutti fermi in attesa del primo passo. Cagliari contro Sampdoria potrebbe essere metaforicamente una gara tra ciclisti su pista nella quale entrambe le compagini usano la tecnica del surplace. Fermi sui pedali, aspettare il movimento dell’avversario e provare a colpire in controtempo.

Claudio Ranieri ha fatto la storia rossoblù, la doppia promozione dalla C alla A, la salvezza successiva, un ricordo vivo nella memoria di tutto l’ambiente. Tra gli aneddoti della sua lunga carriera quella volta a Valencia in cui durante uno dei primi allenamenti fermò i suoi ragazzi e chiese il perché di tutti quei passaggi orizzontali quando la porta era lì ad aspettare a decine di metri. Il miracolo Leicester poi racconta di una squadra capace di vincere a sorpresa la Premier League da terzultima in classifica per possesso palla, il 44.8% di media. Un dato impressionante che ribaltò in un attimo la poetica del tiki taka che andava per la maggiore negli anni precedenti.

Calcio verticale a confronto, arrivare in porta con meno passaggi possibili, lasciare il pallino agli avversari per poi prenderli alle spalle in velocità. Cagliari e Sampdoria si sfideranno sabato pomeriggio alla Sardegna Arena portando in campo due stili lontani, ma simili almeno in una componente, quella del possesso palla. Terzultimi i rossoblù, penultimi i blucerchiati, dietro di loro soltanto il Benevento di Filippo Inzaghi. Per fare un esempio il Sassuolo del cultore del genere De Zerbi è terzo nella graduatoria, dietro Inter e Juventus, con quasi otto minuti in più in media di possesso rispetto a rossoblù e blucerchiati.

Un non voler tenere il pallone che però si differenzia nella gestione della fase difensiva, il Cagliari con i noti problemi che prova a pressare alto e recuperare vicino alla porta avversaria per lanciarsi in velocità, la Sampdoria che invece è più attendista e pronta a colpire alle spalle in contropiede.

La partita tra gli ex di giornata in panchina, tra il passato glorioso e il presente in costruzione, tra l’allenatore che ha sostituito il collega nelle sue due ultime esperienze. Da Cagliari a Genova passando per Roma, il percorso di Ranieri e Di Francesco ha tante cose in comune, lo stile lontano dal fraseggio orizzontale la punta dell’iceberg. Quella di sabato pomeriggio alla Sardegna Arena si prospetta dunque come una partita tra filosofie simili ma diverse, la scacchiera come campo di battaglia, gli avversari che si studiano e le fasce a determinare il vincitore. Per il Cagliari l’occasione di raggiungere i doriani in classifica, per questi ultimi quella di sfatare il tabù Sardegna che dura ormai da tredici anni.

Matteo Zizola

 

AL BAR DELLO SPORT

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti