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Cagliari, Semplici alla sfida turnover nella settimana salvezza

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“Ci tengo a precisare che i titolari sono 15, perché fino a oggi chi è subentrato si è sempre fatto trovare pronto e questo è un aspetto determinante in una settimana in cui affronteremo tre squadre in sette giorni”.

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A chi ha ascoltato le parole di Leonardo Semplici durante la conferenza stampa di presentazione di Cagliari-Parma certamente non sarà sfuggito questo passaggio, con quel riferimento numerico ben preciso stabilito in 15 titolari. Otto partite sulla panchina rossoblù per il tecnico toscano e già 22 giocatori impiegati: alcuni per forza – l’esempio perfetto è Vicario, diventato titolare per la positività al Covid di Cragno – e altri per scelta. Ballano 7 nomi tra titolari e riserve, insomma: ma chi fa parte di quella cerchia di quei 15?

I quindici dell’Ave Maria

Numeri alla mano, è facile rispondere: il 3-5-2 fin qui impostato da Semplici non ha previsto troppe deroghe. Fin dalla sua prima gara l’ex tecnico della Spal ha proposto Cragno in porta (ora Vicario, per i motivi di cui sopra), difesa con Ceppitelli a destra, Godin al centro e Rugani a sinistra. A centrocampo Nandez e Lykogiannis sugli esterni, il trio Marin-Duncan-Nainggolan in mezzo e la coppia Joao Pedro-Pavoletti davanti. Questo si può definire il Cagliari di Semplici, al netto di infortuni o squalifiche: c’è chi, come Godin e Nainggolan, è sempre rimasto in campo dall’inizio alla fine con lui in panchina, o elementi come Joao Pedro, Nandez, Rugani e Marin che hanno saltato pochi minuti. Se questo è l’undici di base, nel gruppo allargato (ma non troppo) di titolari rientrano ovviamente anche Zappa (quarto rossoblù per minuti giocati, dopo Joao Pedro, Cragno e Marin), il Cholito Simeone, “il” centravanti con Di Francesco in panchina e i difensori Klavan e Carboni, dentro dall’inizio nelle ultime due partite e nuovo intoccabile nel reparto arretrato, anche alla luce dei ben noti problemi fisici di Ceppitelli.

Gli altri: Pereiro, Cerri and company

All’appello dei giocatori impiegati sin qui da Semplici mancano sei elementi: Gaston Pereiro (99 minuti giocati), Cerri (95 minuti), Asamoah (88 minuti), Deiola (45 minuti), Calabresi (3 minuti a Genova, contro la Samp) e Tripaldelli (9 minuti a La Spezia). Tolti questi ultimi, mai veramente coinvolti nel progetto tattico (l’ex Sassuolo era addirittura in tribuna contro il Parma), soltanto i primi due hanno avuto più continuità di impiego specialmente nelle gare perse dal Cagliari, con Cerri addirittura schierato da titolare contro l’Hellas Verona. L’ex Psv Eindhoven è colui che ha squassato la sfida con il Parma, con un gol e un assist in quei 5 minuti di recupero che potrebbero cambiare il destino rossoblù: il suo nome è tornato prepotentemente di moda in vista di Udine, anche se restano dubbi sulla sua collocazione tattica. Nel prepartita del match contro l’Hellas, proprio noi abbiamo rivolto questa domanda a Semplici, che così ha risposto: “Pereiro è un giocatore di grande qualità, nel 3-5-2 o fa la seconda punta o la mezzala più offensiva, oppure si cambia il modulo e va a fare l’esterno di centrocampo. Mi auguro possa diventare decisivo, ha grandi qualità tecniche: lo ritengo molto utile alla causa”.

Turnover massiccio? Lasciatelo a Pirlo

Parole che potrebbero aprire spazi all’uruguaiano già in vista della Dacia Arena, ma a questo punto bisogna porsi un’altra domanda. Che utilizzo ha fatto Semplici del turnover nella sua esperienza nella massima serie? Andando a vedere i numeri delle prime due stagioni sulla panchina della Spal, i dati saltano subito all’occhio: nell’anno 2017-18 i giocatori più usati (con almeno 15 presenze in stagione) dal tecnico toscano furono 18. Esattamente gli stessi dell’anno successivo, con 8 elementi a più di 30 presenze: in pratica due riserve a reparto, non di più. E anche a Cagliari Semplici sta ricalcando esattamente questo schema con un undici titolare ben definito e un paio di rincalzi da far ruotare. Quindi non certo turnover massiccio alla Pirlo, per capirci, ma fiducia in un gruppo ristretto cui chiedere un grande sforzo, fisico e mentale, per questa rincorsa alla salvezza che il successo da infarto di sabato sera ha riaperto dopo quattro sconfitte consecutive.

Resta da vedere ora cosa deciderà Semplici in vista della sfida di Udine: il 4-3 sul Parma ha certamente fatto impennare l’adrenalina nello spogliatoio e il senso di gruppo, ma bisognerà fare i conti con la fatica a livello atletico, specie a centrocampo, dove Nainggolan, Marin e Nandez hanno dato tutto sul piano della corsa. In panchina le alternative scalpitano, con il tecnico rossoblù che dovrà decidere quale parte della coperta tirare: meglio dare respiro a qualcuno, puntando sulla voglia di fare di chi è rimasto fin qui un po’ più in ombra o chiedere ancora ai soliti di tirare la carretta, sperando di riuscire subito a mettere la gara sui giusti binari?

Francesco Aresu

 
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