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Cagliari, sorpresa Bellanova: il “ragazzino” conquista Mazzarri

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Si può giudicare un calciatore dopo poco più di 200 minuti in campo fin qui in campionato? No di certo, ma è possibile analizzare l’impatto avuto sulla squadra in cui li ha giocati.

E se i primi 52 minuti di Raoul Bellanova con la maglia del Cagliari, divisi in due spezzoni tra Genoa e Lazio, non hanno lasciato particolari riscontri (con i biancocelesti soli 4 palloni giocati in 21′, con la voce passaggi ferma al palo), certamente diverso è stato il discorso contro Fiorentina e Roma. Due partite tutt’altro che semplici, date le circostanze: nella prima il classe 2000 cresciuto nel Milan è stato buttato nella mischia al 24′ al posto dell’infortunato Caceres, con Zappa retrocesso a terzino destro a prendere Saponara (con risultati tutt’altro che incoraggianti). Schierato esterno alto, Bellanova ha fatto quello che ha potuto, non demeritando affatto e, anzi, risultando uno dei pochi a sfiorare la sufficienza nella disfatta viola. Contro la Roma, poi, la seconda chance: titolare, ancora una volta in asse con Zappa, ad arare la fascia destra contro Viña prima e Calafiori poi. La traversa dopo soli 7 minuti è stata il primo segnale che per l’ex Bordeaux sarebbe stata una partita migliore rispetto alle precedenti.

Aletta di corsa e spinta
“Ma come mai Bellanova gioca titolare in Under 21 e Carboni no?”. Alzi la mano chi, nelle scorse settimane, non si è posto almeno una volta questo interrogativo. Ebbene, ieri c’è stata una parziale risposta su quelle che sono le sue caratteristiche: corsa, propensione ad attaccare lo spazio in profondità, buona capacità di cross (chiedere referenze a Pavoletti). Certo, in fase difensiva c’è ancora tanto da lavorare, ma il buon Raoul – non certo come il Re di Hokuto in Ken il Guerriero – nelle ultime due gare si è fatto preferire all’omologo Zappa, in netta difficoltà a interpretare il ruolo di esterno basso contro avversari tecnici come Saponara e Mkhitaryan. In assenza di Nández, alle prese con un fastidio al flessore che potrebbe fargli saltare anche la trasferta di Bologna, il numero 12 rossoblù si candida a vestire la maglia da titolare anche lunedì sera al Dall’Ara. Mettendo in campo le stesse doti viste contro i giallorossi di Mourinho, che gli hanno permesso di essere spesso al centro del gioco di Mazzarri: 10.473 metri percorsi, 37 palloni giocati, 1 passaggio chiave, 12 passaggi in avanti andati a buon fine e il 73% sul fronte passaggi tentati e riusciti (la stessa di Lykogiannis, un punto in meno di Marin) e 3 recuperi. Cifre che lette così potrebbero dire poco, ma il netto passo in avanti a livello di sicurezza e personalità è stato sotto gli occhi di tutti.

“Son tornato in Italia per mettermi in gioco e questa è la piazza migliore per farlo, è l’ambiente giusto per migliorare”. Così diceva Bellanova ai microfoni del club appena arrivato a Cagliari. L’inserimento non è stato immediato nelle rotazioni, ma l’assenza di Nández lo ha favorito. Lunedì sera a Bologna, nel posticipo dell’11° turno, la prova del nove: vedremo se Mazzarri punterà ancora sulla sua voglia di emergere o se il 21enne di Rho sarà costretto a riaccomodarsi in panchina. Da Roma (stadio) a Roma (squadra), la Capitale nel destino: finalmente “il ragazzino” (cit. Mazzarri post Lazio-Cagliari) ha dimostrato al tecnico di San Vincenzo di poter contare anche su di lui.

Francesco Aresu

 

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