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Joao Pedro, Ounas e Sottil dopo un gol | Foto Alessandro Sanna

FOCUS | Cagliari, senza ali puoi volare?

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Non sempre le ali aiutano a spiccare il volo, così come non è detto che solo avendo ali si possa toccare il cielo. Fuor di metafora il dubbio è forte in casa Cagliari, perché gli esterni offensivi non hanno finora regalato quanto ci si sarebbe aspettati. D’altronde la storia ha una sua ragione di esistere e quella recente rossoblù racconta di un’unica costante, l’assenza di ali. I ricordi del 4-3-3 richiamano all’ultima retrocessione targata in gran parte Zeman, questa prima parte di stagione prossima al giro di boa sa più di conferma che di smentita dell’inglorioso recente passato.

Dal tridente al 4-2-3-1 e poi? – Di Francesco si starà domandando se davvero le ali che ha a disposizione nella rosa siano adatte per far tornare in volo il suo Cagliari. Il 4-3-3 abbandonato per sfruttare al meglio Joao Pedro, tornato da allora elemento cardine della squadra. Il 4-2-3-1 che prima dà fiducia, poi piano piano viene messo da parte in nome dell’equilibrio. Sprazzi di difesa a tre ad aggiungere un’ulteriore variante. Il futuro che profuma di 4-3-2-1, addio agli esterni offensivi e riavvicinarsi alla tradizione. D’altronde in queste prime 17 partite sulle fasce le soluzioni provate non hanno dato riscontri nel lungo termine, ma soprattutto la protezione della difesa con la mediana a due non ha funzionato. L’infortunio di Marko Rog ha infine aggiunto un ulteriore aspetto, importante, alla ricerca di un’alternativa che permetta di uscire dalle secche, l’arrivo di Nainggolan da sfruttare al massimo sa di sentenza definitiva.

Colpo di spugna – Nández a destra e Sottil a sinistra la soluzione più utilizzata da Di Francesco in questi mesi. Ma non solo. Infortuni, covid, ricerca di stabilità difensiva le cause, Zappa alto, Pereiro contro il Napoli, Ounas a sprazzi, il 3-5-2 con Lykogiannis o Tripaldelli a sinistra le conseguenze. Nel primo tempo contro il Benevento forse il futuro prossimo, albero di Natale non messo da parte dopo le feste, ma anzi tirato fuori dal ripostiglio proprio quando la tradizione epifanica prevede di dimenticarlo per un anno.Nainggolan e Joao Pedro, entrambi al centro del gioco lì dietro un’unica punta, lì dove rendono meglio. Nández pronto a tornare nel ruolo di mezzala, il prossimo probabile innesto Duncan a fare le veci di Rog, la necessità di proteggere un Marin finora più croce che delizia.

Mercato – In rosa gli esterni non mancano, alcuni funzionali al credo di Di Francesco e altri un po’ più ibridi. Riccardo Sottil è stato al centro del progetto tecnico e tattico fino a oggi, ma con la possibile rinuncia alle ali il suo spazio potrebbe ridursi. Con l’affare Duncan in dirittura d’arrivo al quale mancano solo pochi dettagli e proprio Sottil che potrebbe rappresentare uno di questi. Ritorno immediato a Firenze? Valorizzazione del controriscatto previsto a monte da ridurre drasticamente? O la conferma come carta per avere un’alternativa oltre il canovaccio tattico previsto? Domande che riguardano ancora di più Adam Ounas. L’algerino tra una condizione fisica da recuperare e la positività a frenarlo ulteriormente non si è praticamente mai visto. Il finale di Bologna unica luce nel buio di mesi sfortunati, anche se la sfortuna non può essere l’unica discriminante. Arrivato quasi allo scadere del mercato estivo come rimpiazzo emotivo del mancato ritorno di Nainggolan, Ounas potrebbe essere arrivato già al capolinea del suo viaggio sul bus rossoblù. Ritorno a Napoli, ingaggio risparmiato, e poi via verso un’altra destinazione, l’ennesima degli ultimi anni, che sia la Liguria spezzina, l’Emilia parmense o un’altra squadra pronta ad accoglierlo.

Equivoci – Infine i due misteri, gli equivoci. Gastón Pereiro, esterno sì in quel di Eindhoven con il PSV, ma più da palla sui piedi che tagli in profondità. Poco sacrificio tattico, un futuro che sembra lì dietro la punta – vice del duo Joao Pedro – Nainggolan – per provare a dimostrare in Sardegna ciò che finora è restato fermo al gol contro la Roma di marzo 2020. Zito Luvumbo, il giovane angolano arrivato a sorpresa e che ancora deve esordire in rossoblù, vittima di una ricaduta muscolare che ha imposto una cura ulteriore di un fisico poco abituato a certi regimi atletici. D’altronde Luvumbo ha 18 anni, acquisto per il futuro più che per il presente, l’attesa che nasce più dalla curiosità che dalle aspettative.

Chissà che il mercato non regali un nuovo giocatore al prezzo di due, stop agli esterni e dentro un ulteriore rincalzo per la trequarti. In attesa di novità dalla Piazza Affari rossoblù l’impegno con l’Atalanta di Coppa Italia potrebbe essere l’occasione per far cambiare idea a Di Francesco e per rilanciare quegli esterni il cui futuro appare sempre più fuori dall’undici titolare.

Matteo Zizola

 

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