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Cagliari senza il Ninja con la Roma: chi al posto di Nainggolan?

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Da delusione a punto nevralgico, baricentro del tutto, stilista del gioco abile sia a tagliare che a cucire. Era una questione di personalità, così disse, e allora non restava che salire in cattedra e insegnare ai suoi adepti come gestire i momenti e come reagire alle avversità. Radja Nainggolan si è (ri)preso il Cagliari, i risultati ne sono una semplice e logica conseguenza.

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L’arte del ninja
C’è un’immagine che spiega il ruolo di condottiero del numero 4 in maglia rossoblù. Il Cagliari ha appena vinto la folle partita contro il Parma, Nainggolan si avvicina a Marin e gli poggia una mano sulla testa. Il romeno annuisce, si abbracciano, gli insegnamenti del ninja hanno aiutato Marin a uscire dal guscio. Il belga ha preso per mano la squadra, ha indicato la via alla fortuna che aiuta gli audaci, lui per primo ha svestito i panni della paura per indossare quelli da guerriero orientale. Tra le diciotto abilità di un ninja ci sono il Bōryaku (tattica), il Kayakujutsu (pirotecnica), il Shinobi-iri (furtività e infiltrazione), il Taijutsu (combattimento senza armi) e soprattutto il Seishinteki kyōyō, la raffinatezza spirituale. Per un Cagliari che sembrava vittima delle sue stesse paure l’aspetto mentale era la chiave per vincerle, Nainggolan da buon ninja ha messo in campo le sue doti e le ha regalate ai compagni di battaglia. Anche con il sorriso di chi non si scompone per una sconfitta, come a San Siro quando sia all’intervallo che dopo il fischio finale non ha fatto drammi, ha mostrato che si può continuare a sorridere nelle avversità, l’importante è reagire quando conta.

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Un’assenza pesante
Servirà l’aiuto di tutti per compensare l’assenza del condottiero. L’ammonizione per proteste ricevuta da Guida in quel di Udine gli costerà una giornata di squalifica. Niente Roma, niente sfida da ex, le armi da riporre momentaneamente nell’armadietto e gli spalti dai quali guidare la truppa verso un’altra impresa. Non è il momento dei fronzoli, è il momento di sguainare la Katana e combattere senza badare all’eleganza. E tocca a Leonardo Semplici, che al ninja si è affidato per uscire dalla crisi, scegliere chi ne prenderà il posto. Il tecnico rossoblù ha messo Nainggolan nelle condizioni di incidere, forse in ritardo, forse al momento in cui il fisico poteva assorbire i compiti di corsa. Non più regista, ma incursore tra le linee in grado di colpire, creare e all’occorrenza strappare il pallone agli avversari con la sua mossa tipica. Scivolata, pallone artigliato e via ripartire palla al piede e testa alta.

Opzioni conservative
Semplici ha tre opzioni tra cui scegliere. In testa l’avversario, una Roma che ha i punti di forza nella velocità sulle fasce e nei trequartisti. Un Cagliari che dovrà pensare a se stesso, senza badare alle scelte di un Fonseca probabilmente concentrato sul Manchester United che verrà dopo la sfida della Sardegna Arena. Il designato numero uno a rimpiazzare Nainggolan come posizione in campo appare Razvan Marin, più libero così di sfruttare la sua verticalità e creare come numero 10 atipico. A quel punto al posto del romeno potrebbe così tornare un riposato Duncan, mentre Deiola agirebbe da filtro davanti alla difesa come a Udine. La seconda opzione, sempre con Marin tra le linee, potrebbe essere quella di riportare Nández al centro e inserire Zappa sull’esterno con il centrocampista di San Gavino destinato alla panchina.

L’opzione che intriga
C’è infine la scelta più affascinante e offensiva. Gastón Pereiro a giostrare dietro le due punte, coperto dal duo Marin – Duncan con Nández che resterebbe sulla fascia destra. Puntare sull’aggressività tattica con un giocatore d’attacco, puntare sull’estro del Tonga ritrovato dopo il gol contro il Parma e rimasto a guardare la strenua difesa del risultato in quel della Dacia Arena. Riposato e pronto a dare continuità alla rete contro i gialloblù, di fronte a una Roma che rappresenta il dolce ricordo del suo primo gol italiano nel marzo 2020. Pereiro è il simbolo di un allargamento improvviso della rosa a disposizione di Semplici proprio nella settimana più importante, con un turno infrasettimanale a imporre la gestione delle risorse. Il Tonga, Deiola, Asamoah, Cerri, Ceppitelli, in attesa di ritrovare su livelli ottimali i vari Simeone, Lykogiannis e chissà, scoprire Calabresi. Anche senza il suo ninja il Cagliari punta a sorprendere la Roma. Ogni lasciata è persa, non c’è tempo per gli alibi e per rimpiangere le assenze per quanto importanti.

Matteo Zizola

 

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